Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 novembre 2001
Domanda 2 novembre 2001
Subject: Abolizione del servizio civile???
Buongiorno,
ho visitato il vostro sito internet e ho dato un'occhiata alla sezione riguardante l'abolizione della leva.
Premetto che ho gia' svolto il servizio civile qualche anno fa.
Sono rimasto a dir poco ALLIBITO nel leggere che: "Ma e' ovvio che la storia non finisce qui, perche' c'e' aria di coscrizione civile obbligatoria, soprattutto da parte di coloro che, per non venir meno alle proprie incapacita' imprenditoriali e associative, hanno fatto virtu' e tesoro dell'esercito degli obiettori di coscienza, creando un servizio nel servizio, uno Stato nello Stato. Oggi si lamentano, ma non vogliono tener conto che alla base dell'obiezione di coscienza, essenzialmente, non c'era la voglia di rendersi utile in qualche biblioteca comunale o alla segreteria telefonica di qualche associazione no-profit, ma solo il desiderio di non vestir la divisa per un servizio militare inutile; l'alternativa obbligatoria era il servizio civile, e per questo sono sempre stati tanti e sempre in aumento i giovani obiettori."
Ma vi rendete conto che abolire l'obbligatorieta' del servizio civile vorrebbe dire che quasi tutte le associazioni di volontariato che si servono di obiettori (ad es. CARITAS, MANI TESE e numerose altre) dovrebbero praticamente annullare i servizi offerti ai piu' bisognosi?
Mi sembra incredibile che PROPRIO VOI che dovreste difendere i piu' deboli non vi accorgiate in che direzione si sta' andando: "incapacita' imprenditoriali e associative"? Ma siamo seri, le associazioni di volontariato -anche le piu' serie- come possono reclutare orde di ragazzi? Come si puo' pretendere che un ragazzo volontariamente rinunci ad un anno di lavoro (gia' e' difficile trovarlo, figuriamoci) per servire i piu' deboli?
E io non sto parlando di chi lavora in biblioteca o risponde al telefono, nella maggior parte dei casi (ad es. chi lavora in comune) questi dovrebbero lasciare il posto ad uno regolarmente assunto. Sto parlando dei ragazzi che accompagnano e aiutano i disabili, che servono i pasti nelle mense, che fanno la spesa per gli anziani non autosufficienti, etc. Di questi problemi dovrebbe occuparsene lo Stato? Giusto, ma sicuramente non lo fara'; gia' non riescono a far tornare i conti su pensioni, sanita', scuola, figuriamoci se troveranno i soldi per occuparsi del settore sociale. Insomma, a me sembra giustissimo che ciascuno di noi (ma proprio TUTTI, sia maschi che femmine) debba dedicare 10 mesi della propria vita ad aiutare gli altri. Soprattutto in questo modo anche gli egoisti menefreghisti sarebbero obbligati a farlo, non e' giusto che pochi ragazzi altruisti si debbano sobbarcare tutta la fatica, mentre in futuro anche quegli stessi egoisti ne trarrebbero vantaggio.
Beh, comunque sono profondamente deluso dalla vostra posizione.
Spero che ci ripensiate, magari contattate qualche associazione seria e chiedete quale sarebbero le conseguenze della mancanza degli obiettori.
Insomma, mi spiace che non vi accorgiate delle conseguenze di tutto cio', aspettiamo qualche anno e poi vedremo, pero' poi non avrete il diritto di lamentarvi di questa legge.


Risposta ADUC
Quelle da lei espresse sono opinioni: la realta' e' ben diversa ed il volontariato vero e proprio -quello utile, dove c'e' da sporcarsi le mani- riguarda solo marginalmente i giovani di leva. La maggior parte dei quali sono appunto assegnati a funzioni la cui utilita' e' in realta' limitata, lasciando il lavoro sporco ai veri volontari.
Da un certo punto di vista, si puo' anche affermare che sono meglio pochi che nessuno: su questo potremmo anche essere d'accordo.
Tuttavia, la sua visione appare idilliaca e non comprovata dai fatti concreti.
Ad ogni modo -pur non condividendola- rispettiamo la sua posizione.
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