Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 agosto 2001
Buonasera, vi ringrazio anticipatamente per la costrese risposta che darete al mio quesito.
Sono una studentessa fuori sede iscritta all' universita' per gli studi di Siena. Nonstante la Regione abbia approvato la normativa relativa agli affitti di abitazioni per gli studenti, il 98% delle case viene affittato al nero, con prezzi che variano dalle 500.000 alle 700.000 lire per posto letto in case a dir poco fatiscenti. Questa situazione e' protetta da una specie di " mafia", di cui tutta Siena, dalla Guardia di finanza al Sindaco, e' a conoscenza e da cui tratta rilevanti profitti. Le borse di studio vengono assegnate in gran parte a figi di evasori fiscali. Denunciare questa situazione e' praticamente impossibile. vi chiedo di coonsigliarmi cortesemente sul da farsi, anche se oramai ho praticamente perso le speranze di trovare una sistemazione dignitosa ad un prezzo " terrestre".
Sono una studentessa fuori sede iscritta all' universita' per gli studi di Siena. Nonstante la Regione abbia approvato la normativa relativa agli affitti di abitazioni per gli studenti, il 98% delle case viene affittato al nero, con prezzi che variano dalle 500.000 alle 700.000 lire per posto letto in case a dir poco fatiscenti. Questa situazione e' protetta da una specie di " mafia", di cui tutta Siena, dalla Guardia di finanza al Sindaco, e' a conoscenza e da cui tratta rilevanti profitti. Le borse di studio vengono assegnate in gran parte a figi di evasori fiscali. Denunciare questa situazione e' praticamente impossibile. vi chiedo di coonsigliarmi cortesemente sul da farsi, anche se oramai ho praticamente perso le speranze di trovare una sistemazione dignitosa ad un prezzo " terrestre".
Risposta ADUC
Non e' questione di Siena, e' cosi' in tutte le citta' universitarie.
Tuttavia, chi accetta un affitto in nero e' complice, e conseguentemente non c'e' titolo per contestare. Ne' c'e' l'obbligo di accettare condizioni non gradite.
La sua prospettiva e' infatti sbagliata: non c'e' il diritto ad avere un appartamento in affitto per forza. Lei deve considerare gli appartamenti in affitto a nero come fuori dal mercato, in quanto dette persone non sono disposte ad affittare ai prezzi previsti dagli accordi, ma solo a cifre superiori, e la loro scelta, se non ottengono i prezzi voluti, e' di non affittare e non invece di affittare forzosamente ed obbligatoriamente al prezzo voluto da altri.
Ovviamente, il fatto che gli appartamenti siano fuori del mercato dell'affitto e' sicuramente legato al fatto che "fuori" c'e' il modo di trovare da guadagnare di piu'.
Il punto non e' pero' di obbligare i proprietari ad affittare al prezzo voluto dagli inquilini, bensi' quello di invogliare chi e' realmente interessato ad affittare ad abbassare i prezzi: e questo e' possibile solo se gli studenti rifiutano altri tipi di proposte "informali". Sicuramente ci sarebbe molto meno posto (e dunque salirebbero i prezzi di base), poiche' l'offerta sarebbe enormemente minore, ma a fronte di un severo e reale controllo sugli affitti, forse rimarrebbero -e guadagnerebbero di piu'- solo quei pochi disposti all'inizio a guadagnare meno, sparendo coloro che sono disposti all'offerta solo potendo ottimizzare il risultato.
Oppure, l'alternativa per una riduzione dei prezzi sarebbe ancora piu' offerta (anche a nero) e dunque maggiore concorrenza e prezzi piu' bassi: per raggiungere la maggiore offerta occorre che i prezzi (che poi dopo diminuiranno) aumentino cosi' tanto da invogliare sempre piu' persone ad affittare.
In poche parole, non c'e' niente che lei o noi possiamo fare: spetta al mercato regolarsi -tra sbalzi- verso la media, oppure dovranno esserci piu' controlli.
Tuttavia, chi accetta un affitto in nero e' complice, e conseguentemente non c'e' titolo per contestare. Ne' c'e' l'obbligo di accettare condizioni non gradite.
La sua prospettiva e' infatti sbagliata: non c'e' il diritto ad avere un appartamento in affitto per forza. Lei deve considerare gli appartamenti in affitto a nero come fuori dal mercato, in quanto dette persone non sono disposte ad affittare ai prezzi previsti dagli accordi, ma solo a cifre superiori, e la loro scelta, se non ottengono i prezzi voluti, e' di non affittare e non invece di affittare forzosamente ed obbligatoriamente al prezzo voluto da altri.
Ovviamente, il fatto che gli appartamenti siano fuori del mercato dell'affitto e' sicuramente legato al fatto che "fuori" c'e' il modo di trovare da guadagnare di piu'.
Il punto non e' pero' di obbligare i proprietari ad affittare al prezzo voluto dagli inquilini, bensi' quello di invogliare chi e' realmente interessato ad affittare ad abbassare i prezzi: e questo e' possibile solo se gli studenti rifiutano altri tipi di proposte "informali". Sicuramente ci sarebbe molto meno posto (e dunque salirebbero i prezzi di base), poiche' l'offerta sarebbe enormemente minore, ma a fronte di un severo e reale controllo sugli affitti, forse rimarrebbero -e guadagnerebbero di piu'- solo quei pochi disposti all'inizio a guadagnare meno, sparendo coloro che sono disposti all'offerta solo potendo ottimizzare il risultato.
Oppure, l'alternativa per una riduzione dei prezzi sarebbe ancora piu' offerta (anche a nero) e dunque maggiore concorrenza e prezzi piu' bassi: per raggiungere la maggiore offerta occorre che i prezzi (che poi dopo diminuiranno) aumentino cosi' tanto da invogliare sempre piu' persone ad affittare.
In poche parole, non c'e' niente che lei o noi possiamo fare: spetta al mercato regolarsi -tra sbalzi- verso la media, oppure dovranno esserci piu' controlli.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti