Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 ottobre 2001
Domanda 24 ottobre 2001
Subject: disservizi delle Poste Italiane
Cara Aduc,
invio qui in allegato la lettera che ho spedito ad un Ufficio Postale di Milano con raccomandata A.R. in data 4 ottobre 2001 per segnalare ancora una volta il mio reclamo. A tutt'oggi non ho ancora ricevuto risposta alcuna. Posso agire per via legali per ottenere il risarcimento del danno subito? A chi dovrei rivolgermi, eventualmente? Quali spese dovrei eventualmente affrontare?
RingraziandoVi fin d'ora per la gentilissima collaborazione, porgo distinti saluti.
Io sottoscritto A*** L***, nato a Messina il 21 giugno, residente a Milano in via XXX n. 40/8
con la presente ribadisco ancora una volta il reclamo, gia' inoltrato presso i Vostri sportelli, ritenendomi vittima di un grave disservizio, da parte delle Poste Italiane, relativo alla distribuzione e allo smistamento di pacchi di provenienza estera.
In data 27 luglio 2000 mi fu inviata comunicazione dall'Ufficio Postale di Porto Ponte Caracciolo (Genova Porto), con la quale mi si chiedeva di far pervenire una dichiarazione debitamente compilata e firmata, al fine di poter procedere allo sdoganamento di un pacco speditomi da Buffalo (New York) ed identificato con il prot. *** ed il n.****.
Avendo io diligentemente ottemperato a quanto richiestomi in breve tempo, il pacco in oggetto fu spedito dal suddetto Ufficio Postale di Porto Ponte Caracciolo in data 10 agosto 2000 (cosi' come comunicatomi per via telefonica dal direttore del detto Ufficio).
Il pacco in questione non e' mai stato recapitato al destinatario. Le mie continue telefonate al servizio telefonico di assistenza/inoltro reclami gestito dalle Poste Italiane non hanno portato ad alcun risultato, dal momento che, come comunicatomi a piu' riprese dalle centraliniste che hanno, di volta in volta, risposto alle mie chiamate, pare che non esista alcun Ufficio specifico presso il quale inoltrare reclami per la mancata consegna di un pacco di provenienza estera. Ne' risultati di gran lunga migliori hanno prodotto le mie numerose telefonate al sopra menzionato Ufficio di Porto Ponte Caracciolo, attraverso le quali ho soltanto ricevuto il suggerimento di rivolgermi direttamente alla SDA (il servizio da Voi utilizzato per la distribuzione dei pacchi), poiche', per il detto Ufficio Postale, il pacco era stato regolarmente spedito. Questo stesso suggerimento mi e' apparso come sinonimo di grave "leggerezza" adoperata nell'adempimento dei Vostri servizi, poiche', essendo l'SDA l'agenzia da Voi stessi incaricata per la distribuzione di pacchi, Voi stessi siete tenuti a risponderne nei confronti di terzi in caso di mancata consegna o danni cagionati.
Finalmente mi fu suggerito di rivolgermi direttamente al Vostro Ufficio, ricadendo l'indirizzo di destinazione del pacco nella zona di Vostra competen-za. Per questo motivo presentai, infatti, personalmente reclamo presso il Vostro Ufficio, compilando l'apposito modulo in data 31 maggio 2001 (riferimento n. 0382460024) vidimato per ricevuta dal Vostro Ufficio in pari data. Essendo, quindi, decorsi ben quattro mesi dalla data di inoltro del mio reclamo e non avendo io ancora ricevuto alcuna risposta in proposito, con la presente
CHIEDO UFFICIALMENTE
di essere reso edotto attraverso comunicazione scritta che dovra' pervenire entro e non oltre quindici giorni dalla data di ricevimento della presente dell'esito delle Vostre verifiche relative al mio reclamo. In caso di Vostro inadempimento alla mia richiesta nel tempo prescritto, mi riservo di agire per vie legali, chiedendo, oltre al rimborso del valore del pacco in questione (valore pari all'importo per il quale il detto pacco e' stato assicurato dal mittente), anche il risarcimento di tutti i danni a me cagionati.

Risposta ADUC
A fronte della mancata risposta da parte dell'Ufficio nel termine dato, puo' -anche solo per questo- rivolgersi al giudice di pace.
Puo' darsi che il contratto del tipo di spedizione preveda un rimborso standard (che potra' venirle comunicato): ad ogni modo, la richiesta e' ammissibile.
Inizi col rivolgersi al giudice di pace di competenza per una conciliazione.
Successivamente, se necessario, valuti di aprire un contenzioso.
Puo' esserle utile la lettura della seguente scheda:
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