Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 ottobre 2001
Domanda 10 ottobre 2001
Cara Aduc,
Il 18 Agosto scorso, rilevato un forte odore di bruciato (del tipo di quello che si verifica per i componenti elettrici), provenire da un videoregistratore, ho constatato che molti degli elettrodomestici nel mio appartamento erano rimasti danneggiati, e precisamente: Il videoregistratore, un impianto hi-fi, la caldaia per la produzione di acqua calda, un alimentatore di segnale antenna TV, il trasformatore del caricabatteria del cordless, una radio portatile, una radiosveglia, una playstation.
Ritenendo trattarsi di un corto circuito nel mio impianto elettrico, ho interpellato un elettricista.
Questi non ha rilevato alcuna anomalia nell' impianto ed ha attribuito la possibile causa dei danni ad un improvviso innalzamento della tensione, ben al di sopra dei normali 220 Volts.
Non potendo darmi alcuna spiegazione, ho provveduto a far riparare o sostituire quanto danneggiato, con una spesa di circa un milione. Il giorno 5 settembre successivo, l' evento si e' ripetuto e, questa volta, e' stata avvertite l' Enel che, sollecitamente, ha provveduto ad inviare sul posto i propri tecnici. Questi ultimi hanno rilevato che il problema era stato causato dall' allentamento delle connessioni dei cavi nella cassetta di derivazione posta sul pianerottolo,da cui conseguivano bruschi ed elevati aumenti di tensione.Dopo aver effettuato la riparazione, gli stessi tecnici hanno annotato sia il mio nominativo, che quello di un altro condomino che aveva subito danneggiamenti, facendo presente che li avrebbero riportati nel verbale da stilare per il loro ufficio competente.
Il giorno successivo ho inviato un fax alla sede centrale Enel di Potenza per informarli dell' accaduto e per chiedere se e in qual modo intendevano accollarsi le spese relative ai danni da me subiti.
Non avendo ricevuto alcuna risposta, ho inviato un sollecito a distanza di circa quindici giorni (stavolta anche con lettera raccomandata), anch'esso rimasto privo di riscontro.
Infine, in data 28 Settembre ho inviato, a mezzo raccomandata A.R. un' ulteriore lettera chiedendo la corresponsione deelle spese sostenute, ammontanti a Lire 918.000 e accludendo, ovviamente, anche copia delle ricevute fiscali rilasiatemi.
Ho anche precisato che, in mancanza di un loro riscontro, avrei senz' altro adito le vie legali.
Cio' premesso, considerato che sono sul punto di affidare la pratica ad un legale, vorrei un vostro consiglio in proposito, e cioe' sapere quali probabilita' vi sono di ottenere un rimborso.
Cio' in quanto non vorrei trovarmi nella condizione di dover sostenere anche le spese di un giudizio, da cui potrei uscire perdente ed aggiungere danno a danno.
Vi ringrazio anticipe'atamente e Vi porgo cordiali saluti.

Risposta ADUC
La causalita' tra gli eventi sembra essere chiara, per cui avendo effettuato le sue richieste in maniera formale puo', allo stato dei fatti, recarsi dal Giudice di Pace chiedendo un intervento e una valutazione del caso. Inoltre recandosi, come primo tentativo dal giudice, per una conciliazione, non dovra' sostenere alcuna spesa legale (in quanto non e' obbligatoria ne' richiesta l'assistenza di un legale).
A dire il vero, anche il contenzioso -essendo sotto il milione- potrebbe essere mosso senza rivolgersi ad un legale: meglio comunque muoversi per gradi.
Consigliamo la lettura della nostra scheda pratica sull'argomento: Il Giudice di Pace Per arrivare al suo caso, le occorrera' una perizia scritta del primo tecnico, occorrera' richiedere il rapporto dell'Enel che ha successivamente rilevato i cavi allentati, nonche' le fatture per gli elettrodomestici allentati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →