Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 ottobre 2001
Domanda 5 ottobre 2001
Il giorno 24 Aprile 2001, contattavo la Butangas S.p.A. (filiale di Genova " Cogoleto") per avere una fornitura di gas G.P.L. ad uso riscaldamento per la mia abitazione sita in provincia di Alessandria.
Mi accordavo con la filiale per ottenere una fornitura pari al minimo quantitativo ordinabile; la stessa filiale mi riferiva che tale quantitativo corrispondeva a litri 500 di combustibile.
Il giorno 07/05/2001 veniva effettuato (IN NOSTRA ASSENZA) il rifornimento. Dalla fattura inviatami successivamente, pero', mi rendevo conto che il rifornimento effettuato era pari a litri 702 per una spesa pari a lire 1.127.345.
Presi contatti con la filiale e mi accordai con il responsabile(spedendo anche una raccomandata R/R) per pagare solo il quantitativo da me richiesto (e cioe' lire 796.200 pari a 500 litri di G.P.L.) mediante bonifico bancario.
Tempo dopo ricevevo pero' un bollettino postale per il pagamento residuo dell'importo di lire 336.545. Presi nuovamente contatti telefonici con il responsabile della Butangas il quale mi rassicurava affermando che andava bene cosi' e di non ottemperare al pagamento.
Rimanevo comunque a loro disposizione per la restituzione del combustibile fornito in eccedenza.
Purtroppo oggi ho ricevuto un ulteriore lettera (questa volta direttamente dalla sede amministrativa e commerciale di Milano) di "invito" al pagamento pari ad una somma di lire 336.545 + 150.000 per le spese legali.
Cosa mi consigliate di fare?
Grazie

Risposta ADUC
Ha inviato, a suo tempo, una raccomandata, ma ci pare di capire che si sia limitato (e gia' era difficile dimostrare gli effettivi accordi) a sostenere di non dover pagare, senza specificare -per iscritto- di voler provvedere al ritiro del carburante in piu' -almeno, cosi' sembra.
Il consiglio e' di rispondere tempestivamente, a mezzo raccomandata A/R: reiterando le precedenti contestazioni, invitando a provvedere al ritiro del combustibile in piu', volendo definire -entro e non oltre 15gg. dal ricevimento della raccomandata medesima- sia al ritiro del carburante che alla conferma della cifra prefissata, contestando la legittimita' della pretesa mossale, a fronte della sua precedente, tempestiva ed esplicita contestazione.
Avvisando che -decorso il termine di giorni dato- adira' le vie legali (potendosi rivolgere al giudice di pace).
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