Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 settembre 2001
Domanda 5 settembre 2001
Oggetto: segnalazione disagi e disservizi nelle nuove ferrovie dello stato
Spet.le direzione,
il sottoscritto, vi scrive in nome di mio fratello, mia cognata e mia madre, vittime di un disservizio ed un disagio ottenuto dalle nuove ferrovie dello stato.
In allegato troverete dettagliatamente quanto accaduto presso la stazione ferroviaria di Termoli (CB) il 26 agosto 2001.
Scrivo questa lettera, anche voi, perche' sono rimasto letteralmente meravigliato da quanto accaduto.
Credevamo che realmente qualcosa fosse cambiato, ma visto l'accaduto dobbiamo ricrederci.
Vista la pubblicita' in TV di un cambiamento delle ferrovie italiane, ritengo necessario far sapere che, purtroppo ci sono ancora tante cose da modificare, a cominciare dalle selezioni del personale che deve stare in contatto con la clientela. Proprio a proposito, mi domando con quale criterio sia stato scelto il Signore con il quale ho avuto un contatto quella sera.
Ricordo che almeno 20 anni fa la mia famiglia usava molto il treno come mezzo di trasferimento tra il nord e il sud, a mio rammarico devo far notare che le condizioni di viaggio (mi riferisco soprattutto al numero di passeggeri per carrozza), non sono cambiate.
V'invito a leggere l'accaduto nell'allegato alla presente fino in fondo, riflettere e detrarne le conclusioni.
Spero che quel Signore non me ne voglia troppo male, ma spero che la presente possa essere utile ad evitare che tali atteggiamenti non si ripetano in futuro.
Se pensate che l'episodio possa essere troppo lieve perche' meriti un po' d'attenzione, vogliatemi scusare per il disturbo.
Nel contempo si coglie occasione per inviare cordiali saluti.
Premetto che i miei familiari (mio fratello, mia cognata e mia madre) erano in possesso di un biglietto chilometrico regolarmente pagato e vidimato presso l'apposita macchinetta situata sulla stazione in questione. Oltre al biglietto si era in possesso di una regolare prenotazione (pagata anche questa) per il viaggio Termoli-Torino e che quanto citato in questa lettera puo' essere documentato, oltre che da documenti cartacei (i biglietti) anche da testimonianze di presenti al momento dell'accaduto.
Le cose sono andate cosi':
Stazione ferroviaria di Termoli (CB), ore 22 e 05 circa del 26 agosto 2001, viene annunciato l'arrivo del treno Lecce-Torino. Stazione stracolma di persone nell'attesa del treno in questione, arrivato sul terzo binario e, nel suo arrivo si nota da subito il fatto che era strapieno di gente, persone affacciate dal finestrino e corridoi strapieni, gente pressata sulle porte d'uscita. Non si poteva guardare, sembravano "bestie" da portare al macello o quei treni che si vedono nei documentari di guerra ai tempi delle trasportazioni degli ebrei nei lager.
Fermato il treno, attendiamo i pochi che dovevano scendere e tentiamo l'impossibile, entrare a far parte di quelle "bestie" che stavano viaggiando su quel treno. Tra spintoni e brutte parole le due donne in questione riescono a salire e l'ultimo anche, ma solo dopo ripetute battute con le persone pressate verso l'uscita.
Visto l'accaduto, e nel frattempo che i miei parenti riescono a salire, mi reco verso l'unico e "attivissimo" controllore in vista in quel momento, con il quale si crea il seguente dialogo:
Io - "Buonasera, mi scusi, abbiamo i posti prenotati ma non riusciamo nemmeno a salire, figur...."-
Vengo interrotto dal suo intervento educato, gentile e rassicurante, degno di una societa' che in pubblicita' annuncia un suo cambiamento in meglio.
Il controllore - " E che ti devo fare io" - si volta e per andarsene
Io - "Mi scusi, ma a chi mi devo rivolgere visto che..- vengo interrotto nuovamente "educatamente" e con voce sempre piu' pesante dal SIGNORE che in quel momento rappresentava per me la Ferrovia dello Stato.
Il controllore - "Ma che ti devo fare io? Dimmi, ma che ti devo fare io?" -
Io - "Mi scusi, ma con chi devo parlare, se non con lei, noi abbiamo i posti prenotati e quindi paga...."
Educazione alle stelle, vengo interrotto nuovamente.
Il controllore - " Vedi se riesci a entra' e senno' che ti devo fare io? Mica posso cacciare la gente o non farla salire.."-
Io - " Mi scusi, posso avere il suo nome?-
Il controllore - "Ma che ti devo dire il mio nome, che ci devi fare del mio nome, me' cammina, sali se devi salire, che ci devi fare"- Il tutto con toni molto aspri e decisamente compromettenti anche negli atteggiamenti
Io -" Io vorrei il suo nome per sapere con chi ho parlato questa sera e nel caso di reclamo, posso dire di aver parlato con....."- Ancora interrotto.
Il controllore - "Io non devo fare nessun nome, sali se devi salire e non e' con me che devi protestare, non devi reclamare con me hai capito? Dimmi che ti devo fare, dimmi, sali se devi salire"- con toni sempre piu' escandescenti
Io -"Allora, mi devo ricordare bene il suo volto, cosi' se un giorno un giudice mi chiamera' a riconoscerla, saro' in grado di farlo, non si preoccupi che il reclamo lo faro' e non solo per il disagio che ho avuto, ma anche per il suo esemplare comportamento"-
Il controllore - "Fammi una foto se vuoi. Hai una macchinetta? Hai una macchinetta fotografica per caso? Fammi una foto. Dai che sorrido, cosi' esco bene in foto. Ora spostati che il treno devo partire."- Decisamente provocante nei suoi atteggiamenti, ho deciso di spostarmi e andare verso i miei parenti che tentavano di salire per evitare il peggio. Nel frattempo ho sentito ancora due volte la domanda se avessi avuto con me una macchina fotografica.
Nel frattempo che spingevamo su l'ultimo dei tre che dovevano partire (mio fratello), si notava che dai finestrini, altri passeggeri lamentavano altri problemi verso il controllore, che, ignaro di queste segnalazioni attendeva il segnale di via, continuando a guardarmi con aria di superiorita'.
Avuto un battibecco anche con mio padre, molto simile al mio il tipo conclude dicendo:
Il controllore - "Non e' con me che dovete prendervela, io che vi devo fare, che vi devo fare, me buonanotte"-
Sale sul treno e da' l'ok al macchinista, e il treno riparte.
La mattina seguente, telefono a mio fratello per sapere come era andato il viaggio e se erano arrivati. Tra le altre cose, mio fratello, mi riferisce che a causa dei numerosi passeggeri a bordo del treno, lui non ha usufruito della prenotazione "pagata", e se cio' non bastasse il controllore, con aria vendicativa, ha individuato i miei parenti (le due donne che erano riuscite ad arrivare ai posti prenotati). Gli chiede i biglietti e in un controllo superficiale non nota la vidimazione degli stessi (posta sul retro come dichiarato sullo stesso "spazio riservato per la vidimazione per viaggi superiori ai 200 km).
Orgoglioso e fiero del fatto dichiara - "I biglietti dovevano essere timbrati prima di partire, ora siete in multa, cosi' i miei dati li trova sopra la multa il vostro parente, visto che ci teneva tanto a conoscermi, li leggera' sopra il verbale che vi faccio"- Il tutto sempre con aria fiera e soddisfatto della "vendetta".
Purtroppo per lui, dopo ripetute insistenze di verifica, ha dovuto constatare che i biglietti erano stati vidimati (da me in persona), era scritto molto chiaro, con poco inchiostro (evidentemente, la macchinetta, era da tempo che non riceveva manutenzione e quindi aveva poco inchiostro), ma era stato vidimato. Il tipo (il controllore), non ammettendo l'errore accaduto, conclude prima di andarsene con una frase del tipo "Be' per questa volta..." (come se gli avesse fatto un favore).
A questo punto vi lascio alle vostre riflessioni, se questa vicenda merita un minimo di attenzione.
Le mie domande, del tutto personali, sono queste: e' possibile che un'azienda che promette o dichiara di portare avanti dei cambiamenti, non pensi a verificare, per prima cosa, l'operato dei suoi dipendenti che sono a contatto della clientela? Sono loro che creano l'immagine di un'azienda. Non credete che siano proprio queste le persone che devono dare esempio di cambiamento? Invito a chi gestisce il personale nelle ferrovie a fare delle verifiche, perche' credo che, questi personaggi, educati, volenterosi e soprattutto con una gran capacita' di comunicare con la propria clientela rovinino quella che e' l'immagine di un'azienda che sta facendo molti sforzi per il proprio cambiamento e che in un attimo viene screditata (e non solo da me). E' possibile che nel 2001 le persone debbano viaggiare ancora come bestie? Soprattutto dopo che si e' pagato un servizio di prenotazione?
Penso anche che, se tutte le persone che avrebbero disagi in circostanze simili, portassero alla luce i fatti, tante cose potrebbero cambiare veramente. Questo e' il motivo di questa mia, la speranza in vero cambiamento.
Cordialmente.

Risposta ADUC
Chi e' preposto al pubblico deve comportarsi nel modo migliore, e' tuttavia vero che il controllore non poteva materialmente fare niente se non indirizzarla verso l'indirizzo cui fare reclamo.
Cio' che poteva fare -e si spera lo abbia fatto, anche in assenza di diretti risultati positivi nei vostri confronti- era di comunicare al Dipartimento la situazione del treno, chiedendo ulteriori vagoni da aggiungere alla stazione piu' vicina, o (se indisponibili) per i percorsi successivi sulla medesima linea.
Pertanto, pur se non potendo fare direttamente niente per lei o per gli altri, poteva farlo indirettamente. Il fatto che vi abbia risposto come ha fatto, lascerebbe presupporre che abbia mancato in questo senso, poiche' in caso contrario ci pare strano -visto il suo nervosismo, in parte anche comprensibile- che non si sia affrettato a darle tali informazioni.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →