Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 ottobre 2001
Cara ADUC vorrei un consiglio sulla possibilta' di vincere un ricorso per un'infrazione al codice della strada.
Il giorno 14/10 ho percorso con il mio ciclomotore, a motore spento (spingendolo con i piedi a terra!) alcuni metri in contro senso, per poter parcheggiare lo stesso negli appositi spazi per ciclomotori. Ad un tratto mi si e' avvicinato un vigile che mi ha fatto notare l'infrazione che avevo commesso. Io gli ho spiegato che conducevo il veicolo a spinta e che, oltretutto, gli spazi destinati ai ciclomotori erano occupati impropriamente da alcune autovetture. Il vigile non ha voluto ascoltare le mie ragioni e mi ha fatto la multa, dove io ho dichiarato che portavo il ciclomotore a spinta e a motore spento. Pero' solo dopo aver letto bene il verbale, mi sono accorto che il vigile aveva scritto che la distanza era di 34 metri e non di 3 o 4 metri, come in realta' erano.
Quanto scritto dal vigile sarebbe, oltretutto, impossibile perche' la strada in questione e' lunga al massimo 40 metri, e quindi, cio' significa che io avrei percorso quasi tutta la strada in senso vietato.
Cosa pensate che io possa fare?
Vi ringrazio per la cortesia accordatami e porgo distinti saluti.
Il giorno 14/10 ho percorso con il mio ciclomotore, a motore spento (spingendolo con i piedi a terra!) alcuni metri in contro senso, per poter parcheggiare lo stesso negli appositi spazi per ciclomotori. Ad un tratto mi si e' avvicinato un vigile che mi ha fatto notare l'infrazione che avevo commesso. Io gli ho spiegato che conducevo il veicolo a spinta e che, oltretutto, gli spazi destinati ai ciclomotori erano occupati impropriamente da alcune autovetture. Il vigile non ha voluto ascoltare le mie ragioni e mi ha fatto la multa, dove io ho dichiarato che portavo il ciclomotore a spinta e a motore spento. Pero' solo dopo aver letto bene il verbale, mi sono accorto che il vigile aveva scritto che la distanza era di 34 metri e non di 3 o 4 metri, come in realta' erano.
Quanto scritto dal vigile sarebbe, oltretutto, impossibile perche' la strada in questione e' lunga al massimo 40 metri, e quindi, cio' significa che io avrei percorso quasi tutta la strada in senso vietato.
Cosa pensate che io possa fare?
Vi ringrazio per la cortesia accordatami e porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
Se la motivazione dell'infrazione e' quella citata, ci pare che lei abbia ragione: se invece le avessero contestato un generico intralcio alla circolazione, la questione sarebbe diversa.
Il problema consiste nel dimostrare l'errore del vigile: se almeno avesse uno o -meglio due- testimoni, potrebbe contestare quanto sostenuto dall'accertatore. Altrimenti, rischia di vedersi dare torto perche' la sua parola vale meno di quella dell'agente e lei non e' di fatto riuscito a dimostrare l'errore.
Se vuole tentare, ricordiamo le modalita' di opposizione: il ricorso deve essere presentato dalla persona che ha utilizzato il mezzo, sia esso proprietario od utilizzatore, esibendone il titolo dimostrativo; lo stesso ricorso e' pero' nullo se il ricorrente non si presentasse all'udienza. In caso di rigetto le spese sono comprese tra le zero e le 200.000 lire, e decise dal giudice.
Ha 30gg. dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa (se le accordano la sospensione, la multa non raddoppiera'. Se non gliela accordassero, per evitare il raddoppio deve pagare entro i 60gg. dall'originaria notifica del verbale).
Tra i motivi che e' possibile citare, e' sicuramente valido quello del mancato fermo, indispensabile ai sensi del Codice della Strada, salvi casi eccezionali di effettiva e grave impossibilita' (non precedentemente voluta, ma forzosa). E cosi' come ribadito dalle sentenze della Corte di Cassazione. Naturalmente, il risultato non e' garantito.
Si ricordano i punti indicati dal Regolamento CdS nonche' da alcune sentenze di Cassazione, in merito a quali debbano ritenersi 5 i casi in cui le multe sono sempre e comunque valide, anche se non contestate subito:
passare un incrocio col semaforo rosso;
sorpassare in curva;
violazione accertata da un funzionario o un agente a bordo di mezzo pubblico di trasporto;
violazione accertata in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo, multa elevata con i vecchi modelli di Autovelox che rilevano la velocita' solo dopo il passaggio dal posto di accertamento.
Cliccando qui e' reperibile un modello di ricorso.
Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
Se non fosse nei termini per presentare il ricorso al giudice, dovra' tentarlo al Prefetto (entro 60gg.). Probabilmente il Prefetto lo rigettera', e a quel punto potra' -entro 30gg. dalla notifica- fare un nuovo ricorso al giudice di pace.
Il problema consiste nel dimostrare l'errore del vigile: se almeno avesse uno o -meglio due- testimoni, potrebbe contestare quanto sostenuto dall'accertatore. Altrimenti, rischia di vedersi dare torto perche' la sua parola vale meno di quella dell'agente e lei non e' di fatto riuscito a dimostrare l'errore.
Se vuole tentare, ricordiamo le modalita' di opposizione: il ricorso deve essere presentato dalla persona che ha utilizzato il mezzo, sia esso proprietario od utilizzatore, esibendone il titolo dimostrativo; lo stesso ricorso e' pero' nullo se il ricorrente non si presentasse all'udienza. In caso di rigetto le spese sono comprese tra le zero e le 200.000 lire, e decise dal giudice.
Ha 30gg. dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa (se le accordano la sospensione, la multa non raddoppiera'. Se non gliela accordassero, per evitare il raddoppio deve pagare entro i 60gg. dall'originaria notifica del verbale).
Tra i motivi che e' possibile citare, e' sicuramente valido quello del mancato fermo, indispensabile ai sensi del Codice della Strada, salvi casi eccezionali di effettiva e grave impossibilita' (non precedentemente voluta, ma forzosa). E cosi' come ribadito dalle sentenze della Corte di Cassazione. Naturalmente, il risultato non e' garantito.
Si ricordano i punti indicati dal Regolamento CdS nonche' da alcune sentenze di Cassazione, in merito a quali debbano ritenersi 5 i casi in cui le multe sono sempre e comunque valide, anche se non contestate subito:
passare un incrocio col semaforo rosso;
sorpassare in curva;
violazione accertata da un funzionario o un agente a bordo di mezzo pubblico di trasporto;
violazione accertata in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo, multa elevata con i vecchi modelli di Autovelox che rilevano la velocita' solo dopo il passaggio dal posto di accertamento.
Cliccando qui e' reperibile un modello di ricorso.
Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
Se non fosse nei termini per presentare il ricorso al giudice, dovra' tentarlo al Prefetto (entro 60gg.). Probabilmente il Prefetto lo rigettera', e a quel punto potra' -entro 30gg. dalla notifica- fare un nuovo ricorso al giudice di pace.
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