Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 maggio 1999
Domanda 10 maggio 1999
Salve, siamo una coppia di fidanzati che hanno acquistato casa attraverso una cooperativa ( FILCA Lombardia ), scelta non dettata da fattori di risparmio in quanto i prezzi sono quelli di mercato e non usufruiamo di finanziamenti gevolati. Vi scriviamo per porvi alcune domande nella speranza che ci possiate consigliare su alcune problematiche che stiamo incontrando durante la realizzazione della casa. Circa un mese fa siamo stati invitati dalla cooperativa a recarci dal piastrellista indicato dall'impresa costruttrice per scegliere i pavimenti proposti dal capitolato. Avendo pensato di optare su delle piastrelle non presenti in capitolato, abbiamo richiesto un preventivo per le differenze, ma i prezzi che ci sono stati presentati erano fuori da ogni logica di mercato. Inoltre il piastrellista sosteneva che l'importo delle differenze era soggetto ad una aliquota IVA del 20% nonostante noi ci fossimo informati all'ufficio IVA e presso la stessa cooperativa la quale ci aveva rilasciato anche una dichiarazione scritta che attestava il nostro diritto ad usufruire, essendo per noi prima casa, dell'agevolazione IVA al 4%. Dopo una serie di estenuanti discussioni degenerate in ricatti espliciti ( "se volete e' cosi' altrimenti mettete quelle di capitolato" ) ci siamo rivolti alla cooperativa per richiedere un loro intervento o meglio ancora l'autorizzazione a far eseguire il lavoro da un nostro piastrellista. La risposta ( come per molti altri problemi di questo tipo ) e' stata che per queste questioni dovevamo discuterne direttamente con l'impresa costruttrice. Premesso che con l'impresa avevamo avuto discussioni simili per preventivi di variazione opere murarie ( es. canna fumaria per appartamento ultimo piano: £ 3.500.000 + costi manodopera ) e che avevamo gia' domandato di non piastrellare le pareti della cucina con la risposta che ci avrebbero "scalato" la meta' del valore pagato di capitolato a causa della perdita del loro guadagno e del fatto che avrebbero dovuto intonacare le pareti dove erano presenti le piastrelle... Un'altra questione ( tra le tante ) riguarda i costi sostenuti dall'impresa per "seguire" le variazioni fatte fare all'elettricista e all'idraulico: Avendo deciso di effettuare la predisposizione dell'impianto antifurto sui serramenti (10 m di tubo vuoto ! ), in aggiunta a quello a rilevazione previsto di capitolato, ci siamo sentiti chiedere oltre al costo dell'elettricista ( £.300.000 ), un rimborso per opere murarie pari al 30% del costo che potenzialmente l'impianto finito avrebbe avuto ( 30% di £. 2.000.000 ). Mentre avendo, per esigenze di spazio, fatto inserire dei radiatori verticali ( pagati profumatamente) il rimborso dovuto all'impresa per le opere murarie e' pari al 45% delle differenza dovuta all'idraulico per i radiatori non di capitolato ( 45% di £. 1.500.000 ). A questo punto ci domandiamo: E' corretto tutto cio' ?!!! E' corretto che per queste questioni il socio debba vedersela da solo con l'impresa ? Fino a che punto la decisione dell'impresa e' insindacabile, anche riguardo ai costi delle opere extra capitolato (vedi canna fumaria o differenze per seguire idraulico e elettricista) ? Se l'impresa ci concedesse di fare eseguire i lavori da un nostro piastrellista e' giusto che ci rimborsino la meta' del valore di capitolato ? Il rimborso secondo loro dovrebbe avvenire attraverso una compensazione di lavori extra capitolato, ma se noi non abbiamo costi da compensare ? Sempre secondo l'impresa i lavori fatti dal nostro piastrellista dovrebbero essere fatti dopo che la casa e' stata consegnata, e' corretto ? E poi dicono che lo societa' dovrebbe aiutare le giovani coppie a formare casa, ma a noi pare che le persone che formano la societa' pensano soltanto a specularci...

Risposta ADUC
All'interno dell'atto costitutivo della societa' dovreste trovare diverse regole attinenti al rapporto cooperativo. In generale, la cooperativa e' direttamente responsabile per quanto concerne il capitolato, pertanto funziona da tramite tra il costruttore ed i soci. Ma nel caso di variazioni il rapporto dovrebbe essere personale tra ditta ed interessato. Alcune cose potrebbero pero' essere regolate direttamente dall'atto costitutivo.Probabilmente sono previste le norme che regolano le opere "personali". Se non si tratta di innovazioni particolarmente "onerose" (materiali particolarmente pregiati o modifiche consistenti ed elaborate) l'aggravio non deve essere eccessivo, ma limitato. Sul fatto che il lavoro del vostro piastrellista debba venire fatto solo a consegna avvenuta....si tratta anche di accordarsi. Non esiste nessun motivo per pretendere cio', se non quello di mettere i bastoni tra le ruote e -casomai- il desiderio di non venire coinvolti in teoriche responsabilita' a causa dei lavori del vostro piastrellista. Non ho idea se sia giusto o meno che venga rimborsata solo la meta' dei costi di capitolato: un po' dipende dal tipo di contratto firmato ed un po' da quello che loro devono o non devono fare. Le percentuali che riferite, pur non essendo chiarissimi alcuni discorsi, appaiono eccessive. Casomai, dopo aver aver letto gli atti, fateci qualche altra domanda piu' documentata.
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