Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 ottobre 2001
Subject: PROTESTA TELECOM
Vi trasmetto copia del fax che sto tentando di inviare alla Telecom. I numeri, naturalmente, sono semmpre occupati.
Grazie
Da: M*** B***
A: TELECOM ITALIA SPA
Fax: 06 50586253
Att.ne: Ing. BIENTINESI
A: TELECOM ITALIA SPA
Fax: 800578606
Att.ne: Uff. amministrativo
Cc: ADUC
e-mail: [email protected]
Cc: Mi manda Rai Tre
Fax: 0637353279
In relazione al fax (allegato) da me inviato alla Telecom in data 9 maggio 2001 desidero esporre quanto segue:
Nessuno si e' degnato di contattarmi non dico per presentare delle scuse ma nemmeno per sapere cosa fosse successo.
La linea 06 761**** ha ripreso a funzionare il 22 maggio 2001 cioe' dopo 20 giorni di fermo.
Mi sono state addebitate (le fatture sono domiciliate presso la banca) delle cifre (forse i canoni) fino al 18 agosto (ultima fattura ricevuta quella in scadenza il 15 giugno).
Finalmente il 29 settembre 2001 e' arrivata la PRIMA fattura al mio nuovo indirizzo e qui viene il bello:
* la fattura contiene tutto in una volta il traffico telefonico (Totale Lit.580.000 IVA compresa) e sara' addebitata sullo stesso conto delle precedenti avendo provveduto la Telecom a cambiare il numero telefonico (che funge da chiave) presso la mia banca senza la mia autorizzazione;
* la fattura contiene un "Contributo per trasloco " di Lit. 100.000 che e' quanto mi e' costato lo stare 1 mese piu' venti giorni senza telefono;
* contiene i canoni per i mesi di OTTOBRE-NOVEMBRE al MEMOTEL che io non ho mai chiesto e che TELECOM continua a farmi pagare dal giorno della richiesta di trasloco benche' io abbia innumerevoli volte telefonato al 187 per far presente la cosa e chiedere il rimborso;
* contiene ancora Lit. 1.850 di RECAPITO ELENCHI TELEFONICI che io non ho mai ricevuto al nuovo indirizzo.
A questo punto chiedo che mi venga inviata al mio indirizzo la copia della fattura relativa all'addebito del 18 agosto, LA RESTITUZIONE DI TUTTI i canoni MEMOTEL pagati (Lit.3.000 per 9 mesi da marzo 2000 a novembre 2001 = Lit. 27.000) senza nemmeno essere avvertito, LA RESTITUZIONE del canone telefonico (secondo i miei calcoli circa Lit.34.000) per i giorni (50) nei quali non ho usufruito del servizio, LA RESTITUZIONE delle Lit. 1.850 o l'immediata consegna degli elenchi telefonici e VORREI CHIEDERE anche i danni per tutto il tempo perso per l'inefficienza TELECOM ma sono sicuro che la cosa mi porterebbe via ancora tempo e denaro per cui mi limito a comunicare che saro' tra i primi a disdire il mio abbonamento TELECOM quando la legge porra' fine a questo ladrocinio.
Sono sempre pronto ad incontrare un responsabile che mi possa dare spiegazioni su quanto accaduto e comunico inoltre che l'addebito sul conto bancario, benche' fatto a mia insaputa, puo' essere considerato valido.
Tutte le cifre da me riportate sono naturalmente senza IVA.
Roma, 8 ottobre 2001
MESSAGGIO FAX
Da: M*** B***
A: TELECOM ITALIA SPA
Fax: 06 50586253
Att.ne: Ing. BIENTINESI
Desidero esprimere il mio profondo rammarico e sdegno per le vicende che hanno coinvolto e stanno coinvolgendo la linea telefonica a me intestata col numero: 06 76****.
Dovendo trasferire la mia utenza 06 782***** con notevole anticipo telefonai al 187 chiedendo tempi e modi per il trasferimento. La risposta fu che sarebbero bastati 3 (tre) giorni per avere l'allacciamento al nuovo indirizzo ma che comunque il numero sarebbe cambiato dato il cambio di zona.
Una settimana prima (siamo al 20 febbraio 2001) ho richiamato il 187 per avviare la pratica, mi e' stato subito assegnato il nuovo numero ma mi si comunicava che una settimana forse era poco.
I giorni passavano in quanto, e di questo sono venuto a conoscenza telefonando insistentemente sia al 187 sia ad altri numeri (centrali e uffici lavori), la Telecom aspettava che una ditta appaltatrice stendesse un cavo di collegamento tra la palazzina di nuova costruzione e la cabina. Il cavo pero' era stato steso circa due mesi prima e la Telecom ne e' venuta a conoscenza solo su mia segnalazione!
Il 19 marzo i tecnici hanno fatto il sopralluogo in casa dicendo che entro 24 ore la linea sarebbe stata attivata.
La linea e' stata attivata ai primi di aprile.
Praticamente un mese per trasferire di circa 500m un'utenza nell'anno 2001 in pieno centro abitato di Roma (zona Arco di Travertino).
Purtroppo non e' finita in quanto circa alle 18.30 (?) del 2 maggio la linea cessava di funzionare risultando il numero INESISTENTE a chi l'avesse chiamato e perfino al 182.
Dalla mattina del 3 maggio ho ripreso a passare ore parlando con i gentilissimi operatori del 187/188 che si sbizzarriscono nel dare personali interpretazioni dei fatti che vanno dal semplice guasto, alla morosita', allo sdoppiamento dei database tecnico col mio nome e amministrativo col nome di un certo MONI VINICIO che non ho capito bene cosa c'entri, per arrivare ad attribuire il disservizio alla solerzia di un operaio che non avrebbe trovato corrispondenza tra l'allacciamento fisico e qualche pezzo di carta.
Alla mia richiesta di parlare con un dirigente responsabile una scortese signora di Roma ovest, che aveva risposto allo 06 70331 in quanto a suo dire i colleghi delle altri sedi non hanno voglia di lavorare, mi ha finalmente messo in contatto con la Sig.ra Cellai, segretaria del direttore della filiale Roma-est, che pero', benche' abbia dimostrato vero interessamento e cortesia, non ha risolto nulla.
Risultato alle ore 11 del 9 maggio 2001 la linea e' ancora INESISTENTE e siamo costretti ad usare i telefoni cellulari con costi esorbitanti e a non poter essere rintracciati da coloro i quali hanno il nostro numero.
Tralasciando qualsiasi considerazione sull'efficienza e la correttezza della TELECOM chiedo che la situazione sia risolta immediatamente per porre fine ai disagi anche economici a cui sono sottoposto e che mi si diano spiegazioni sull'accaduto e che, naturalmente, i giorni di fermo siano decurtati dai canoni dovuti.
Una fattura con scadenza 15 maggio 2001 non mi e' mai pervenuta e nessuno mi ha saputo dire se e' ancora domiciliata in banca o no.
Comunico che copia di questo fax viene trasmessa alla redazione de Il Messaggero e al CODACONS.
Grazie
Vi trasmetto copia del fax che sto tentando di inviare alla Telecom. I numeri, naturalmente, sono semmpre occupati.
Grazie
Da: M*** B***
A: TELECOM ITALIA SPA
Fax: 06 50586253
Att.ne: Ing. BIENTINESI
A: TELECOM ITALIA SPA
Fax: 800578606
Att.ne: Uff. amministrativo
Cc: ADUC
e-mail: [email protected]
Cc: Mi manda Rai Tre
Fax: 0637353279
In relazione al fax (allegato) da me inviato alla Telecom in data 9 maggio 2001 desidero esporre quanto segue:
Nessuno si e' degnato di contattarmi non dico per presentare delle scuse ma nemmeno per sapere cosa fosse successo.
La linea 06 761**** ha ripreso a funzionare il 22 maggio 2001 cioe' dopo 20 giorni di fermo.
Mi sono state addebitate (le fatture sono domiciliate presso la banca) delle cifre (forse i canoni) fino al 18 agosto (ultima fattura ricevuta quella in scadenza il 15 giugno).
Finalmente il 29 settembre 2001 e' arrivata la PRIMA fattura al mio nuovo indirizzo e qui viene il bello:
* la fattura contiene tutto in una volta il traffico telefonico (Totale Lit.580.000 IVA compresa) e sara' addebitata sullo stesso conto delle precedenti avendo provveduto la Telecom a cambiare il numero telefonico (che funge da chiave) presso la mia banca senza la mia autorizzazione;
* la fattura contiene un "Contributo per trasloco " di Lit. 100.000 che e' quanto mi e' costato lo stare 1 mese piu' venti giorni senza telefono;
* contiene i canoni per i mesi di OTTOBRE-NOVEMBRE al MEMOTEL che io non ho mai chiesto e che TELECOM continua a farmi pagare dal giorno della richiesta di trasloco benche' io abbia innumerevoli volte telefonato al 187 per far presente la cosa e chiedere il rimborso;
* contiene ancora Lit. 1.850 di RECAPITO ELENCHI TELEFONICI che io non ho mai ricevuto al nuovo indirizzo.
A questo punto chiedo che mi venga inviata al mio indirizzo la copia della fattura relativa all'addebito del 18 agosto, LA RESTITUZIONE DI TUTTI i canoni MEMOTEL pagati (Lit.3.000 per 9 mesi da marzo 2000 a novembre 2001 = Lit. 27.000) senza nemmeno essere avvertito, LA RESTITUZIONE del canone telefonico (secondo i miei calcoli circa Lit.34.000) per i giorni (50) nei quali non ho usufruito del servizio, LA RESTITUZIONE delle Lit. 1.850 o l'immediata consegna degli elenchi telefonici e VORREI CHIEDERE anche i danni per tutto il tempo perso per l'inefficienza TELECOM ma sono sicuro che la cosa mi porterebbe via ancora tempo e denaro per cui mi limito a comunicare che saro' tra i primi a disdire il mio abbonamento TELECOM quando la legge porra' fine a questo ladrocinio.
Sono sempre pronto ad incontrare un responsabile che mi possa dare spiegazioni su quanto accaduto e comunico inoltre che l'addebito sul conto bancario, benche' fatto a mia insaputa, puo' essere considerato valido.
Tutte le cifre da me riportate sono naturalmente senza IVA.
Roma, 8 ottobre 2001
MESSAGGIO FAX
Da: M*** B***
A: TELECOM ITALIA SPA
Fax: 06 50586253
Att.ne: Ing. BIENTINESI
Desidero esprimere il mio profondo rammarico e sdegno per le vicende che hanno coinvolto e stanno coinvolgendo la linea telefonica a me intestata col numero: 06 76****.
Dovendo trasferire la mia utenza 06 782***** con notevole anticipo telefonai al 187 chiedendo tempi e modi per il trasferimento. La risposta fu che sarebbero bastati 3 (tre) giorni per avere l'allacciamento al nuovo indirizzo ma che comunque il numero sarebbe cambiato dato il cambio di zona.
Una settimana prima (siamo al 20 febbraio 2001) ho richiamato il 187 per avviare la pratica, mi e' stato subito assegnato il nuovo numero ma mi si comunicava che una settimana forse era poco.
I giorni passavano in quanto, e di questo sono venuto a conoscenza telefonando insistentemente sia al 187 sia ad altri numeri (centrali e uffici lavori), la Telecom aspettava che una ditta appaltatrice stendesse un cavo di collegamento tra la palazzina di nuova costruzione e la cabina. Il cavo pero' era stato steso circa due mesi prima e la Telecom ne e' venuta a conoscenza solo su mia segnalazione!
Il 19 marzo i tecnici hanno fatto il sopralluogo in casa dicendo che entro 24 ore la linea sarebbe stata attivata.
La linea e' stata attivata ai primi di aprile.
Praticamente un mese per trasferire di circa 500m un'utenza nell'anno 2001 in pieno centro abitato di Roma (zona Arco di Travertino).
Purtroppo non e' finita in quanto circa alle 18.30 (?) del 2 maggio la linea cessava di funzionare risultando il numero INESISTENTE a chi l'avesse chiamato e perfino al 182.
Dalla mattina del 3 maggio ho ripreso a passare ore parlando con i gentilissimi operatori del 187/188 che si sbizzarriscono nel dare personali interpretazioni dei fatti che vanno dal semplice guasto, alla morosita', allo sdoppiamento dei database tecnico col mio nome e amministrativo col nome di un certo MONI VINICIO che non ho capito bene cosa c'entri, per arrivare ad attribuire il disservizio alla solerzia di un operaio che non avrebbe trovato corrispondenza tra l'allacciamento fisico e qualche pezzo di carta.
Alla mia richiesta di parlare con un dirigente responsabile una scortese signora di Roma ovest, che aveva risposto allo 06 70331 in quanto a suo dire i colleghi delle altri sedi non hanno voglia di lavorare, mi ha finalmente messo in contatto con la Sig.ra Cellai, segretaria del direttore della filiale Roma-est, che pero', benche' abbia dimostrato vero interessamento e cortesia, non ha risolto nulla.
Risultato alle ore 11 del 9 maggio 2001 la linea e' ancora INESISTENTE e siamo costretti ad usare i telefoni cellulari con costi esorbitanti e a non poter essere rintracciati da coloro i quali hanno il nostro numero.
Tralasciando qualsiasi considerazione sull'efficienza e la correttezza della TELECOM chiedo che la situazione sia risolta immediatamente per porre fine ai disagi anche economici a cui sono sottoposto e che mi si diano spiegazioni sull'accaduto e che, naturalmente, i giorni di fermo siano decurtati dai canoni dovuti.
Una fattura con scadenza 15 maggio 2001 non mi e' mai pervenuta e nessuno mi ha saputo dire se e' ancora domiciliata in banca o no.
Comunico che copia di questo fax viene trasmessa alla redazione de Il Messaggero e al CODACONS.
Grazie
Risposta ADUC
Non invii fax, non servono a nulla!
Deve inviare, tassativamente, una raccomandata A/R -intimando di risponderle entro un termine specifico (15gg.), adempiendo a quanto da lei richiesto e provvedendo ad effettuare il rimborso di quanto richiesto tramite accredito su un conto indicato, con l'avviso che in difetto adira' le vie legali -il che vuol dire che potra' rivolgersi tempestivamente al giudice di pace.
Deve inviare, tassativamente, una raccomandata A/R -intimando di risponderle entro un termine specifico (15gg.), adempiendo a quanto da lei richiesto e provvedendo ad effettuare il rimborso di quanto richiesto tramite accredito su un conto indicato, con l'avviso che in difetto adira' le vie legali -il che vuol dire che potra' rivolgersi tempestivamente al giudice di pace.
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