Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 ottobre 2001
Domanda 2 ottobre 2001
Spett Redazione, da qualche giorno una campagna pubblicitaria di una catena di negozi di elettrodomestici su varie pagine di giornali pubblica i prezzi in euro in caratteri piu' grandi e quelli in lire in caratteri piu' piccoli. Il problema e' che nei prezzi il punto viene indifferentemente usato sia come separatore delle migliaia, sia come separatore dei decimali (al posto della virgola).
Cosi' si possono leggere prezzi come 1.595.00 (invece di 1.595,00) o 209.00 (invece di; 209,00) con sotto i relativi cambi in Lire (nel primo esempio £3.088.350)
Di primo acchito Vi assicuro che leggere la cifra 1.595.00 - a prescindere dal simbolo iniziale dell'euro, inizialmente fa piu' pensare a 1.595.000 invece che ai 3.088.350 (prezzo effettivo in lire)
C'e' una normativa che regola (obbliga) l'uso della virgola per separare i decimali (e non il punto!!!) soprattutto in questa fase iniziale di transizione dalla lira all'euro?
Cosa si puo' fare per evitare questo piccolo e fastidioso "trucchetto"?

Risposta ADUC
Ci pare che la cosa piu' evidente sia il fatto che manca uno 0: conseguentemente -anche se ovviamente la virgola aiuta, agevolando la lettura- in alcun modo puo' sostenersi l'induzione in errore. Chi legge (se di fenomeno ottico debba trattarsi) dovrebbe prima notare l'assenza dell'ultima cifra e dopo porsi i dubbi su come debba essere letta. Ma senza l'ultima cifra e con l'indicazione in Euro, non ci pare sostenibile altra interpretazione.
Ad ogni modo, abbiamo verificato sui relativi decreti legislativi attuativi della legge delega, non rilevando alcuna specifica in merito.
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