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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 settembre 2001
Domanda 5 settembre 2001
Roma, 05/09/01.
Questa storia e' iniziata il 29 luglio u. S., quando mi e' stata recapitata la fattura dell'energia elettrica. Insieme alla fattura (ho la domiciliazione), c'era nel plico una garbata lettera in cui si informava che la fornitura del servizio, fino allora gestito dall'Enel, passava all'Acea. Ma la vera sorpresa consisteva nella cifra da pagare per la suddetta fattura: € 1.955,30, che per chi non ha ancora familiarita' con gli euri va tradotto in Lit.3.786.008. Si puo' immaginare il mio stupore dal momento che le fatture precedenti oscillavano fra le 240.000 e le 260.000 lire. Era pur vero che veniva segnalata la lettura del contatore, effettuata a meta' luglio, e che la precedente era stata fatta soltanto tre anni e mezzo prima (!), ma io stesso controllavo di tanto in tanto il contatore ed il consumo realmente effettuato, era abbastanza vicino a quello presunto dalle fatture precedenti.
Verificai immediatamente il contatore e con mio enorme sollievo ebbi la prova che la lettura riportata nella fattura era completamente sbagliata. Chiamai quindi il numero verde segnalato dall'Acea, raccontando l'accaduto all'operatore, che per risolvere il problema mi ipotizzo' due soluzioni:
A. - Recarmi presso la mia banca per sospendere il mandato di pagamento dell'utenza (domiciliazione), ed attendere poi la nuova bolletta che sarebbe stata emessa in funzione del reale consumo con relativo bollettino di conto corrente da pagare alla Posta; salvo poi ripristinare ad operazione avvenuta, la domiciliazione bancaria nei confronti della societa' fornitrice dell'energia.
B. - Lasciare che l'ammontare della fattura errata venisse lo stesso addebitato sul mio conto (scadeva il 13 agosto u. S.), per avere contestualmente l'accredito della differenza rispetto al reale consumo, che era di circa 3.500.000 lire.
Scelsi la seconda ipotesi, convinto che fosse la piu' lineare e comoda per entrambi.
Successivamente mi arrivo' una nuova fattura, nella quale si teneva conto del reale consumo rilevato e quindi del rimborso della cifra che sarebbe stata incassata indebitamente il 13 agosto, che ammontava a circa tre milioni e mezzo di lire, ma che sarebbe ahime' avvenuto soltanto il 22 d'agosto, cioe' con nove giorni di ritardo.
Inutile raccontare che il 22 d'agosto sul mio conto in banca non era arrivato alcunche' e neanche nei giorni successivi, tanto che provai a richiamare l'operatore dell'Acea che aveva seguito la mia pratica. L'operatore si scuso' affermando che:
* a) - l'accredito tardava perche' l'Acea e' una grande Societa' e quindi aveva dei grandi tempi di reazione o di organizzazione.
* b) - l'accredito avrebbe comunque valuta dalla data indicata (22 agosto), anche se effettuato in tempi successivi.
* c) - forse avrei dovuto precisare meglio le mie coordinate bancarie (!).
* d) - avrei dovuto continuare a telefonare per sollecitare la conclusione della vicenda.
Ritengo che tutta la vicenda sia semplicemente vergognosa, dato che per un errore del Fornitore debba subirne i disagi il Cliente, che nel caso specifico, ove dimenticasse di pagare una bolletta, si vedrebbe immediatamente accollato l'interesse di mora, fino al distacco dell'utenza.
Tra l'altro attualmente io non posso disporre dei miei soldi e se avessi contato sulla comunicazione dell'Acea, firmando un assegno in data 22 agosto, sarei gia' stato denunciato per emissione di assegni a vuoto, con tutto quello che ne sarebbe seguito.
Purtroppo tale situazione e' determinata dal regime monopolistico nel quale viviamo, in cui il Cliente non ha possibilita' di scelta del Fornitore, e dalla scarsa sensibilita' delle Leggi nella tutela del cittadino in Italia, per il quale sono previsti invece tanti Doveri e pochissimi Diritti.

Risposta ADUC
Concordiamo con lei circa la scelta tra le due opzioni prospettare e rileviamo comunque una certa funzionalita' dell'azienda che ha preso atto dell'errore, addirittura senza che lei contestasse per raccomandata A/R.
Suggeriamo di inviare una raccomandata A/R intimando di provvedere all'accredito entro 15 gg dal ricevimento della raccomandata medesima, accludendo in detto accredito gli interessi legali sinora percepibili sulle somme, con l'avviso che in difetto adira' le vie legali, considerandoli inadempienti e chiedendo il rimborso delle ulteriori somme dovutele.
Potra' poi rivolgersi al giudice di pace.
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