Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 agosto 2001
Subject: potete aiutarmi?
Gentili Signori,
sono incorso in una disavventura tanto banale quanto frustrante con la TIM, al cui riguardo vorrei avere, se possibile, un Vs consiglio in merito alle eventuali azioni da compiere per evitare il concretizzarsi di una palese ingiustizia. Per descrivere il fatto Vi trascrivo pari pari, qui di seguito, il contenuto del fax che intanto ho gia' inviato alla stessa TIM via pc, al quale pero' - a detta degli stessi operatori del 119 - potrei non avere risposta quantomeno nel breve - medio periodo.
Gentili Signori,
sono incorso in una disavventura tanto banale quanto frustrante con la TIM, al cui riguardo vorrei avere, se possibile, un Vs consiglio in merito alle eventuali azioni da compiere per evitare il concretizzarsi di una palese ingiustizia. Per descrivere il fatto Vi trascrivo pari pari, qui di seguito, il contenuto del fax che intanto ho gia' inviato alla stessa TIM via pc, al quale pero' - a detta degli stessi operatori del 119 - potrei non avere risposta quantomeno nel breve - medio periodo.
Risposta ADUC
Gentili Signori,
desidero sapere se esista, tra le procedure per la gestione del servizio di telefonia mobile previste da codesta Societa', il modo di risolvere il caso che mi e' capitato, che riferisco di seguito.
Oggi, 17 agosto 2001, alle ore 17.14, ho utilizzato uno sportello bancomat per ricaricare il credito residuo del mio cellulare. Probabilmente perche' frastornato da altri avvenimenti, ho digitato come codice del destinatario dell'operazione un codice avente, si, il numero del mio cellulare (7329881) , ma con il prefisso del cellulare di mio figlio (333) in luogo del mio (338) . Non avendo conferma (ovviamente) dell'avvenuta ricarica, ho verificato lo scontrino rilasciato dallo sportello e ho scoperto l'errore. Mi sono pertanto rivolto al 119 per tentare di recuperare la situazione, ma mi e' stato risposto che l'unica possibilita' in simili casi consiste nel contattare il fortuito beneficiario del versamento e chiedergli di ricambiare il favore. Pur comprendendo in toto le motivazioni (privacy, dati sensibili, ecc.) , alla base del riserbo degli operatori del 119, del resto interlocutori di primo livello, mi pare francamente incredibile che la Societa' non abbia predisposto procedure che prevedano qualcosa di piu' di un'onesta azione del soggetto terzo: penso, per esempio, alla possibilita' di presentare, unitamente alla ricevuta dello sportello bancomat - che del resto certifica la titolarita' del conto da cui proviene il pagamento - una certificazione giurata, comportamento giuridicamente perseguibile in caso di mendacita', e che pertanto scoraggerebbe, per l'esiguita' del valore in discussione, comportamenti illeciti) . Le procedure appaiono SOPRATTUTTO carenti (e questo e' il punto fondamentale della presente, cui spero aver risposta) , laddove - come avviene nel mio caso - il numero destinatario dell'accredito sia costantemente "non raggiungibile" in quanto disdetto per un qualsiasi motivo. In tal caso, infatti, la Societa' di gestione incamera un versamento anticipato, a fronte del quale non eroga alcun servizio e che pertanto non ha ragione di essere incassato. Confido nella comprensione dei responsabili in ordine, quantomeno, alla possibilita' di avere un sollecito riscontro alla presente.
desidero sapere se esista, tra le procedure per la gestione del servizio di telefonia mobile previste da codesta Societa', il modo di risolvere il caso che mi e' capitato, che riferisco di seguito.
Oggi, 17 agosto 2001, alle ore 17.14, ho utilizzato uno sportello bancomat per ricaricare il credito residuo del mio cellulare. Probabilmente perche' frastornato da altri avvenimenti, ho digitato come codice del destinatario dell'operazione un codice avente, si, il numero del mio cellulare (7329881) , ma con il prefisso del cellulare di mio figlio (333) in luogo del mio (338) . Non avendo conferma (ovviamente) dell'avvenuta ricarica, ho verificato lo scontrino rilasciato dallo sportello e ho scoperto l'errore. Mi sono pertanto rivolto al 119 per tentare di recuperare la situazione, ma mi e' stato risposto che l'unica possibilita' in simili casi consiste nel contattare il fortuito beneficiario del versamento e chiedergli di ricambiare il favore. Pur comprendendo in toto le motivazioni (privacy, dati sensibili, ecc.) , alla base del riserbo degli operatori del 119, del resto interlocutori di primo livello, mi pare francamente incredibile che la Societa' non abbia predisposto procedure che prevedano qualcosa di piu' di un'onesta azione del soggetto terzo: penso, per esempio, alla possibilita' di presentare, unitamente alla ricevuta dello sportello bancomat - che del resto certifica la titolarita' del conto da cui proviene il pagamento - una certificazione giurata, comportamento giuridicamente perseguibile in caso di mendacita', e che pertanto scoraggerebbe, per l'esiguita' del valore in discussione, comportamenti illeciti) . Le procedure appaiono SOPRATTUTTO carenti (e questo e' il punto fondamentale della presente, cui spero aver risposta) , laddove - come avviene nel mio caso - il numero destinatario dell'accredito sia costantemente "non raggiungibile" in quanto disdetto per un qualsiasi motivo. In tal caso, infatti, la Societa' di gestione incamera un versamento anticipato, a fronte del quale non eroga alcun servizio e che pertanto non ha ragione di essere incassato. Confido nella comprensione dei responsabili in ordine, quantomeno, alla possibilita' di avere un sollecito riscontro alla presente.
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