Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 settembre 2001
Un mio parente è affetto da ipertrofia prostatica benigna che viene curata anche con un farmaco a base di serenoa repens , una pianta il cui principio attivo si è rilevato particolarmente efficace in base a numerosi quanto autorevoli studi clinici .
Il farmaco in questione, prescritto dall'urologo curante , si chiama PERMIXON e nella confezione da 16 compresse di 360 mg ciascuna costa £.35.000.
Prezzo particolarmente elevato rispetto a quello di altro farmaco dalle medesime caratteristiche , il PROSTAREN , il cui costo è la metà; particolare questo di non trascurabile importanza atteso che il farmaci predetti sono a totale carico del paziente, e la cura è particolarmente lunga (dai sei ai dodici mesi!!).
In base ad informazioni che potrete assumere dai Vs. consulenti forse potrete rispondere a questi quesiti:
- c'è forse una qualche differenza "occulta" tra i due farmaci che deve ragionevolmente far preferire quello più costoso?
- c'è forse un particolare interesse economico da parte di medici ed informatori scientifici a far prescrivere il farmaco più costoso a discapito del paziente?
Certo di fare cosa utile e gradita ai numerosi italiani affetti da questa diffusissima patologia , porgo distinti ossequi.
Il farmaco in questione, prescritto dall'urologo curante , si chiama PERMIXON e nella confezione da 16 compresse di 360 mg ciascuna costa £.35.000.
Prezzo particolarmente elevato rispetto a quello di altro farmaco dalle medesime caratteristiche , il PROSTAREN , il cui costo è la metà; particolare questo di non trascurabile importanza atteso che il farmaci predetti sono a totale carico del paziente, e la cura è particolarmente lunga (dai sei ai dodici mesi!!).
In base ad informazioni che potrete assumere dai Vs. consulenti forse potrete rispondere a questi quesiti:
- c'è forse una qualche differenza "occulta" tra i due farmaci che deve ragionevolmente far preferire quello più costoso?
- c'è forse un particolare interesse economico da parte di medici ed informatori scientifici a far prescrivere il farmaco più costoso a discapito del paziente?
Certo di fare cosa utile e gradita ai numerosi italiani affetti da questa diffusissima patologia , porgo distinti ossequi.
Risposta ADUC
Puo' esserci anche una differenza nelle combinazioni dei principi attivi tra i due farmaci, ma noi, non essendo chimici, non sapremmo indicarle i possibili ed eventuali rischi di una combinazione in luogo di un'altra. Quello che e' certo, e' che se ci fosse qualcosa di appurato, il farmaco eventualmente rischioso non sarebbe in commercio: ma come avra' visto, non c'e' in realta' modo di essere mai certi che quanto risultante dagli esperimenti corrisponda al vero, in quanto le verifiche sono effettuate su animali e poi a campione, con la possibilita' piuttosto elevata che certe tipologie di persone maggiormente predisposte a specifici fenomeni risultino escluse.
E' piu' probabile che il medico ritenga funzionante un farmaco perche' ne conosce gli effetti, mentre sull'altro forse non ha avuto riscontri (comportamento che ci parrebbe serio). Oppure, potrebbe avere degli interessi suoi personali. Che ci siano interessi economici nella somministrazione di un farmaco piuttosto che un altro, e' indubbio, ed anche la cronaca di questi giorni sta nuovamente evidenziando questo collegamento.
Essendo un problema non di nostra stretta competenza, consigliamo per maggiori informazioni di rivolgersi alla Associazione Diritti del Malato, 0554277727, Lun/mer/ven orario 10, 30/11, 30
E' piu' probabile che il medico ritenga funzionante un farmaco perche' ne conosce gli effetti, mentre sull'altro forse non ha avuto riscontri (comportamento che ci parrebbe serio). Oppure, potrebbe avere degli interessi suoi personali. Che ci siano interessi economici nella somministrazione di un farmaco piuttosto che un altro, e' indubbio, ed anche la cronaca di questi giorni sta nuovamente evidenziando questo collegamento.
Essendo un problema non di nostra stretta competenza, consigliamo per maggiori informazioni di rivolgersi alla Associazione Diritti del Malato, 0554277727, Lun/mer/ven orario 10, 30/11, 30
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