Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 settembre 2001
Ho insistito affinche' la Corte di Strasburgo mi dichiarasse la ricevibilita' del mio ricorso (fatto prima dell'entrata in vigore della legge Italiana) in quanto mi sono espresso nel proseguire la mia azione in quanto non esistevano Convenzioni affinche' si trasferisse il mio ricorso d'ufficio da una Corte Nazionale di Francia a quella Italiana. Ora mi e' arrivata la risposta che qui vi riporto integralmente il suo contenuto e chiedo a Voi cortesemente un vostro aiuto su come mi devo comportare, ecco il contenuto:
Spettabile parte ricorrente riscontro la Sua lettera spedita il 23 giugno 2001. La Sua lettera e' stata acquisita agli atti.
Prendo atto del fatto che la parte ricorrente non intende adire la Corte di Appello.
Le segnalo che la Corte Europea si pronuncera' prevedibilmente a settembre c.a., in ricorsi simili al Suo, sulla necessita' per i ricorrenti che avevano gia' introdotto un ricorso presso la Corte europea di adire la Corte di Appello.
Consultando il sito Internet potra' conoscere le decisioni della Corte in casi simili al Suo e quindi valutare nuovamente l'opportunita' di adire la Corte di Appello. Attiro inoltre l'attenzione della parte ricorrente sul fatto che, visto il numero di ricorsi attualmente pendenti davanti alla Corte europea, e' molto probabile che non possa esserci una decisione per il Suo ricorso entro la scadenza del termine di sei mesi previsto dall'articolo 6 della legge n°89 del 24 marzo 2001.
Spetta alla parte ricorrente valutare le azioni da intraprendere a livello nazionale per evitare la possibile scadenza del suddetto termine anche in relazione all'eventualita' che la procedura di fronte alla Corte europea dia luogo ad una decisione d'irricevibilita'.
Questa e' la lettera che ho ricevuto cosa mi consigliate di fare?
Spettabile parte ricorrente riscontro la Sua lettera spedita il 23 giugno 2001. La Sua lettera e' stata acquisita agli atti.
Prendo atto del fatto che la parte ricorrente non intende adire la Corte di Appello.
Le segnalo che la Corte Europea si pronuncera' prevedibilmente a settembre c.a., in ricorsi simili al Suo, sulla necessita' per i ricorrenti che avevano gia' introdotto un ricorso presso la Corte europea di adire la Corte di Appello.
Consultando il sito Internet potra' conoscere le decisioni della Corte in casi simili al Suo e quindi valutare nuovamente l'opportunita' di adire la Corte di Appello. Attiro inoltre l'attenzione della parte ricorrente sul fatto che, visto il numero di ricorsi attualmente pendenti davanti alla Corte europea, e' molto probabile che non possa esserci una decisione per il Suo ricorso entro la scadenza del termine di sei mesi previsto dall'articolo 6 della legge n°89 del 24 marzo 2001.
Spetta alla parte ricorrente valutare le azioni da intraprendere a livello nazionale per evitare la possibile scadenza del suddetto termine anche in relazione all'eventualita' che la procedura di fronte alla Corte europea dia luogo ad una decisione d'irricevibilita'.
Questa e' la lettera che ho ricevuto cosa mi consigliate di fare?
Risposta ADUC
L'intenzione pare chiara. La Corte e' ingolfata ed ha trovato il modo per liberarsi di qualche ricorso di troppo.
Visto che il ricorso aveva la finalita' di agevolare le persone, cercare di ottenere la riconoscibilita' del diritto a muoversi davanti alla Corte diventa piu' complicato che esperire prima un ulteriore tentativo davanti alla Corte d'Appello: e' infatti vero che c'e' il rischio di superare il termine di 6 mesi, perdendo la possibilita' di appello.
Non si tratta tanto di una questione di normativa, quanto di opportunita': la Corte puo' rifiutarsi secondo quanto sopra indicato e lo fa perche' e' oberata (in quanto il tipo di procedimento non e' realmente preventivo, bensi' -secondo le indicazioni della norma- comunque alternativo). Pertanto, ci pare opportuno rivolgersi in Corte d'Appello, in prima istanza.
Visto che il ricorso aveva la finalita' di agevolare le persone, cercare di ottenere la riconoscibilita' del diritto a muoversi davanti alla Corte diventa piu' complicato che esperire prima un ulteriore tentativo davanti alla Corte d'Appello: e' infatti vero che c'e' il rischio di superare il termine di 6 mesi, perdendo la possibilita' di appello.
Non si tratta tanto di una questione di normativa, quanto di opportunita': la Corte puo' rifiutarsi secondo quanto sopra indicato e lo fa perche' e' oberata (in quanto il tipo di procedimento non e' realmente preventivo, bensi' -secondo le indicazioni della norma- comunque alternativo). Pertanto, ci pare opportuno rivolgersi in Corte d'Appello, in prima istanza.
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