Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 ottobre 2001
Spett.le ADUC, ieri vi ho sottoposto un problema generico legato a disservizi bancari, dimenticando che c'erano evidenti fatti di violazione privacy, che avrebbero potuto essere più importanti per la Vostra disamina, comunque sarò a Vostra disposizione per integrazioni.
Ora volevo sottoporvi un problema avuto con MOTOROLA, infatti il 2/8/2001, acquistavo cellulare V66, appena uscito in commercio, con lo scopo di usufruire della nuova tecnologia GPRS, collegandolo quindi ad un PC portatile (acquistato di conseguenza 2 giorni dopo) per poter lavorare nel corso dell'estate mentre ero in ferie. Risultato, arrivato in Puglia il 14/8/01, il telefonino (costato Lit. 1.049.000) andava in tilt, perdevo tutti i dati in memoria, oltre a n°di telefono utili x lavorare, pure codici carte di credito e bancomat. (lascio immaginare i problemi finanziari avuti) Il servizio telefonico di assistenza motorola mi ha invitato a recarmi a Bari al centro assistenza + vicino, che ho ovviamente trovato chiuso per ferie, ed avrebbe riaperto solo a fine mese. (e non lo sapevano) Inoltre ho sopperito al malfunzionamento del prodotto, recandomi in luoghi a pagamento per utilizzare Internet e quindi lavorare. Il 12 settembre rientrato dalle ferie ho portato subito il telefonino al centro assistenza Motorola di Milano, via Varese, dove il giorno successivo me l'hanno ritirato integralmente con tutta la scatola, dicendo che sapevano dei problemi e li stavano ritirando tutti, inoltre mi ha auspicato in una decina di giorni la sostituzione. Dopo più di 2 settimane nessuno sapeva nulla del mio telefono.
Inoltre si sono messi a pubblicizzarlo in lungo e largo e soprattutto in negozi l'ho visto in vendita a 200.000 lire in meno. Insomma cornuto e mazziato.
Il 5/10/2001 ho scritto tutto quanto sopra alla Motorola Spa, senza avere a tutt'oggi risposta, visto che ho subito oltre al danno la beffa, nel senso che ho pagato a caro prezzo un prodotto che non mi ha offerto il servizio relativo, ed ho dovuto sostenere spese di trasferimento, fastidi, e costi ulteriori per ore di noleggio per poter lavorare in negozi che offrivano il servizio Internet.
Dopo + di un mese il 15/10/2001, ritiravo il telefono chiaramente integralmente nuovo. Ho quantificato nella mia contestazione alla motorola una richiesta di risarcimento per spese e danni vari, in lit. un milione.
Nessuna risposta. Cosa posso fare. Gradirei una Vostra assistenza in merito. Vi prego, non è possibile che queste grandi aziende vivano sulle spalle di noi piccoli consumatori, lasciandoci in balia di centri assistenza inefficienti e di prodotti commercializzati in fretta e con superficialità creando seri danni. Grazie.
Attendo Vostro urgente riscontro.
Ora volevo sottoporvi un problema avuto con MOTOROLA, infatti il 2/8/2001, acquistavo cellulare V66, appena uscito in commercio, con lo scopo di usufruire della nuova tecnologia GPRS, collegandolo quindi ad un PC portatile (acquistato di conseguenza 2 giorni dopo) per poter lavorare nel corso dell'estate mentre ero in ferie. Risultato, arrivato in Puglia il 14/8/01, il telefonino (costato Lit. 1.049.000) andava in tilt, perdevo tutti i dati in memoria, oltre a n°di telefono utili x lavorare, pure codici carte di credito e bancomat. (lascio immaginare i problemi finanziari avuti) Il servizio telefonico di assistenza motorola mi ha invitato a recarmi a Bari al centro assistenza + vicino, che ho ovviamente trovato chiuso per ferie, ed avrebbe riaperto solo a fine mese. (e non lo sapevano) Inoltre ho sopperito al malfunzionamento del prodotto, recandomi in luoghi a pagamento per utilizzare Internet e quindi lavorare. Il 12 settembre rientrato dalle ferie ho portato subito il telefonino al centro assistenza Motorola di Milano, via Varese, dove il giorno successivo me l'hanno ritirato integralmente con tutta la scatola, dicendo che sapevano dei problemi e li stavano ritirando tutti, inoltre mi ha auspicato in una decina di giorni la sostituzione. Dopo più di 2 settimane nessuno sapeva nulla del mio telefono.
Inoltre si sono messi a pubblicizzarlo in lungo e largo e soprattutto in negozi l'ho visto in vendita a 200.000 lire in meno. Insomma cornuto e mazziato.
Il 5/10/2001 ho scritto tutto quanto sopra alla Motorola Spa, senza avere a tutt'oggi risposta, visto che ho subito oltre al danno la beffa, nel senso che ho pagato a caro prezzo un prodotto che non mi ha offerto il servizio relativo, ed ho dovuto sostenere spese di trasferimento, fastidi, e costi ulteriori per ore di noleggio per poter lavorare in negozi che offrivano il servizio Internet.
Dopo + di un mese il 15/10/2001, ritiravo il telefono chiaramente integralmente nuovo. Ho quantificato nella mia contestazione alla motorola una richiesta di risarcimento per spese e danni vari, in lit. un milione.
Nessuna risposta. Cosa posso fare. Gradirei una Vostra assistenza in merito. Vi prego, non è possibile che queste grandi aziende vivano sulle spalle di noi piccoli consumatori, lasciandoci in balia di centri assistenza inefficienti e di prodotti commercializzati in fretta e con superficialità creando seri danni. Grazie.
Attendo Vostro urgente riscontro.
Risposta ADUC
I vizi di produzione si contestano direttamente al rivenditore: il tipo di assistenza offerta dai centri assistenza e' di natura contrattuale, pertanto completamente regolata nei limiti della medesima. Lei si e' rivolto per l'assistenza ad un Centro -attivando la garanzia contrattuale e non contestando il vizio di produzione- e per il danno direttamente alla Motorola con cui lei non ha alcun rapporto. Non ha piu' il telefono per dimostrare l'esistenza di un vizio di produzione e poter cosi' agire almeno sul rivenditore. A questo punto, provi a mettere in mora la Motorola (mandando almeno p.c. la comunicazione al rivenditore) tassativamente -ad entrambi- per raccomandata A/R.
Contesti il vizio di produzione e detti un termine di giorni entro cui provvedere al rimborso del danno (puo' anche richiedere le cifre elevate che ha gia' formulato, al momento, tanto potra' successivamente ridurre in termini concreti la pretesa, a seconda della possibilita' o meno di trovare un accordo informale) avvisando che in difetto adira' le vie legali.
Poi, si rivolga ad un giudice di pace: ma per il momento non vada piu' in la' della conciliazione, in quanto ci pare non abbia piu' le prove dell'origine del vizio (verifichi cosa le abbia scritto l'assistenza).
Contesti il vizio di produzione e detti un termine di giorni entro cui provvedere al rimborso del danno (puo' anche richiedere le cifre elevate che ha gia' formulato, al momento, tanto potra' successivamente ridurre in termini concreti la pretesa, a seconda della possibilita' o meno di trovare un accordo informale) avvisando che in difetto adira' le vie legali.
Poi, si rivolga ad un giudice di pace: ma per il momento non vada piu' in la' della conciliazione, in quanto ci pare non abbia piu' le prove dell'origine del vizio (verifichi cosa le abbia scritto l'assistenza).
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