Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 dicembre 1999
Spett.le Aduc,
stavolta si tratta di una richiesta personale. Lavoro presso lo studio di un libero professionista, ma non con una normale busta paga e di conseguenza, la giusta retribuzione e considerazione, ma siccome egli si reputa molto corretto e per non venir meno alla legislazione sul lavoro, il nostro rapporto di lavoro e’ regolato da un Contratto di collaborazione coordinata e continuativa, regolato dall'art. 49 co. 2 lett.a) del D.P.R. 22/12/1986 N. 917. Nel contratto si evince che la mia remunerazione e’ calcolata in base alle pratiche istruite nella documentazione ed espletate negli adempimenti consequenziali, in ragione di tot lire per pratica. Il compenso e’ comprensivo di ogni onere, su cui verranno applicate, all'atto del pagamento la ritenuta d'acconto IRPEF e le altre ritenute di legge. Lo stipendio mensile e’ considerato un acconto sul compenso suddetto. Come conclusione nel contratto si descrive che, in caso di risoluzione dello stesso gli acconti pagati si intenderanno corrisposti a saldo delle prestazioni rese. Mi chiedevo se voi potreste darmi delucidazioni in merito al tipo di contratto di cui sopra, e nei limiti del possibile quali sono le norme che possono permettermi di cautelare la mia posizione, anche se quel che e’ scritto e sottoscritto, puo’ essere modificato solo col consenso delle parti.
Approfittando dell'occasione e ringraziandovi anticipatamente, vi porgo i piu’ cordiali saluti.
stavolta si tratta di una richiesta personale. Lavoro presso lo studio di un libero professionista, ma non con una normale busta paga e di conseguenza, la giusta retribuzione e considerazione, ma siccome egli si reputa molto corretto e per non venir meno alla legislazione sul lavoro, il nostro rapporto di lavoro e’ regolato da un Contratto di collaborazione coordinata e continuativa, regolato dall'art. 49 co. 2 lett.a) del D.P.R. 22/12/1986 N. 917. Nel contratto si evince che la mia remunerazione e’ calcolata in base alle pratiche istruite nella documentazione ed espletate negli adempimenti consequenziali, in ragione di tot lire per pratica. Il compenso e’ comprensivo di ogni onere, su cui verranno applicate, all'atto del pagamento la ritenuta d'acconto IRPEF e le altre ritenute di legge. Lo stipendio mensile e’ considerato un acconto sul compenso suddetto. Come conclusione nel contratto si descrive che, in caso di risoluzione dello stesso gli acconti pagati si intenderanno corrisposti a saldo delle prestazioni rese. Mi chiedevo se voi potreste darmi delucidazioni in merito al tipo di contratto di cui sopra, e nei limiti del possibile quali sono le norme che possono permettermi di cautelare la mia posizione, anche se quel che e’ scritto e sottoscritto, puo’ essere modificato solo col consenso delle parti.
Approfittando dell'occasione e ringraziandovi anticipatamente, vi porgo i piu’ cordiali saluti.
Risposta ADUC
Le questioni di lavoro non rientrano tra le nostre competenze, pertanto non siamo in condizione di aiutarla completamente. Ma sul contratto avremmo da dire qualcosa.
Non si comprende cosa si intenda col dire che lo stipendio e' "considerato" un acconto. Si tratta di una "considerazione" certificata?
In secondo luogo, gli acconti sono acconti e non cifre a saldo.
A parte il lessico utilizzato -che puo' forse averci confuso nel capire il suo problema- la questione principale e' appunto la nostra incompetenza sull'argomento. Si rivolga all'ordine od al sindacato.
Non si comprende cosa si intenda col dire che lo stipendio e' "considerato" un acconto. Si tratta di una "considerazione" certificata?
In secondo luogo, gli acconti sono acconti e non cifre a saldo.
A parte il lessico utilizzato -che puo' forse averci confuso nel capire il suo problema- la questione principale e' appunto la nostra incompetenza sull'argomento. Si rivolga all'ordine od al sindacato.
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