Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 settembre 2001
Domanda 29 settembre 2001
Cara Aduc,
devo percepire 80 milioni dall'acquirente al quale ho venduto la mia casa. La necessita' di "congelare" questa cifra e' dovuta al fatto che un mio parente mi ha citato per un tentato usucapione dell'appartamento di mia proprieta', ma da lui occupato che sta proprio sopra all'appartamento che ho venduto. Nella citazione dell'usucapione il parente rivendica oltre all'appartamento e ad un garage anche non meglio precisate parti comuni. L'immobile in questione e' una villetta bifamiliare con due appartamenti in verticale, 2 box, giardino, orto e cortile. Io ho venduto all'acquirente di cui sopra l'appartamento e il box (ovviamente quelli non rivendicati dall'usucapione) con tutte le pertinenze e il terreno, quindi orto, giardino e cortile. Poiche', come detto, nell'atto di citazione l'avvocato del mio parente rivendica la comproprieta' delle aree destinate a parti comuni ecco il motivo del congelamento degli 80 milioni. Nell'atto del rogito su questo punto il notaio ha scritto: lire 80 milioni saranno pagati - senza interessi - il giorno in cui sara' definitivamente accertato che l'azione di rivendica esercitata da ----- (il mio parente) e/o dai suoi aventi causa non riguarda l'area ad orto, giardino e cortile - il vano cantina ed accessori.
Di fatto le rivendicazioni del mio parente sono limitate all'appartamento e al box.
Per cercare di sboccare questa somma il legale del mio parente che concorda con me sulle cose rivendicate ha detto in udienza davanti al Giudice e fatto verbalizzare la seguente frase: ad integrazione ed ulteriore precisazione della memoria depositata in data 13-3-2001, di parte attrice, si precisa che per "ingresso e parti comuni" indicate nell'atto di citazione si intendono: "il passaggio dal cancello d'ingresso principale all'ingresso del fabbricato, nonche' la scala interna del fabbricato; ed infine l'ingresso dal cancello carraio al garage rivendicato".
Ero convinto che questa precisazione davanti al Giudice fosse sufficiente ad ottemperare a quanto scritto nel rogito e quindi a dar corso al pagamento della cifra congelata.
Chi mi deve questa cifra invece non ritiene sufficiente garatista dal punto di vista legale questa soluzione e si rifiuta di saldare il conto.
Ha forse ragione? Cosa intende per punto di vista legale?Cos'altro posso fare per ottenere quei soldi? Posso "minacciarlo" ad esempio di considerare ancora mie le parti dell'immobile non pagate (orto, giardino e cortile), magari posteggiando la mia autovettura nel cortile?
Di fatto l'avvocato del mio parente ritiene di aver ampiamente esplicitato la questione e non vuole fare altre azioni in quanto considera le richieste del mio acquirente solo "capricci interessati".
Grazie per l'aiuto.

Risposta ADUC
La dizione indicata dal legale di controparte e' confortante, ma effettivamente non definitiva e non tutela ne' da una piu' ampia interpretazione del giudice rispetto alla richiesta originaria (sarebbe erroneo, ma puo' accadere), ne' da eventuali correzioni di mira del richiedente (certamente contestabili, ma possibili). In sintesi (e fermo restando che si tratta anche di una scusa del compratore) c'e' una legittima aspettativa ed una presumibile certezza sull'esito, ma l'azione originariamente intrapresa di fatto non e' ancora conclusa, e questo offre un appiglio alla controparte.
La definizione "capricci interessati" puo' essere anche corretta, ma la prudenza e' anche comprensibile.
A nostro avviso, dovrebbe intimare -per raccomandata A/R- di provvedere al saldo di quanto dovuto, in quanto la definizione del contendere appare chiarificata dagli ulteriori e successivi atti di controparte, essendo chiaramente evidenziato come nessuna pretesa sia stata mossa nei confronti delle parti comuni interessate dal proprio rogito, e quindi intimando di rimborsare il dovuto entro un termine di giorni, decorso il quale si adiranno le vie legali, agendo per ottenere il rimborso del danno subito.
Provi poi a rivolgersi, informalmente, in conciliazione.
Altrimenti, si trovera' a dover intentare una nuova causa e non e' detto convenga...
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