Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 agosto 2001
Percepiamo dei buoni pasto mensili e li spendiamo in vari supermercati quali: despar, alvi, etc per l'acquisto di generi alimentari.
Da qualche mese i gestori dei suddetti trattengono su ciascun buono una percentuale. Cio' e' consentito dalla legge?
Da qualche mese i gestori dei suddetti trattengono su ciascun buono una percentuale. Cio' e' consentito dalla legge?
Risposta ADUC
Certamente e' consentito: lei non paga in contanti ma tramite dei titoli rappresentativi che comportano (a carico del negoziante) pagamenti tardivi e percentuali.
Pertanto, la detrazione appare plausibile, se non doverosa.
Inoltre, in merito ci saranno anche specifici accordi tra i supermercati e la societa' che gestisce i buoni. Per accertare l'effettivo stato di cose, se le interessa, occorre rivolgersi direttamente alla societa' o al proprio datore di lavoro (noi non ci occupiamo di diritto del lavoro) onde appurare per loro mezzo le condizioni contrattuali applicate al destinatario finale-negoziante. Si puo' inoltre aggiungere, a titolo d'informazione, che i buoni pasto posso essere utilizzati solo per fruire di un servizio ristorativo e non danno diritto al resto in denaro, qualora il valore della prestazione sia inferiore al valore nominale del buono. Nel caso la prestazione effettuata avesse un valore superiore il dipendente dovra' pagare la differenza in denaro. Inoltre i buoni pasto non possono essere convertiti in denaro, non possono dare diritto a ricevere prestazioni diverse da quelle previste dal contratto di ristorazione, non possono essere utilizzati da persone diverse dai dipendenti del cliente e non possono essere ceduti o commercializzati.
Consigliamo eventualmente la lettura di questa pagina, per avere alcuni riferimenti normativi: clicca qui
Pertanto, la detrazione appare plausibile, se non doverosa.
Inoltre, in merito ci saranno anche specifici accordi tra i supermercati e la societa' che gestisce i buoni. Per accertare l'effettivo stato di cose, se le interessa, occorre rivolgersi direttamente alla societa' o al proprio datore di lavoro (noi non ci occupiamo di diritto del lavoro) onde appurare per loro mezzo le condizioni contrattuali applicate al destinatario finale-negoziante. Si puo' inoltre aggiungere, a titolo d'informazione, che i buoni pasto posso essere utilizzati solo per fruire di un servizio ristorativo e non danno diritto al resto in denaro, qualora il valore della prestazione sia inferiore al valore nominale del buono. Nel caso la prestazione effettuata avesse un valore superiore il dipendente dovra' pagare la differenza in denaro. Inoltre i buoni pasto non possono essere convertiti in denaro, non possono dare diritto a ricevere prestazioni diverse da quelle previste dal contratto di ristorazione, non possono essere utilizzati da persone diverse dai dipendenti del cliente e non possono essere ceduti o commercializzati.
Consigliamo eventualmente la lettura di questa pagina, per avere alcuni riferimenti normativi: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti