Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 ottobre 2001
Come da Vs richiesta, quella che segue è la lettera che ho inviato al Consorzio fornitore dell'acqua nella zona di Stresa e Frazioni:
Oggetto: Risarcimento per reciprocità.
Nel pomeriggio di giovedì 27 settembre u.s. mi sono accorta di non avere acqua in casa, ma non mi sono preoccupata più di tanto poiché avevo sentito che qualcuno stava lavorando sulla Via Selvalunga, proprio di fianco al mio giardino, dove ci sono tre chiusini d'allacciamento idrico e due serrande. Io non avevo richiesto alcun intervento, nessuno mi aveva informato di eventuali interruzioni e, in effetti, non toccava a me disturbare il lavoro di altri per sapere cosa stavano facendo. Invece alle 18,20 mi sono preoccupata perché ero ancora senz'acqua in casa e dovevo preparare la cena per la mia famiglia e per delle persone che avevo invitato a cena per la prima volta. Intanto, a quell'ora, lo scavo nella strada attorno alle due serrande e ai tre chiusini era stato già riempito e livellato.
Vi ho telefonato. Sono stata subito allertata: mi hanno detto di controllare bene al contatore, perché altrimenti se l'acqua c'era e veniva l'incaricato per niente, avrei dovuto pagarne la spesa per l'uscita, di L. 60.000. Non ricordo però di aver letto questa clausola quando ho richiesto l' allacciamento all'acquedotto nel lontano 1959 per la costruzione della casa, né dopo, in occasione del nuovo allacciamento all'inizio del 1998. Ho confermato alla persona del Consorzio di non avere acqua.
Verso le 18.40 è arrivato il Vs. incaricato che constatava l'effettiva mancanza d'acqua. Poi è arrivata la chiave per l'apertura del dado da Lesa, e ritornato con tuta da lavoro, ha smontato il contatore, sempre senz'acqua. E' stato riaperto lo scavo e si è scoperto che, chissà poi perché, il dado del mio allacciamento era stato chiuso. E poi, si sono dimenticati di riaprirlo...sono cose che capitano con ben 3 (tre, non trecento) chiusini!
Nel frattempo ho dovuto scusarmi con gli invitati e rimandare la cena; con la mia famiglia, quella sera, ho cenato alle 22,15. La "piccola negligenza" del Vostro personale a me ha causato un notevole disturbo. Da quella sera sono trascorse due settimane: il minimo, da parte Vostra, sarebbe stato scusarsi del disservizio, ma finora non ho ricevuto alcuna comunicazione e ormai non l'aspetto più.
Capisco che qualsiasi intervento è un costo per il Consorzio, che inoltre si trova a pagare per lavoro straordinario e notturno, ma questo è un problema solo Vostro. Ricorderete senz'altro che lo stesso tipo di interruzione nell'erogazione è stata riservata quest'anno anche alla proprietà sottostante la mia, quella dei Sigg. ***, prima dell'allacciamento nuovo. Per non menzionare altre Vostre simili "sbadataggini" con la proprietà a monte della mia, della Sig.ra *. Mi sorprende che nemmeno l' intervento di un tecnico tedesco con la sua costosa attrezzatura per il rilevamento di acqua nel terreno è servito a far sì che con una linea, magari solo a matita, segnaste sul mappale la probabile esistenza di tubi d'acqua. Mi sembra che queste consulenze abbiano un prezzo piuttosto salato, per non tenerne conto, però in pratica i Vostri incaricati intervengano in base a riferimenti mnemonici (di un altro Vs. operaio quel giorno assente, in mutua), per tentativi, senza riferimenti scritti. Suonare il campanello delle tre proprietà vicine per assicurarsi che l'erogazione dell'acqua sia regolarmente ristabilita non richiede l'impiego di personale altamente specializzato, con laurea in ingegneria idraulica: dovrebbe essere la normale conclusione di un lavoro appena terminato con un minimo di buon senso, serietà ed educazione.
Questo non è che un episodio dell'ormai "storia infinita" dei Vs. disservizi a Stresa e frazioni.
Gli utenti provvedono invece al solito, puntuale e preciso pagamento per una fornitura che lascia piuttosto a desiderare per qualità e servizio.
L'indomani mattina lo scavo era ancora aperto: così si è dilazionato anche l'intervento di asfaltatura di quell'ultimo tratto della Via Selvalunga. Un cartello di obbligo, una freccia bianca in campo blu, in piena curva, è tuttora piazzato a difesa dei tre chiusini e delle due serrande che fuoriescono pericolosamente dal livello stradale.
A questo punto, visto che io avrei dovuto pagare L. 60.000 per l'intervento a vuoto dell'operaio del Consorzio se l'errore nel segnalare la mancata erogazione fosse stato mio, ritengo, per reciprocità, di aver diritto ad essere risarcita per il disagio causatomi dalla "leggerezza" di un Vostro incaricato. L'utente paga sempre, ma non deve essere il solo a pagare per gli errori: in questo caso l'errore è stato Vostro, imputabile solo all'incompetenza colposa e all'ormai cronica mancanza di serietà nell'esecuzione e completamento dei lavori.
La presente è inviata per conoscenza all'ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori e al Comune di Stresa.
In attesa dei Vostri commenti e soprattutto della Vs. rimessa, porgo distinti saluti."
La mia richiesta è tesa a far sì che, come succede nel privato, tutti paghino per le colpe per negligenza, superficialità: se non li si tocca direttamente nel portafogli i responsabili continuano a "taglieggiare" gli utenti i quali, una volta ristabilito il servizio, sono pure contenti e soddisfatti. L'acqua c'è: e poi se è rossa, ci sono depositi, e bisogna installare nella propria abitazione, filtri costosi, addolcitori, e altri filtri per l'acqua da bere, queste sono spese aggiuntive per il privato, il Consorzio fornisce l'acqua e se le vasche sono da pulire e non si trova mai il tempo, i tubi sono vecchi e perdono, le pompe si fermano perchè sono vecchie o altri motivi, gli utenti devono essere comprensivi, è così via. Ho costruito qui la mia casetta 40 anni fa e l'acqua per fornitura e qualità ha sempre lasciato a desiderare.
E poi, vi sembra che una massaia che deve preparare la cena per sei persone e si accorge un'ora e mezza prima che arrivano gli ospiti di non avere acqua in casa si diverte a fare scherzi per telefono?
A quanto so, gli operai sono intervenuti per togliere dei tubi vecchi: quindi non avevano alcun motivo per chiudere un chiusino di un allacciamento del 1998, quindi abbastanza nuovo. Non posso pensare che l'abbiano fatto per fare uno scherzo, ma se lavorano così, non mi sembra un modo serio. Il fatto è che questo succede piuttosto spesso. Chi ha sbagliato paghi per il suo errore, anche se è un operaio incaricato del Consorzio: in fondo, che figura fà fare al suo datore di lavoro? La prossima volta, per L. 60.000 di penale, ci penserà due volte prima di toccare quello che non deve e non assicurarsi di aver svolto diligentemente il suo lavoro.
Questo è il mio punto di vista: reciprocità di comportamento. Io pago per una fornitura e tu mi fornisci l'acqua. Se io utente scherzo o mi sbaglio pago e sono d'accordo, ma se questo lo fà il Consorzio, che paghi lui, e poi si faccia rimborsare dal suo personale che lavora così sbadatamente.
Cordiali saluti e grazie.
Oggetto: Risarcimento per reciprocità.
Nel pomeriggio di giovedì 27 settembre u.s. mi sono accorta di non avere acqua in casa, ma non mi sono preoccupata più di tanto poiché avevo sentito che qualcuno stava lavorando sulla Via Selvalunga, proprio di fianco al mio giardino, dove ci sono tre chiusini d'allacciamento idrico e due serrande. Io non avevo richiesto alcun intervento, nessuno mi aveva informato di eventuali interruzioni e, in effetti, non toccava a me disturbare il lavoro di altri per sapere cosa stavano facendo. Invece alle 18,20 mi sono preoccupata perché ero ancora senz'acqua in casa e dovevo preparare la cena per la mia famiglia e per delle persone che avevo invitato a cena per la prima volta. Intanto, a quell'ora, lo scavo nella strada attorno alle due serrande e ai tre chiusini era stato già riempito e livellato.
Vi ho telefonato. Sono stata subito allertata: mi hanno detto di controllare bene al contatore, perché altrimenti se l'acqua c'era e veniva l'incaricato per niente, avrei dovuto pagarne la spesa per l'uscita, di L. 60.000. Non ricordo però di aver letto questa clausola quando ho richiesto l' allacciamento all'acquedotto nel lontano 1959 per la costruzione della casa, né dopo, in occasione del nuovo allacciamento all'inizio del 1998. Ho confermato alla persona del Consorzio di non avere acqua.
Verso le 18.40 è arrivato il Vs. incaricato che constatava l'effettiva mancanza d'acqua. Poi è arrivata la chiave per l'apertura del dado da Lesa, e ritornato con tuta da lavoro, ha smontato il contatore, sempre senz'acqua. E' stato riaperto lo scavo e si è scoperto che, chissà poi perché, il dado del mio allacciamento era stato chiuso. E poi, si sono dimenticati di riaprirlo...sono cose che capitano con ben 3 (tre, non trecento) chiusini!
Nel frattempo ho dovuto scusarmi con gli invitati e rimandare la cena; con la mia famiglia, quella sera, ho cenato alle 22,15. La "piccola negligenza" del Vostro personale a me ha causato un notevole disturbo. Da quella sera sono trascorse due settimane: il minimo, da parte Vostra, sarebbe stato scusarsi del disservizio, ma finora non ho ricevuto alcuna comunicazione e ormai non l'aspetto più.
Capisco che qualsiasi intervento è un costo per il Consorzio, che inoltre si trova a pagare per lavoro straordinario e notturno, ma questo è un problema solo Vostro. Ricorderete senz'altro che lo stesso tipo di interruzione nell'erogazione è stata riservata quest'anno anche alla proprietà sottostante la mia, quella dei Sigg. ***, prima dell'allacciamento nuovo. Per non menzionare altre Vostre simili "sbadataggini" con la proprietà a monte della mia, della Sig.ra *. Mi sorprende che nemmeno l' intervento di un tecnico tedesco con la sua costosa attrezzatura per il rilevamento di acqua nel terreno è servito a far sì che con una linea, magari solo a matita, segnaste sul mappale la probabile esistenza di tubi d'acqua. Mi sembra che queste consulenze abbiano un prezzo piuttosto salato, per non tenerne conto, però in pratica i Vostri incaricati intervengano in base a riferimenti mnemonici (di un altro Vs. operaio quel giorno assente, in mutua), per tentativi, senza riferimenti scritti. Suonare il campanello delle tre proprietà vicine per assicurarsi che l'erogazione dell'acqua sia regolarmente ristabilita non richiede l'impiego di personale altamente specializzato, con laurea in ingegneria idraulica: dovrebbe essere la normale conclusione di un lavoro appena terminato con un minimo di buon senso, serietà ed educazione.
Questo non è che un episodio dell'ormai "storia infinita" dei Vs. disservizi a Stresa e frazioni.
Gli utenti provvedono invece al solito, puntuale e preciso pagamento per una fornitura che lascia piuttosto a desiderare per qualità e servizio.
L'indomani mattina lo scavo era ancora aperto: così si è dilazionato anche l'intervento di asfaltatura di quell'ultimo tratto della Via Selvalunga. Un cartello di obbligo, una freccia bianca in campo blu, in piena curva, è tuttora piazzato a difesa dei tre chiusini e delle due serrande che fuoriescono pericolosamente dal livello stradale.
A questo punto, visto che io avrei dovuto pagare L. 60.000 per l'intervento a vuoto dell'operaio del Consorzio se l'errore nel segnalare la mancata erogazione fosse stato mio, ritengo, per reciprocità, di aver diritto ad essere risarcita per il disagio causatomi dalla "leggerezza" di un Vostro incaricato. L'utente paga sempre, ma non deve essere il solo a pagare per gli errori: in questo caso l'errore è stato Vostro, imputabile solo all'incompetenza colposa e all'ormai cronica mancanza di serietà nell'esecuzione e completamento dei lavori.
La presente è inviata per conoscenza all'ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori e al Comune di Stresa.
In attesa dei Vostri commenti e soprattutto della Vs. rimessa, porgo distinti saluti."
La mia richiesta è tesa a far sì che, come succede nel privato, tutti paghino per le colpe per negligenza, superficialità: se non li si tocca direttamente nel portafogli i responsabili continuano a "taglieggiare" gli utenti i quali, una volta ristabilito il servizio, sono pure contenti e soddisfatti. L'acqua c'è: e poi se è rossa, ci sono depositi, e bisogna installare nella propria abitazione, filtri costosi, addolcitori, e altri filtri per l'acqua da bere, queste sono spese aggiuntive per il privato, il Consorzio fornisce l'acqua e se le vasche sono da pulire e non si trova mai il tempo, i tubi sono vecchi e perdono, le pompe si fermano perchè sono vecchie o altri motivi, gli utenti devono essere comprensivi, è così via. Ho costruito qui la mia casetta 40 anni fa e l'acqua per fornitura e qualità ha sempre lasciato a desiderare.
E poi, vi sembra che una massaia che deve preparare la cena per sei persone e si accorge un'ora e mezza prima che arrivano gli ospiti di non avere acqua in casa si diverte a fare scherzi per telefono?
A quanto so, gli operai sono intervenuti per togliere dei tubi vecchi: quindi non avevano alcun motivo per chiudere un chiusino di un allacciamento del 1998, quindi abbastanza nuovo. Non posso pensare che l'abbiano fatto per fare uno scherzo, ma se lavorano così, non mi sembra un modo serio. Il fatto è che questo succede piuttosto spesso. Chi ha sbagliato paghi per il suo errore, anche se è un operaio incaricato del Consorzio: in fondo, che figura fà fare al suo datore di lavoro? La prossima volta, per L. 60.000 di penale, ci penserà due volte prima di toccare quello che non deve e non assicurarsi di aver svolto diligentemente il suo lavoro.
Questo è il mio punto di vista: reciprocità di comportamento. Io pago per una fornitura e tu mi fornisci l'acqua. Se io utente scherzo o mi sbaglio pago e sono d'accordo, ma se questo lo fà il Consorzio, che paghi lui, e poi si faccia rimborsare dal suo personale che lavora così sbadatamente.
Cordiali saluti e grazie.
Risposta ADUC
Gentile Signora,
il concetto e' chiaro, la missiva e' pero' un po' lunga (per esperienza, c'e' il rischio di non essere letti): sarebbe stato meglio qualcosa di piu' incisivo, avendo cura (piu' che altro) di dettare un termine di giorni entro cui provvedere al rimborso del danno subito (solo simbolicamente rappresentato dalla somma di lire 60.000, da accreditarsi su un conto corrente prescelto) entro e non oltre il termine di 15 gg dal ricevimento della raccomandata medesima, con l'avviso che in difetto avrebbe adito le vie legali.
Cordiali saluti,
il concetto e' chiaro, la missiva e' pero' un po' lunga (per esperienza, c'e' il rischio di non essere letti): sarebbe stato meglio qualcosa di piu' incisivo, avendo cura (piu' che altro) di dettare un termine di giorni entro cui provvedere al rimborso del danno subito (solo simbolicamente rappresentato dalla somma di lire 60.000, da accreditarsi su un conto corrente prescelto) entro e non oltre il termine di 15 gg dal ricevimento della raccomandata medesima, con l'avviso che in difetto avrebbe adito le vie legali.
Cordiali saluti,
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti