Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 settembre 2001
Domanda 7 settembre 2001
A quasi quattro anni dalla scadenza dell'ultima proroga della 46/90 per l'adeguamento degli impianti tecnologici, mi ritrovo in un condominio che ha l'impianto elettrico dei servizi comuni non perfettamente a norma; mi spiego: e' vero che e' stato installato il differenziale per i singoli appartamenti, ma ci sono alcune cose che secondo me non quadrano. Per esempio nessun apparecchio elettrico all'interno del cosiddetto quadro contatori ha il marchio IMQ; o ancora, i cavi che partono dal contatore enel e vanno al differenziale dell'appartamento non hanno alcun tipo di protezione meccanica (sono avvolti da quella specie di guaina che si usa in casa per tenere insieme i cavetti dello stereo, la spiralina per intenderci); inoltre l'amministratore non ha dichiarazione di conformita. Nel caso succedesse qualcosa, oppure l'usl facesse un controllo, di chi sarebbe la responsabilita? Che tipo di sanzioni potremmo subire? Siamo di fronte ad un'inadempienza dell'amministratore?

Risposta ADUC
La responsabilita' sarebbe dell'intero condominio, che sarebbe chiamato a pagare direttamente.
Se possano o meno ravvisarsi responsabilita' da parte dell'amministratore, costituirebbe oggetto di una eventuale, ulteriore valutazione specifica: la quale dovrebbe rilevare come questi abbia disatteso le indicazioni assembleari, o abbia totalmente omesso di indirizzare il condominio su tale argomento, ma non e' lui il responsabile delle mancate decisioni dell'assemblea condominiale.
Fate venire un tecnico che rilasci la dichiarazione di conformita' (inviate una raccomandata A/R imponendo all'amministratore di mettere all'ordine del giorno della successiva assemblea il mandato alla nomina di un tecnico), eseguendo gli eventuali lavori necessari ad ottenerla: inviatela poi in copia alla Camera di Commercio.
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