Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 settembre 2001
Dal 15/09/1997, risiedo in un appartamento in affitto in provincia di Trento. Fino ad un'anno fa, tutto andava abbastanza bene, poi, la padrona di casa, mi disse di aver spartito con le figlie le sue propieta', tra cui il mio appartamento. Da allora sono cominciati i guai.
Il contratto di affitto, di cui posseggo copia, alla voce canone mensile porta scritto" Lire 500.000+300.000 spese condominiali.", per cui, il canone dell'affitto, e' di 500mila, le spese, disse al epoca del contratto, sarebbero state di circa 300.000 al mese, e che se ci fossero stati eventuali conguagli, si sarebbero fatti i conti a fine anno. Cosa che non e' mai avvenuta in 4 anni.
In aprile di quest'anno, mi arriva una raccomandata dalla padrona. Pretende il pagamento di spese condominiali dal 1997 ad oggi, per un ammontare di 2.083.092 lire. Penso ai famosi conguagli, e messomi in contatto con la locatrice, vengo a sapere che si tratta del totale di tutte le spese condominiali, per cui la cifra e' di moltissimo inferiore ai 3.600.000 pattuiti nel 97.
Le faccio sapere che come da contratto, il canone mensile comprende tali spese, e che in circa 4 anni che le ho versato piu' di di 12.000.000 a mio avviso per niente.
Da quel momento, mi arrivano altre raccomandate, mi aggiorna il canone per la seconda volta in un anno in base all'aumento ISTAT, l'amministratore, dice che le ultime rate delle cartelle spese condominiali dell'anno in corso sono a mio carico, per cui faccio slittare il pagamento dell'affitto per sapere il nuovo importo da versare, (a mio avviso le sole 500.000) di un paio di settimane, ed in fine mi arriva un'ingiunzione di sfratto dal tribunale civile di Trento.
Tutto cio mi fa pensare alla data del termine del contratto, il 15/09/2001, non essendosi ricordati che il preavviso di 6 mesi e' obbligatorio, usano metodi meschini per mandarmi via.
Premesso questo, cosa devo fare adesso? Dove posso rivolgermi in provincia di Trento?
Aspetto con ansia una vostra risposta.
Il contratto di affitto, di cui posseggo copia, alla voce canone mensile porta scritto" Lire 500.000+300.000 spese condominiali.", per cui, il canone dell'affitto, e' di 500mila, le spese, disse al epoca del contratto, sarebbero state di circa 300.000 al mese, e che se ci fossero stati eventuali conguagli, si sarebbero fatti i conti a fine anno. Cosa che non e' mai avvenuta in 4 anni.
In aprile di quest'anno, mi arriva una raccomandata dalla padrona. Pretende il pagamento di spese condominiali dal 1997 ad oggi, per un ammontare di 2.083.092 lire. Penso ai famosi conguagli, e messomi in contatto con la locatrice, vengo a sapere che si tratta del totale di tutte le spese condominiali, per cui la cifra e' di moltissimo inferiore ai 3.600.000 pattuiti nel 97.
Le faccio sapere che come da contratto, il canone mensile comprende tali spese, e che in circa 4 anni che le ho versato piu' di di 12.000.000 a mio avviso per niente.
Da quel momento, mi arrivano altre raccomandate, mi aggiorna il canone per la seconda volta in un anno in base all'aumento ISTAT, l'amministratore, dice che le ultime rate delle cartelle spese condominiali dell'anno in corso sono a mio carico, per cui faccio slittare il pagamento dell'affitto per sapere il nuovo importo da versare, (a mio avviso le sole 500.000) di un paio di settimane, ed in fine mi arriva un'ingiunzione di sfratto dal tribunale civile di Trento.
Tutto cio mi fa pensare alla data del termine del contratto, il 15/09/2001, non essendosi ricordati che il preavviso di 6 mesi e' obbligatorio, usano metodi meschini per mandarmi via.
Premesso questo, cosa devo fare adesso? Dove posso rivolgermi in provincia di Trento?
Aspetto con ansia una vostra risposta.
Risposta ADUC
Forse e' opportuno -visto che non c'e' piu' tempo per teorizzare ma occorre presentare un'opposizione- che si rivolga ad un sindacato inquilini, il cui indirizzo nella sua zona potra' reperirlo sulle pagine gialle, alla voce associazioni.
Puo' anche consultare il sito clicca qui
Riteniamo che avesse titolo di contestare il pagamento delle spese condominiali nel caso in cui l'interpretazione da dare al contratto prevedesse che le 300.000 lire rappresentassero solo ed esclusivamente quanto dovuto al condominio: non aveva pero' alcun titolo per sospendere il pagamento del canone di affitto in quanto tale. Pertanto, suggeriamo di pagare (risolvendo cosi' lo sfratto per morosita') e poi di risolvere la questione delle spese condominiali, iniziando un contenzioso avanti al giudice di pace.
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Riteniamo che avesse titolo di contestare il pagamento delle spese condominiali nel caso in cui l'interpretazione da dare al contratto prevedesse che le 300.000 lire rappresentassero solo ed esclusivamente quanto dovuto al condominio: non aveva pero' alcun titolo per sospendere il pagamento del canone di affitto in quanto tale. Pertanto, suggeriamo di pagare (risolvendo cosi' lo sfratto per morosita') e poi di risolvere la questione delle spese condominiali, iniziando un contenzioso avanti al giudice di pace.
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