Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 settembre 2001
Domanda 18 settembre 2001
Subject: riforma universitaria
Sono una diplomata universitaria. Nessuno ne parla, nessuno ne e' sufficientemente informato, ma da quest'anno nelle Universita' italiane e' stata applicata la tanto agognata riforma del 3+2. Indipendentemente dai pareri discordi sulla effettiva bonta' della stessa, volevo solo far notare l'ingiustizia perpetrata ai danni di noi studenti diplomati.
La riforma e' retroattiva per le Lauree del vecchio ordinamento, una laurea quadriennale corrisponde ad una quinquennale, mentre i diplomi universitari triennali non corrispondono alle nuove lauree di 1° livello triennali. Dobbiamo sostenere altri esami e integrazioni oltre che rifare e ridiscutere la tesi con obbligo di frequenza dei corsi. Vi sembra giusto? Abbiamo frequentato da mane a sera durante i tre anni del diploma senza poter lavorare ed ora che avremmo dovuto finire ed entrare nell'agognato mondo del lavoro scopriamo che, in Italia si va avanti per titoli, il nostro non ha alcuna valenza. Sottolineo che rispetto a quelli con la "laurea lunga" non abbiamo ricevuto nessuno sconto sulle tasse universitarie. A ciò si aggunge l'autonomia degli atenei, siamo nel "paese delle liberta'", dove ognuno fa un pò come gli pare, infatti non in tutti e' stato attivato l'ultimo anno dei suddetti corsi, per cui all'ingiustizia della nostra situazione si aggunge l'agg.ravante di dover attendere 1 o 2 anni a meno di non andare fuori sede gravando ancora sul bilancio familiare. Cosa diciamo a coloro che ci hanno mantenuto all'Universita' con speranze e sacrifici? Che dopo tutto qualcuno doveva pur fare da cavia per l'attuazione della riforma? Magra consolazione per un papa' metalmeccanico che ha lavorato per 30 anni.
Vorrei che almeno questa situazione non passasse del tutto inosservata e chiedervi informazioni circa il comportamento da tenere in questo caso.
Grazie e scusate per lo sfogo.

Risposta ADUC
In realta', non abbiamo soluzioni: potrebbe provare a studiare con un legale qualche azione in merito al riconoscimento del titolo, contestando le modifiche normative successive interessanti situazioni precedenti, ma non e' detto che si tratti di una soluzione conveniente.
Non rimane che un'azione davanti alla Corte Europea di Strasburgo, ipotizzando una violazione dei diritti di studio: al Cancelliere della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, c/o Consiglio d'Europa, F-67075 Strasburgo, Cedex.
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