Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 settembre 2001
Gentilissimi,
Con l'intento di contenere la spesa sanitaria nella Regione Puglia, il Consiglio ha adottato una serie di provvedimenti e varie strategie. Per quanto riguarda i laboratori di analisi (diagnostica) convenzionati, e' stato stabilito un "tetto", calcolato ad personam, oltre il quale le eventuali prestazioni effettuate, non vengono pagate. Trascuro gli aspetti legati ai danni economici che debbo subire e pur comprendendo che la Regione ha necessita' di realizzare risparmi, mi chiedo se e' lecito che questi vengano realizzati servendosi di uno studio professionale come mezzo. Essendo obbligato ad indirizzare, una volta raggiunto il tetto imposto, i richiedenti alle ASL piu' vicine, subisco un danno di immagine notevole. Alla fine dell'anno, quando potro' ricominciare ad accettare le richieste, mi trovero' a dover riformare la mia clientela. E' questo il punto: la clientela e' il patrimonio che il Professionista si costituisce nell'arco della carriera, aumentarla e proteggerla fa parte
della genetica professionale. E' come se si ordinasse, dovendo limitare la
produzione di sugo di pomodoro, alle piante di non maturare piu' di tre
frutti a testa!
Puo' questo aspetto essere motivo di un ricorso? ed a chi?
Con l'intento di contenere la spesa sanitaria nella Regione Puglia, il Consiglio ha adottato una serie di provvedimenti e varie strategie. Per quanto riguarda i laboratori di analisi (diagnostica) convenzionati, e' stato stabilito un "tetto", calcolato ad personam, oltre il quale le eventuali prestazioni effettuate, non vengono pagate. Trascuro gli aspetti legati ai danni economici che debbo subire e pur comprendendo che la Regione ha necessita' di realizzare risparmi, mi chiedo se e' lecito che questi vengano realizzati servendosi di uno studio professionale come mezzo. Essendo obbligato ad indirizzare, una volta raggiunto il tetto imposto, i richiedenti alle ASL piu' vicine, subisco un danno di immagine notevole. Alla fine dell'anno, quando potro' ricominciare ad accettare le richieste, mi trovero' a dover riformare la mia clientela. E' questo il punto: la clientela e' il patrimonio che il Professionista si costituisce nell'arco della carriera, aumentarla e proteggerla fa parte
della genetica professionale. E' come se si ordinasse, dovendo limitare la
produzione di sugo di pomodoro, alle piante di non maturare piu' di tre
frutti a testa!
Puo' questo aspetto essere motivo di un ricorso? ed a chi?
Risposta ADUC
Comprendiamo il suo ragionamento, ma in primo luogo l'avvisiamo che non ci occupiamo di questioni di lavoro, dunque non siamo particolarmente competenti.
In secondo luogo, occorre rilevare che il suo lavoro e' di gestire un laboratorio di analisi. Gli appalti derivanti dalla Asl sono un aspetto del lavoro, ma lei non e' ne' vincolato ad avere un unico mandante -potendo accettare tutti i clienti anche non convenzionati- ne' puo' ritenere che le limitazioni che la Asl impone riguardo al proprio budget possano costituire un danno nei suoi confronti. Dalle scelte di un suo cliente (chiamiamolo cosi') potranno derivarle delle minori entrate, ma e' anche vero che e' il cliente che le procura introiti.
In secondo luogo, occorre rilevare che il suo lavoro e' di gestire un laboratorio di analisi. Gli appalti derivanti dalla Asl sono un aspetto del lavoro, ma lei non e' ne' vincolato ad avere un unico mandante -potendo accettare tutti i clienti anche non convenzionati- ne' puo' ritenere che le limitazioni che la Asl impone riguardo al proprio budget possano costituire un danno nei suoi confronti. Dalle scelte di un suo cliente (chiamiamolo cosi') potranno derivarle delle minori entrate, ma e' anche vero che e' il cliente che le procura introiti.
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