Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 ottobre 2001
Subject: abusivismo "contro volontà"
Gent. Avvocato,
mi chiamo Claudia, ho 31 anni e sono sposata da 8.
Vorrei porLe un quesito inerente una unità immobiliare (villino a schiera), nella quale sono stati compiuti, contro la mia volontà, dai miei genitori, dei lavori di ampliamento purtroppo non condonati. Spero possa darmi un consiglio su questa questione incresciosa che, malgrado la mia volontà, mi coinvolge in pieno. Il villino appartiene legalmente, compreso l'usufrutto, a me ed a mio fratello, tanto è vero che ne paghiamo le tasse noi due (irpef,ici); i proventi che ne hanno consentito l'acquisto provengono infatti dalla prematura scomparsa di nostra madre. Ho vissuto in questa proprietà sino al mio matrimonio, ma ho cambiato, residenza, sulla carta, solo 5 anni or sono. 15 anni fa i primi lavori abusivi: cucina e sala da pranzo sotto un porticato preesistente, e una casetta in cemento in giardino. Circa 6 anni fa mio padre e la sua consorte hanno ampliato la cucina di circa 4mq, in modo esteriormente poco visibile ed ha costruito una tettoia esterna (un porticato in legno e cemento) di 10 mq, ancora senza condonare. Le faccio presente (per chiarire la situazione) che mio padre è proprietario da 13 anni di un altro villino, (che da sempre affitta "in nero"godendone i proventi), nel quale ha compiuto numerosi lavori, tutti a debito tempo regolarmente condonati. In questi giorni, al di sopra del porticato, l'inquilino del piano di sopra (col permesso non mio, ma di mio padre!) ha aperto un ampio terrazzo, e, per questo, i proprietari dei villini di fronte mi hanno comunicato che stanno sporgendo denuncia sia a me e mio fratello, che al proprietario del terrazzo. Ho già scritto qualche mese fa, una lettera all'Amministratore del Condominio per dichiararmi estranea all'apertura del terrazzo ed anche ai lavori di abusivismo compiuti da mio padre, ma l'Amministratore mi ha risposto, sempre con una lettera, che non vale a nulla tale mia dichiarazione, visto che sono io la proprietaria. Vorrei sapere: - se è vero che tale denuncia che sto per subire mi colpirà anche penalmente, e se sa se questo carico penale pendente potrà impedirmi addirittura di ricevere la nomina di Insegnante Statale di ruolo (che dovrei ottenere il prossimo anno) - cosa rischio secondo lei e cosa mi consiglia per tutelarmi. - Contro la volontà di mio fratello, ma per risolvere i miei problemi, posso riuscire a vendere tale villino parzialmente abusivo? - Cosa rischio io se erediterò un appartamento affittato "in nero"(quello di mio padre)?
Io la ringrazio anticipatamente, spero che possa aiutarmi almeno in parte,
cordiali saluti
Gent. Avvocato,
mi chiamo Claudia, ho 31 anni e sono sposata da 8.
Vorrei porLe un quesito inerente una unità immobiliare (villino a schiera), nella quale sono stati compiuti, contro la mia volontà, dai miei genitori, dei lavori di ampliamento purtroppo non condonati. Spero possa darmi un consiglio su questa questione incresciosa che, malgrado la mia volontà, mi coinvolge in pieno. Il villino appartiene legalmente, compreso l'usufrutto, a me ed a mio fratello, tanto è vero che ne paghiamo le tasse noi due (irpef,ici); i proventi che ne hanno consentito l'acquisto provengono infatti dalla prematura scomparsa di nostra madre. Ho vissuto in questa proprietà sino al mio matrimonio, ma ho cambiato, residenza, sulla carta, solo 5 anni or sono. 15 anni fa i primi lavori abusivi: cucina e sala da pranzo sotto un porticato preesistente, e una casetta in cemento in giardino. Circa 6 anni fa mio padre e la sua consorte hanno ampliato la cucina di circa 4mq, in modo esteriormente poco visibile ed ha costruito una tettoia esterna (un porticato in legno e cemento) di 10 mq, ancora senza condonare. Le faccio presente (per chiarire la situazione) che mio padre è proprietario da 13 anni di un altro villino, (che da sempre affitta "in nero"godendone i proventi), nel quale ha compiuto numerosi lavori, tutti a debito tempo regolarmente condonati. In questi giorni, al di sopra del porticato, l'inquilino del piano di sopra (col permesso non mio, ma di mio padre!) ha aperto un ampio terrazzo, e, per questo, i proprietari dei villini di fronte mi hanno comunicato che stanno sporgendo denuncia sia a me e mio fratello, che al proprietario del terrazzo. Ho già scritto qualche mese fa, una lettera all'Amministratore del Condominio per dichiararmi estranea all'apertura del terrazzo ed anche ai lavori di abusivismo compiuti da mio padre, ma l'Amministratore mi ha risposto, sempre con una lettera, che non vale a nulla tale mia dichiarazione, visto che sono io la proprietaria. Vorrei sapere: - se è vero che tale denuncia che sto per subire mi colpirà anche penalmente, e se sa se questo carico penale pendente potrà impedirmi addirittura di ricevere la nomina di Insegnante Statale di ruolo (che dovrei ottenere il prossimo anno) - cosa rischio secondo lei e cosa mi consiglia per tutelarmi. - Contro la volontà di mio fratello, ma per risolvere i miei problemi, posso riuscire a vendere tale villino parzialmente abusivo? - Cosa rischio io se erediterò un appartamento affittato "in nero"(quello di mio padre)?
Io la ringrazio anticipatamente, spero che possa aiutarmi almeno in parte,
cordiali saluti
Risposta ADUC
Non e' chiaro il rapporto tra il lavoro abusivo del vicino e voi, ad ogni modo, se realmente in questo caso come per gli altri abusi precedenti, i responsabili nei confronti del Comune siete lei e suo fratello, non c'e' modo di evitarlo. Dovrete pertanto corrispondere le sanzioni comminatevi ed effettuare i lavori di rimozione. Potrete pero' rivalervi nei confronti dell'effettivo esecutore, citandolo in giudizio ed ottenendo il rimborso.
La vendita non evita nessun problema, anzi, eventualmente peggiorerebbe la situazione: anche dal momento che il compratore verrebbe consigliato dal notaio di non concludere un affare relativo ad un appartamento i cui problemi non sono stati risolti. Inoltre, le sanzioni la seguirebbero comunque.
Non dovrebbe esserci alcuna conseguenza penale: ad ogni modo, poiche' la responsabilita' penale e' personale, la colpa ricadrebbe (parlando in ipotesi) sull'effettivo responsabile accertato.
Per quanto attiene l'affitto in nero, dovra' regolarlo: in questo modo, potrebbe risolvere la questione.
La vendita non evita nessun problema, anzi, eventualmente peggiorerebbe la situazione: anche dal momento che il compratore verrebbe consigliato dal notaio di non concludere un affare relativo ad un appartamento i cui problemi non sono stati risolti. Inoltre, le sanzioni la seguirebbero comunque.
Non dovrebbe esserci alcuna conseguenza penale: ad ogni modo, poiche' la responsabilita' penale e' personale, la colpa ricadrebbe (parlando in ipotesi) sull'effettivo responsabile accertato.
Per quanto attiene l'affitto in nero, dovra' regolarlo: in questo modo, potrebbe risolvere la questione.
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