Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 agosto 2001
Domanda 31 agosto 2001
Ho portato per la seconda volta nella medesima tintoria un capo per essere lavato, al ritiro il tintore mi dice che pur avendo seguito le istruzioni di lavaggio il capo si e' rovinato per cui mi chiede il nome del negoziante al quale rivolgersi per avere a sua volta un indennizzo dato che la responsabilita' dice non essere sua ma della casa produttrice. Il negoziante essendo una grossa catena e il capo firmato, risponde con un buono acquisto di circa Lit.300.000(pari circa alla meta' del valore), senza pero' restituire il capo rovinato. E' corretto che io non rientri piu' in possesso del mio capo e che il tintore non contribuisca al risarcimento essendo la seconda volta che lavava il capo e che la prima lo aveva restituito indenne?

Risposta ADUC
O agisce sul venditore o sulla lavanderia: e comunque, ha pieno e totale diritto a riavere il suo capo (non lo ha venduto ne' ceduto a nessun titolo alla lavanderia e questa non lo puo' trattenere).
Forse, se ottiene la restituzione del capo ed il buono, si puo' accontentare: non conosciamo il valore del capo ma non otterrebbe il rimborso a nuovo, dunque presupporremmo che l'offerta sia accettabile nello stato in cui le viene proposta.
Altrimenti, se e' possibile ottenere una perizia che provi la colpa della lavanderia, puo' pretendere da questi direttamente il rimborso del danno.
Ma le conviene? Spendere in una perizia per ottenere una cifra che e' gia' sua? Non puo' fare il cumulo: la responsabilita' e' una sola. Eventualmente, potrebbe tentare di ottenere -dal responsabile- una cifra maggiore, ma viste le spese e vista l'impossibilita' di ottenere il valore a nuovo, non ci pare il caso: pretenda invece il capo indietro e si rivolga al giudice di pace se necessario.
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