Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 ottobre 2001
Domanda 20 ottobre 2001
Spett.le ADUC, sono Alessandro Schiavi da Milano, e mi permetto di usufruire della possibilita' che mi date in questo spazio per comunicarVi le mie problematiche, con lo scopo di ottenere almeno un consiglio, un indirizzo, magari una disponibilita' per risolvere quanto mi sta da tempo disturbando seriamente.
Innanzitutto, ho avuto alcuni seri problemi con il servizio di trading on line della banca presso la quale avevo il conto corrente, che dopo diversi mesi si e' conclusa con una misera transazione a mio favore, tanto per chiudere, quando invece magari con il vostro aiuto avrei sicuramente visto risarciti i miei diritti fino in fondo. Dopo tale disavventura, attualmente mi vedo tediato dalla banca stessa nel rimborsare la posizione di scoperto che avevo premeditatamente creato a garanzia, dato mi hanno dato per inteso che un correntista come me non lo vogliono piu'.
Inoltre devo dire che in passato avevo richiesto tutela ad una associazione ACU, presso la quale anni fa avevo aderito alla causa contro il lotto truccato, iscrivendomi, sottoscrivendo tutte le azioni, versando i contributi vari, e dopo di che non ho piu' saputo nulla neppure da loro, non rispondono alle email, al telefono non danno risposte chiare e precise, insomma un disastro. Chiedere a Voi consigli su come affrontare un problema con vostri colleghi e' assurdo, ma sono costretto visto che non so come comportarmi.
Insomma, dai problemi bancari ai problemi sulla tutela dei consumatori, non tutelato da chi dovrebbe tutelarmi.. cosa posso fare? Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete dedicato e porgo distinti saluti, in attesa Vostro gentile riscontro.

Risposta ADUC
Se si formalizza (esprimendolo in modo chiaro, succinto ma completo) il tipo di problematica in questione, potremo darle un'indicazione: siamo certi di non poterla aiutare in altro modo, in quanto -non avendo legali convenzionati su Milano- non avremmo nessuno da consigliarle. Tuttavia e' probabile che -ipotizzando ovviamente che abbia ragione- non sia comunque necessario finire davanti ad un giudice.
Cio' che e' indispensabile conoscere, per contestare, e' il fatto ed il contratto che lo regola. Successivamente, dovra' contestare l'eventuale loro illegittimita' per raccomandata A/R, intimando di adempiere alle sue richieste entro un termine di giorni decorso il quale fara' causa, e potendosi poi, a quel punto, rivolgere al giudice di pace, inizialmente in conciliazione.
Inoltre, prima di andare davanti ad un giudice, potra' richiedere la valutazione e l'intervento di un giudice di pace.
Ad ogni modo, non riusciamo a capire come l'andare in scoperto possa essere un'azione di tutela: a noi, pare un danno autoinflittosi e certamente non c'e' dubbio che sia il caso di rientrare il prima possibile, per limitare il danno dovuto agli interessi galoppanti: ci pare che quello di cui ha bisogno sia di accordarsi con la banca per un piano di rientro favorevole, bloccando ogni loro (dannosa) possibile azione.
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