Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 agosto 2001
Domanda 12 agosto 2001
Spettabile ADUC mi scuso in anticipo per la lunghezza del messaggio ma ho ritenuto utile descrivere nel dettaglio la vicenda che mi riguarda per consentirvi di fornirmi gentilmente un parere il piu' possibile preciso.
Nell'anno 1998 ho stipulato un contratto di utenza telefonica GSM con Omnitel.
Qualche mese dopo la decorrenza Ho optato per il pagamento delle bollette con carta di credito e i pagamenti sono proseguiti senza intoppi fino al maggio di quest'anno.
In tale periodo e' successo che a seguito della fusione della mia banca con altro istituto di credito il pagamento della bolletta del 16.4.01 per L. 265.000 e' saltato.
Senza alcun preavviso ne' telefonico ne' tantomeno scritto Omnitel in data 4.6.01 ha sospeso il mio servizio (e mai piu' riattivato). Tale procedura automatizzata ha suscitato il mio disappunto per la dimostrazione di mancanza di attenzione al cliente e per il danno che avrebbe potuto derivarmi dalla sospensione senza preavviso del servizio che da quattro anni pago regolarmente. Oltretutto il ritardo nel pagamento non era imputabile a mia negligenza ma come gia' detto si e' trattato di un disguido della mia banca. Sarebbe inoltre bastata una telefonata o un sms (peraltro largamente utilizzati per comunicazioni pubblicitarie) per allertarmi sul mancato pagamento e consentirmi di rimediare senza dover subire la sospensione del servizio.
Accertatami dell'inconveniente presso la mia banca ho subito provveduto al pagamento con bollettino postale e comunicato con fax al servizio clienti Omnitel l'avvenuto pagamento e la contestuale disdetta immediata del contratto in corso il cui servizio era peraltro a tale data gia' stato sospeso.
Dopo qualche giorno ho ricevuto dal servizio clienti una lettera (datata 15.6.01) che facendo riferimento a una mia presunta telefonata (da me mai effettuata) in data 6.6.01 - giorno successivo alla data del mio fax di disdetta. Tale lettera conteneva fra l'altro la frase.".Le ricordiamo che il nostro servizio clienti e' a sua disposizione per valutare insieme a lei le sue esigenze e trovare una nuova soluzione che la soddisfi pienamente..." che lasciava intendere in modo inequivocabile il recepimento della mia volonta' di non voler proseguire nel rapporto contrattuale in questione.
Qualche giorno dopo mi perviene una nuova fattura (emessa in data 17/06/01) che oltre alle consuete voci (traffico effettuato, concessioni governative, ecc.) prevede L. 200.000 a titolo di anticipo conversazioni.
Chiamo per chiarimenti il servizio clienti e mi si conferma che il mio fax di disdetta e' stato ricevuto ma non sara' considerato valido e che l'anticipo conversazioni e' dovuto perche' non ho piu' pagato con carta di credito.
Rinnovo pertanto la disdetta a mezzo raccomandata A/R in data 29.6.01 e contestualmente contesto l'addebito della voce "anticipo conversazioni" poiche' riferito a traffico presunto e futuro che (vuoi per la sospensione del servizio, che per la gia' manifestata volonta' di non proseguire nel contratto) non sara' mai effettuato.
In questa lettera comunico di aver provveduto in data 29.6 al pagamento di tutti gli altri importi presenti in fattura (pertanto prima della sua scadenza prevista per il 7.7.01), restituisco la fattura da me considerata errata e ne chiedo l'annullamento e la sostituzione con una di importo pari a quanto da me versato.
Ricevo poi un sollecito di pagamento datato 23.6.01 per l'importo di L. 265.000 (da me corrisposto in data 6.6.01). Tale lettera preannuncia inoltre la prossima sospensione di un servizio di cui, come detto, sono stata privata senza alcun preavviso fin dal 4.6.01. Quest'ultima comunicazione ha tutto il sapore di una misura precauzionale alle mie rimostranze per la sospensione senza preavviso del servizio ma trovo che risulti fuori luogo visto che il debito contestatomi e' stato gia' stato da me saldato in data 6.6.01 (quindi piu' di 15gg. prima della data in cui e' stata redatta questa comunicazione: 23.6.01).
Il 23.7.01 ricevo una lettera da GE.RI. "societa' di recupero crediti per conto di Omnitel" nella quale mi si invita al pagamento della fattura del 17.6.01 (quella con l'anticipo conversazioni) maggiorata di circa 4.000 lire di interessi di mora e 63.000 per la pratica di recupero credito.
Invio un fax a GE.RI. riepilogando tutta la vicenda e allegando tutti i precedenti (mie lettere, lettere di Omnitel, bollettini di pagamento, ecc.) e mi dichiaro contraria al pagamento dell'anticipo conversazioni (poiche' successivo alla mia disdetta via fax) oltre che indignata per il trattamento approssimativo riservatomi da Omnitel.
Per tutta risposta con lettera del 3.8.01 ricevo dallo Studio Legale Teo Quarzo di Milano una richiesta di pagamento (per conto della GE.RI.) delle 200.000 di anticipo conversazioni piu' le 67.000 lire per mora e recupero crediti, con avviso a provvedere al pagamento entro 10gg. ove "..in mancanza di pagamento Omnitel si riserva di agire per la maggiore tutela dei suoi diritti con ulteriore aggravio di spese a vostro carico. A tutt'oggi non ho ancora risposto a quest'ultima lettera (pervenutami peraltro solo il 9.8.01).
Non vorrei piegarmi a tale prova di forza da parte di Omnitel che come noto corrisponde a questi studi legali dei compensi annui a forfait e non ha alcuna difficolta' a spingerli a promuovere cause anche per queste "ridicole storie di ordinaria burocrazia" oltretutto per un importo (L. 200.000 di anticipo conversazioni) che saranno tenuti a restituirmi non si sa bene quando. Vorrei gentilmente sapere da voi se:
- allo stato dei fatti esiste qualche possibilita' di far fronte a una eventuale azione legale da parte di Omnitel con esito a me favorevole;
- se per precauzione conviene pagare quanto richiesto o eventualmente solo le 200.000 di anticipo conversazioni (vero oggetto del contendere) omettendo il pagamento delle 68.000 per mora e recupero credito;
- se posso creare qualche fastidio a Omnitel contestando la sospensione del servizio senza preavviso;
- se il mio fax di disdetta del 6.6.01 puo' avere validita' al fine di dimostrare che l'anticipo conversazioni mi e' stato richiesto nonostante fosse gia' stata da me evidenziata la volonta' di non voler proseguire nel contratto e soprattutto senza aver mai deciso di mia iniziativa di sospendere la modalita' di pagamento con carta di credito.
- Il termine datomi dall'Avv. Teo Quarzo "...trascorsi 10gg. da tale data" deve intendersi dalla data della lettera o da quando ne ho preso visione (preciso che non e' una raccomandata e che non ho dovuto firmare alcuna ricevuta).
Vi sarei molto grata di un vostro parere per sapere quale sara' la strada migliore da intraprendere per evitare, se possibile, di subire passivamente tale arroganza e porre fine a questa triste "storia di ordinaria burocrazia".
Ringraziandovi in anticipo porgo cordiali saluti.

Risposta ADUC
Ci pare che la questione sia stata correttamente inquadrata: fermo restando il fatto che e' dimostrabile che il mancato pagamento non sia dovuto a sua responsabilita' (e questo farebbe parte di una diversa contestazione), non ha senso chiederle di pagare l'anticipo conversazioni, a fronte del fatto che lei ha fatto l'ultimo pagamento a totale saldo per raccomandata A/R (ma forse mancava l'ultima fattura?) -anche se si presuppone che la richiesta risalga temporalmente al momento del mancato pagamento da parte della sua banca- ed anche in presenza di elementi di legittimazione della richiesta, manca dal punto di vista logico l'opportunita' di questo comportamento, a fronte della contestuale risoluzione del rapporto -pur se in assenza dell'eventuale saldo finale. Le consigliamo di pagare quanto dovuto per l'utenza medesima, allegando copia del totale saldo, nonche' copia dell'atto di comunicazione dell'avvenuta disdetta contrattuale, evidenziando la totale infondatezza della pretesa di pagamento di un anticipo che dovrebbe essere pagato al solo scopo di essere contestualmente rimborsato, a fronte della conclusione del rapporto -diffidando dal reiterare tali indebite ed infondate richieste. Con l'avviso, che in difetto adira' le vie legali. Ovviamente, potrebbe anche perdere la causa: non ha pero' alcun senso un tale rispetto meramente formale di un contratto: il quale e' tale se ne sussistono i presupposti, ed a fronte di una manifesta volonta' di recesso sembrerebbe inopportuno dare interpretazioni diverse.
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