Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 ottobre 2001
Domanda 9 ottobre 2001
non so se la mia richiesta e' inerente al servizio che date, comunque ve la pongo: una casa in campagna con 3 proprietari, ognuno ha il 33, 3 %.
uno di questi ora acquista un terzo dal secondo proprietario, quindi ci veniamo a trovare con 2 proprietari di cui uno ha il 66, 6% e l'altro(cioe' io) rimane con il 33, 3&. puo' costringermi a farmi vendere il mio 33, 3% anche se io non voglio?
Nota bene: colui che ha il 66% abita il quella casa da tutta la vita per il semplice fatto che non avendo un casa gli altri 2 proprietari gli hanno consentito di abitarci ad uso gratuito.
mentre io che possiedo il 33% abito in un'altra casa.
lui sostiene che non avendo un'altra casa come invece ho io, puo' costringermi a farmi vendere, e' vero?
Inoltre potrei fargli pagare un affitto dato che lui abita in una casa che e' anche mia anche se lui dice di utilizzare SOLO I SUOI 2/3?
GRAZIE MILLE PER L'EVENTUALE RISPOSTA!!!

Risposta ADUC
In realta', non e' vero: cio' che il comproprietario puo' chiedere -all'autorita' giudiziaria- e' lo scioglimento della comunione. Scioglimento che puo' avere piu' possibilita' di sbocco: generalmente occorrerebbe suddividere l'immobile in due unita' immobiliari distinte, oppure tramite vendita della cosa e ripartizione del ricavato. Altrimenti, e' possibile anche accordarsi per un conguaglio in denaro e cessione della propria quota, ma questo e' un accordo volontario, che il giudice non deliberera', ma che non puo' certo essere impedito da terzi se le parti desiderano agire cosi'. La vendita della quota non puo' in alcun modo essere pretesa ed imposta. Inoltre, i proprietari possono liberamente cedere la propria quota: la cessione dell'intero immobile richiede -invece- l'unanimita'.
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