Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 settembre 2001
Gent. ADUC,
io e mia moglie sette anni fa acquistammo una quota di multiproprieta' in un residence dell'Isola di Tenerife. Nonostante varie richieste, succedutesi nel tempo, da parte nostra, di rivendere tale quota, abbiamo continuato a pagare annualmente la "retta" per la multiproprieta'. Quest'anno abbiamo deciso di smettere di pagare la quota associativa; ci e' pervenuta una lettera (circa due mesi fa) dalla direzione del residence con la quale ci viene tolta la proprieta' della quota per morosita', senza vederci riconoscere alcunche'. Nel mese di agosto 2000, in seguito a contatti avuti da una societa' spagnola, abbiamo dato mandato a tale societa' di vendere la nostra quota di multiproprieta' nel residence, dietro anticipo di lire 1.500.000, con la promessa che, in caso di mancata rivendita, tale cifra ci sarebbe stata restituita (il contratto parla di "restituzione della somma sotto varie forme e/o monete").
Il milione e mezzo ci e' stato si' restituito, ma con un bel "ASSEGNO VACANZA", in pratica un "buono" di lire 1.500.000 per andare a passare una settimana in Spagna.
Ilustrato l'antefatto, passo a porgerVi le domande:
1) sono leciti i comportamenti sia della societa' proprietaria del residence, che della societa' mandataria?
2) a questo punto come possiamo tutelare i nostri interessi, ovvero sia esistono dei mezzi giuridici con i quali tentare di rientrare in possesso dei nostri investimenti?
Fiducioso in una Vs. cortese risposta, e rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti.
io e mia moglie sette anni fa acquistammo una quota di multiproprieta' in un residence dell'Isola di Tenerife. Nonostante varie richieste, succedutesi nel tempo, da parte nostra, di rivendere tale quota, abbiamo continuato a pagare annualmente la "retta" per la multiproprieta'. Quest'anno abbiamo deciso di smettere di pagare la quota associativa; ci e' pervenuta una lettera (circa due mesi fa) dalla direzione del residence con la quale ci viene tolta la proprieta' della quota per morosita', senza vederci riconoscere alcunche'. Nel mese di agosto 2000, in seguito a contatti avuti da una societa' spagnola, abbiamo dato mandato a tale societa' di vendere la nostra quota di multiproprieta' nel residence, dietro anticipo di lire 1.500.000, con la promessa che, in caso di mancata rivendita, tale cifra ci sarebbe stata restituita (il contratto parla di "restituzione della somma sotto varie forme e/o monete").
Il milione e mezzo ci e' stato si' restituito, ma con un bel "ASSEGNO VACANZA", in pratica un "buono" di lire 1.500.000 per andare a passare una settimana in Spagna.
Ilustrato l'antefatto, passo a porgerVi le domande:
1) sono leciti i comportamenti sia della societa' proprietaria del residence, che della societa' mandataria?
2) a questo punto come possiamo tutelare i nostri interessi, ovvero sia esistono dei mezzi giuridici con i quali tentare di rientrare in possesso dei nostri investimenti?
Fiducioso in una Vs. cortese risposta, e rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti.
Risposta ADUC
Nulla esclude che le cose possano andare in modo diverso, ma generalmente questo tipo di agenzie di mediazione non fanno ottenere risultati. Per l'omissione del pagamento delle quote di gestione, ci pare che il comportamento sia stato incauto e precipitoso: tuttavia, anche la previsione (quand'anche contrattuale) di considerare decaduto ogni diritto acquisito a seguito del mancato pagamento delle spese condominiali pare indebito ed illegittimo. Potevano invece imporvi di pagare per decreto ingiuntivo e poi agire tramite azione di pignoramento, non agire autonomamente privandovi di diritti gia' acquisiti.
Suggeriamo di contestare per raccomandata A/R -alla sua controparte e p.c. alla venditrice- la liceita' del comportamento, intimando di confermare il ripristino della titolarita' sul bene (provvedendo a richiedervi il rimborso di quanto dovuto -comprese le maggorazioni) entro 15gg., avvisando che in difetto adira' le vie legali.
Suggeriamo di contestare per raccomandata A/R -alla sua controparte e p.c. alla venditrice- la liceita' del comportamento, intimando di confermare il ripristino della titolarita' sul bene (provvedendo a richiedervi il rimborso di quanto dovuto -comprese le maggorazioni) entro 15gg., avvisando che in difetto adira' le vie legali.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti