Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 ottobre 2001
Domanda 6 ottobre 2001
Subject: progetto errato
spett. ADUC,
vorrei sottoporvi un questito personale relativo ad un progetto edilizio e la successiva edificazione dell'immobile in questione.
Dunque, nel 1996 mi sono avvalsa della professionalita' di un architetto per disegnare il progetto della mia casa costituita da piano terra, primo piano e mansarda (o meglio sottotetto). Questo progetto nasce con una altezza complessiva di 7.50 metri e dopo svariate mie contestazioni sulla quota di base da prendere in questione, per partire con la misurazione dell'altezza finita, mi lascio convincere (per ignoranza mia e comunque per fiducia verso il tecnico), che l'altezza complessiva dell'immobile doveva comprendere anche 2 scalini esterni al marciapiede che gira tutt'intorno alla casa.
Pertanto sono consapevole del fatto che casa mia sara' alta 7.20 metri in gronda, in quato gli scalini mi portavano via 30 cm.
I lavori iniziano in aprile 1997.
Durante la realizzazione, sopravviene un errore da parte del costruttore, in quanto invece di usare "pignatte" del 16 (cm) per realizzare i solai, vengono utilizzate "pignatte" del 20 con una differenza di 4 cm a solaio. questo determina una differenza totale nell'altezza dell'edificio di 12 cm, in quanto ogni piano viene a misurare 3.04 metri anziche' 3.00 finito. Quando l'architetto si accorge dell'errore, la casa e' gia' a tetto e mi porta a conoscenza di questo fatto, dicendomi che comunque e' vantaggiosa per me la cosa. Dopodiche', mi informa che questa differenza di altezza ci fa sconfinare con i regolamenti comunali e mi informa che dovro' pagare una sanatoria per rimettere le cose a posto con il comune.
Io protesto ancora una volta, perche' non trovo giusto dover pagare io per un errore altrui, ma non riesco ad ottenere nulla e pago la mia sanatoria. Ora, io sono convinta di avere una casa alta 7.65 metri circa sulla quale io ho pagato anche gli oneri di urbanizzazione, sennonche' ieri, mi presento in comune per altri motivi e parlando con un tecnico di questa cosa vengo a sapere che le misurazioni terra-tetto si effettuano dal marciapiede alla gronda. Questo mi fa scendere l'altezza effettiva di 30 cm, (altezza degli scalini esterni al marciapiede) ed io ho effettivamente una casa alta 7.35 metri. Ora, io ho avuto un danno per quel che riguarda l'altezza interna del sottotetto che e' 130 cm ai lati e pertanto fortemente inagibile, e che invece se fosse stata regolare la cosa, io avrei dovuto avere internamente una altezza di 1.70 in quanto, esistevano 2 piani di 3.00 metri ciascuno + 1.50 metri dal solaio superiore del primo piano alla gronda esterna, che avrebbero determinato una altezza totale esterna di 7.50 metri ed una interna del sottotetto, come gia' detto di ben 1.70 metri. Tutto questo senza contare che io ho pagato una sanatoria che effettivamente non avrei dovuto pagare. La mia domanda e': quanto e' responsabile l'architetto di tutto cio'? e, ammessa la sua responsabilita', come posso fare per essere indennizzata? e inoltre, posso richiedere al comune il rimborso della sanatoria che ho pagato e la revisione dei conteggi degli oneri di urbanizzazione per stornare l'eccedenza?
Quali sono i miei diritti di fronte ad un professionista del quale io mi avvalgo e di conseguenza devo fidarmi, e poi riscontro che il suo atteggiamento superficiale mi arreca danno irreparabile (se fosse utile un'ulteriore informazione sul caso, ad oggi i lavori non sono stati terminati ed io ho in mano un rinnovo della concessione edilizia precedente che scadra' nel 2002)?
Colgo l'occasione per ringraziarvi e salutarvi cordialmente.

Risposta ADUC
A parte doversi affidare -se crede- ad un nuovo tecnico per cercare di ottenere le modifiche necessarie ad ampliare l'immobile entro i limiti che le spettano, lei ha diritto ad ottenere il rimborso del danno causatole dall'aver dovuto presentare un'inesistente sanatoria, dimostrando la responsabilita' del tecnico. A nostro avviso, questo danno e' dimostrabile perche' l'architetto si e' assunto l'onere di firmare degli atti che indicano l'altezza sbagliata, per cui e' possibile un'azione nei suoi confronti. E' ovvio che prima dovra' parlare con l'Ufficio Tecnico del Comune per risolvere informalmente la questione -le rettifiche saranno comunque dovute (e questo e' gia' un danno): per quanto attiene il rimborso, occorre verificare come inquadrare la situazione. Piu' che di consigli legali -si trattera' poi di formalizzare una richiesta di rimborso del danno ed adire successivamente le vie legali se questo danno non fosse rifuso entro i termini dettati- cio' che le necessita e' l'ausilio di un tecnico competente: iniziando dall'Ufficio Tecnico comunale, appunto, ed eventualmente affidandosi ad un professionista ulteriore.
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