Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 settembre 2001
Subject: parcheggi a Roma
In buona fede parcheggio la mia auto in via Treviso alle 15:25 e mi rendo conto della striscia blu che delimita l'area di parcheggio in una zona da me poco conosciuta. Cerco quindi la macchinetta per fare il biglietto, purtroppo pero' prende solo monete di cui ne sono sprovvisto (sinceramente occasioni del genere mi capitano raramente, viaggio in genere con i mezzi pubblici). Quindi entro in un bar per cambiare o acquistare un biglietto, nulla da fare. Entro in un altro lo stesso;vedo un uomo addetto al parcheggio (qualcosa che assomiglia ad un vigile) alle 15:35, lo raggiungo e gli chiedo come fare, mi dice con dialettica molto scortese quasi infastidito dalla domanda di cercare un bar o l'edicola. Vado in edicola compro il biglietto arrivando cosi' alla macchina alle 15:45. Sorpresa trova la multa fatta dal tizio menzionato, di 32 € circa (tanto per essere Europei) alle ore 15:28, cioe' 3 minuti dopo aver abbandonato la macchina. Lo raggiungo immediatamente e nonostante gli ricordassi che ero la persona che stava cercando di fare il biglietto mi dice aggredendomi come fossi un delinquente, colpevole di qualcosa e quindi giustiziabile, che il biglietto va messo prima di abbandonare l'auto e che la multa me la potrebbe togliere solo per favore e la prossima volta di munirmi di biglietto. Mi sono indiavolato e si e' ripreso la multa (l'avra' annullata?). Cosi' oltretutto ho ritardato il mio appuntamento di mezz'ora. Siamo in regime di dittatura? Svegliatemi perche' credevo fossimo in un paese democratico dove il cittadino non e' aggredito da un pinco pallino qualsiasi con una casacca gialla credendo di essere il giustiziere. Sono inferocito oltre che per aver preso una multa senza aver commesso il fatto, soprattutto perche' mi sono sentito represso ad un abuso di potere.
Grazie per l'attenzione.
In buona fede parcheggio la mia auto in via Treviso alle 15:25 e mi rendo conto della striscia blu che delimita l'area di parcheggio in una zona da me poco conosciuta. Cerco quindi la macchinetta per fare il biglietto, purtroppo pero' prende solo monete di cui ne sono sprovvisto (sinceramente occasioni del genere mi capitano raramente, viaggio in genere con i mezzi pubblici). Quindi entro in un bar per cambiare o acquistare un biglietto, nulla da fare. Entro in un altro lo stesso;vedo un uomo addetto al parcheggio (qualcosa che assomiglia ad un vigile) alle 15:35, lo raggiungo e gli chiedo come fare, mi dice con dialettica molto scortese quasi infastidito dalla domanda di cercare un bar o l'edicola. Vado in edicola compro il biglietto arrivando cosi' alla macchina alle 15:45. Sorpresa trova la multa fatta dal tizio menzionato, di 32 € circa (tanto per essere Europei) alle ore 15:28, cioe' 3 minuti dopo aver abbandonato la macchina. Lo raggiungo immediatamente e nonostante gli ricordassi che ero la persona che stava cercando di fare il biglietto mi dice aggredendomi come fossi un delinquente, colpevole di qualcosa e quindi giustiziabile, che il biglietto va messo prima di abbandonare l'auto e che la multa me la potrebbe togliere solo per favore e la prossima volta di munirmi di biglietto. Mi sono indiavolato e si e' ripreso la multa (l'avra' annullata?). Cosi' oltretutto ho ritardato il mio appuntamento di mezz'ora. Siamo in regime di dittatura? Svegliatemi perche' credevo fossimo in un paese democratico dove il cittadino non e' aggredito da un pinco pallino qualsiasi con una casacca gialla credendo di essere il giustiziere. Sono inferocito oltre che per aver preso una multa senza aver commesso il fatto, soprattutto perche' mi sono sentito represso ad un abuso di potere.
Grazie per l'attenzione.
Risposta ADUC
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