Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 settembre 2001
Domanda 30 settembre 2001
Con la presente vi descrivo lo spiacevole fatto subito all'estero per l'utilizzo della mia carta di credito, di proprieta' dell'istituto Bancario Cassa di Risparmio di Verona Vicenza e Belluno (Gruppo Unicredito) e della incapacita' dello stesso istituto di operare in modo efficente. In agosto dello scorso anno, mi sono recato in vacanza, nello stato della Malesia, soggiornando 2 giorni nella capitale, Kuala Lumpur. In tale sede ho utilizzato 2 volte la mia carta di credito, 1 nell'hotel Istana, 1 nel ristorante Grappas.
Tornato a casa il mese successivo mi vedo arrivare l'estratto conto con diversi addebiti da me' non effettuati e ancor di piu' effettuati quando io ero gia tornato in Italia.
Subito provvedo al blocco della carta di credito e comunico all'istituto gli errati addebiti.
Non ricevo per un anno nessuna notizia da parte della banca e dopo un anno mi comunicano con una raccomandata che non sono riusciti a recuperare nessuno dei vari( circa 10 ) indebiti utilizzi della carta in oggetto. Mi sembra molto strano che un istituto non garantisca la sicurezza di una carta di sua proprieta' o non sia assicurato su fatti di questo genere. Mi sembra comunque molto strano l'assoluta incapacita' di recuperare qualsiasi illecito utilizzo visto che da parte mia e' stata utilizzata solo due volte sottolineo cioe' che solo da queste due sedi vi e' la possibilita' di un operato non corretto. Gradirei una vostra opinione in merito e sapere mi conviene intraprendere una via legale per ottenere qualcosa. Grazie

Risposta ADUC
Non e' necessariamente detto che la responsabilita' sia tutta dell'Istituto.
Ad ogni modo, potendo lei dimostrare con prove documentali la sua presenza in Italia al momento degli addebiti, puo' inviare un'ulteriore raccomandata A/R, contestando gli stessi addebiti, evidenziando la dimostrabilita' dell'impossibilita' di gravarla di questi carichi, intimando di provvedere al rimborso delle cifre erroneamente e senza sua colpa richieste, dettando 15gg. come termine entro cui provvedervi, con l'avviso che in difetto adira' le vie legali.
Legga attentamente il contratto, tenti poi una conciliazione avanti al giudice di pace e poi -sulla base delle risultanze di detta conciliazione nonche' del contratto- decidera' i passi successivi (controlli, tra l'altro, che franchigia sia eventualmente prevista in questi casi).
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