Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 settembre 2001
Domanda 10 settembre 2001
Subject: Fw: Viaggi con Alpitour? Ahi ahi ahi ahi!!!!
VIAGGI CON ALPITOUR? AHI AHI AHI AHI!!!
Marocco. Terra di fascino e mistero. Le citta' imperiali. Marrakech, Fe's, Meknes, Rabat, Casablanca. L'Alpitour. Quattro stelle. Un cocktail eccezionale per una vacanza da sogno. Eppure...
Piu' di una volta il nostro accompagnatore Alpitour e le diverse guide locali si sono affettuosamente dedicate ad illustrarci gli enormi rischi legati all'acquisto di souvenir in strada o nei mercati locali (souk). Prezzi esorbitanti e truffe all'ordine del giorno avrebbero rovinato la nostra vacanza. Con straordinaria competenza tecnica, quindi, ci parlavano delle diverse qualita' di tappeti, della ceramica cotta tre volte, del bronzo lavorato a mano, ecc. A Marrakech, dopo una corsa frenetica nella Medina, siamo stati condotti in un negozio di spezie, dove il gestore ha impiegato quasi un'ora per illustrarci i pregi dei propri prodotti, per poi venderne in grande quantita'. Io guardavo allibito le mani alzate degli altri turisti che cercavano di accaparrarsi quelle prodigiose sostanze. Il giorno dopo, a Fe's, la guida locale ci conduce prima in una bottega specializzata nella lavorazione del bronzo, poi in una sorta di filatoio, poi, ancora, in un vasto negozio di tappeti, in una pelletteria ed infine in una fabbrica di ceramiche. In tutti i casi ad una rapida illustrazione del procedimento di fabbricazione del prodotto seguiva una caccia all'acquirente. I prezzi erano spaventosamente superiori a quelli, constatati solo successivamente, applicati nei negozi "non convenzionati" o perfino in aeroporto. Al di la' di queste lunghe soste (sembrava non ci fosse un limite di tempo, se non legato alla nostra capacita' di acquisto) la visita della citta' di Fe's era un'interminabile, rapida, passeggiata. La guida era sempre davanti, con passo lesto. Sempre ultima, invece, ad uscire dai "negozi". Quando chiedemmo lumi al nostro accompagnatore, ottenemmo una preziosa informazione: a Casablanca (ultimo giorno del tour) avremmo potuto fare acquisti al Gran Bazar, a prezzi modici, magari impossessandoci di oggetti di manifattura industriale e quindi di non particolare valore. Con il cuore in pace, abbiamo proseguito il tour. Il Gran Bazar, pero', si rivelo' un'altro negozio "convenzionato", con prezzi elevati e l'immancabile guida dietro il banco della cassa, che controllava i nostri acquisti.
Di ben altro livello, invece, il problema sanitario. A Fes, il quarto giorno, due ragazze si svegliano con qualche linea di febbre e disagevoli problemi addominali. Be', puo' capitare. Con un po' di sacrificio e qualche sosta in piu' si prosegue per Rabat senza particolari difficolta'. Il mattino successivo mi accorgo di diversi posti vuoti in sala ristorante. Cinque persone hanno passato la notte in bianco, a causa di una forte dissenteria. Io mi sento benissimo, e comincio la lunga passeggiata attraverso Rabat con orgoglioso vigore atletico. Dopo un'ora la nausea comincia ad avvolgermi, la febbre mi indebolisce. Evito di pranzare, sdraiandomi vergognosamente accanto al tavolo del ristorante. Siamo in quattro a rinunciare all'escurzione pomeridiana, nonostante la guida, contrariata, sembri creare difficolta' per fare la deviazione di 5 minuti necessaria per riaccompagnarci in albergo. La febbre sale fino a 39, 3°. Alle 19, 00 almeno 12 persone hanno la febbre alta, tutti con problemi di dissenteria. Un numero perlomeno pari accusa sintomi piu' lievi. Scene di panico. Il nostro accompagnatore consiglia di non chiamare il medico, rispondendo con perle di saggezza alle richieste preoccupate dei "parenti delle vittime" (la febbre fa bene, domani non avrete piu' niente, noi con la febbre a 39° andiamo a lavorare...). Quando, pero', due ragazzi superano la temperatura di 40° il medico viene convocato. Visita anche qualche altra persona, diagnosticando, per lo piu', malanni causati da aria condizionata e da forti escursioni termiche. Nessun accenno al cibo.
Il mattino seguente il tour prosegue per Casablanca. Io sto effettivamente meglio, e un po' tutti sembrano parzialmente ripresi. I due ragazzi piu' gravi, pero', con la febbre ancora alta, non riescono a continuare. L'assicurazione provvedera' a rimborsare la notte in piu' a Rabat, oltre a tutte le altre eventuali spese causate dalla loro infermita'. Durante la giornata, pero', molte altre persone mostrano ancora malesseri piu' o meno fastidiosi. Due signori collassano, a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro, fra la folla spaventata.
All'aeroporto incrociamo altri gruppi, reduci dallo stesso tour. Tutti quelli legati all'Alpitour hanno avuto gli stessi sintomi. Gli appartenenti ad altre compagnie, invece, sembravano sanissimi ed entusiasti del viaggio.
Richiedo la Vs. collaborazione per evitare che altre persone possano subire i nostri stessi disagi, e possano vagliare con maggior ricchezza di informazioni la possibilita' di scegliere la compagnia di viaggio piu' adatta per la propria vacanza.
Resto in attesa di Vs. informazioni a riguardo, ringraziandoVi anticipatamente.
Tour citta' imperiali Marocco, 27.08.2001/03.09.2001

Risposta ADUC
La ringraziamo della segnalazione.
Ad ogni modo, mancando le prove, ci si puo' solo limitare a delle illazioni. Se ci fossero possibilita' di identificare i sintomi e le dirette cause, potra' intentare un contenzioso chiedendo il rimborso del danno.
In caso contrario, puo' solo inviare una raccomandata A/R di protesta al tour operator ed una segnalazione (pero' in tono piu' neutro) alla Camera di Commercio.
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