Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 settembre 2001
Cara ADUC,
vorrei avere un consiglio su una questione apparentemente banale, ma che potrebbe complicarsi: da qualche mese ho un gatto che, durante il giorno, lascio libero di andare dove vuole. Fino ad oggi era benvoluto da tutti i vicini che se lo coccolavano, gli davano da mangiare ecc.. nonostante le mie ripetute richieste di farlo scappare anche con le maniere forti nel caso fosse indesiderato.
Oggi uno di questi vicini (una donna in gravidanza) mi avanza la richiesta/minaccia di tenere il gatto lontano dal suo giardino perche' portatore di toxoplasmosi.
L'ho di nuovo invitata a cacciarlo via, ma lei insiste che sia io a controllarlo in modo che non entri nella sua proprieta'. Non ho intenzione di tenere il gatto recluso 24 ore su 24 e, nel momento in cui lo faccio uscire questo va dove gli pare perche', beato lui, non conosce confini. Tanto piu' che il mio non e' l'unico gatto della zona.
Domanda: sono giustificate le paure della vicina sulla toxoplasmosi? Saro' costretto a tenere il gatto in prigione per paura di eventuali ritorsioni sia contro l'animale che, eventualmente, a livello penale?
Grazie
vorrei avere un consiglio su una questione apparentemente banale, ma che potrebbe complicarsi: da qualche mese ho un gatto che, durante il giorno, lascio libero di andare dove vuole. Fino ad oggi era benvoluto da tutti i vicini che se lo coccolavano, gli davano da mangiare ecc.. nonostante le mie ripetute richieste di farlo scappare anche con le maniere forti nel caso fosse indesiderato.
Oggi uno di questi vicini (una donna in gravidanza) mi avanza la richiesta/minaccia di tenere il gatto lontano dal suo giardino perche' portatore di toxoplasmosi.
L'ho di nuovo invitata a cacciarlo via, ma lei insiste che sia io a controllarlo in modo che non entri nella sua proprieta'. Non ho intenzione di tenere il gatto recluso 24 ore su 24 e, nel momento in cui lo faccio uscire questo va dove gli pare perche', beato lui, non conosce confini. Tanto piu' che il mio non e' l'unico gatto della zona.
Domanda: sono giustificate le paure della vicina sulla toxoplasmosi? Saro' costretto a tenere il gatto in prigione per paura di eventuali ritorsioni sia contro l'animale che, eventualmente, a livello penale?
Grazie
Risposta ADUC
A livello penale, dubitiamo che lei possa rischiare realmente qualcosa. Ma ritorsioni sull'animale puo' darsi che possano esserci.
Ad ogni modo, il custode del suo gatto e' lei e dunque e' lei che deve tenerlo a bada: in nessun modo potrebbero dimostrare che possa essere stato eventualmente lui a trasmettere la toxoplasmosi, tuttavia potrebbero inventare qualcosa di diverso al fine di darle delle grane, per il solo gusto di farlo.
In realta', i timori sono esasperati e tipici di una persona che a quanto pare -al primo figlio- si sente momentaneamente al centro del mondo e -per ignoranza- si fa assalire da tutti i peggiori timori. Ma la paura e l'ignoranza sono difficili da estirpare, ne' lei puo' avere la speranza di riuscire a convincere in poco tempo una persona a liberarsi da terrori atavici.
Si faccia spiegare dal veterinario come puo' avvenire il contagio e poi faccia effettuare le analisi al suo gatto. Se neanche le informazioni e le analisi convinceranno la persona, da parte sua fara' bene a porre almeno alcuni limiti di orario al suo gatto, in modo da ridurre le incursioni, i rischi e gli attriti. In fondo, anche se i motivi addotti fossero infondati, la vicina ha il pieno e totale diritto a non avere un gatto altrui nella sua proprieta'.
Ad ogni modo, il custode del suo gatto e' lei e dunque e' lei che deve tenerlo a bada: in nessun modo potrebbero dimostrare che possa essere stato eventualmente lui a trasmettere la toxoplasmosi, tuttavia potrebbero inventare qualcosa di diverso al fine di darle delle grane, per il solo gusto di farlo.
In realta', i timori sono esasperati e tipici di una persona che a quanto pare -al primo figlio- si sente momentaneamente al centro del mondo e -per ignoranza- si fa assalire da tutti i peggiori timori. Ma la paura e l'ignoranza sono difficili da estirpare, ne' lei puo' avere la speranza di riuscire a convincere in poco tempo una persona a liberarsi da terrori atavici.
Si faccia spiegare dal veterinario come puo' avvenire il contagio e poi faccia effettuare le analisi al suo gatto. Se neanche le informazioni e le analisi convinceranno la persona, da parte sua fara' bene a porre almeno alcuni limiti di orario al suo gatto, in modo da ridurre le incursioni, i rischi e gli attriti. In fondo, anche se i motivi addotti fossero infondati, la vicina ha il pieno e totale diritto a non avere un gatto altrui nella sua proprieta'.
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