Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 agosto 2001
Subject: osservazioni su alcuni fattori inquinanti presenti sui luoghi di lavoro
Gentile associazione,
sono un giardiniere di professione, alcuni giorni addietro sono stato chiamato dal servizio di medicina del lavoro della mia citta' per partecipare a un aggiornamento sui rischi da inquinamento acustico che la mia attivita' comporta. Che ci sia un'opera di sensibilizzazione da parte degli enti preposti riguardo questo problema non mi puo' che fare piacere, ma pensare che gli unici rischi o i rischi piu' gravi in cui incorre chi svolge un'attivita' come la mia siano legati a danni da rumore e' assolutamente errato. L'attivita' di giardiniere comporta numerosi altri rischi ma per quanto riguarda quelli prodotti dall'inquinamento mi vorrei soffermare su quelli prodotti dagli attrezzi che normalmente usiamo nel lavoro quotidiano e in particolare: decespugliatori, tosasiepi e motoseghe, mi limito a questi attrezzi perche' sono quelli che, ha mio avviso, sono i piu' dannosi sotto il punto di vista dell'inquinamento. Detti attrezzi vengono usati dagli operatori a poche decine di centimetri dalla bocca e e' ovvio che durante la respirazione, sempre abbastanza affannata quando si utilizzano suddetti mezzi, parte dei gas di scarico vengano inalati dall'operatore. Se qualcuno avesse il coraggio di analizzare il livello di inquinanti vicino alle narici dell'operatore sicuramente scoprirebbe quello che gia' tutti sanno, e cioe' che il livello di inquinanti da idrocarburi e metalli pesanti e' molto supera alla soglia di valori che le autorita' anno stabilito per legge......... Di questo stato di cose quello che piu' mi fa piu' arrabbiare e' che tutti fanno finta che questo problema non esista! In primo luogo le case costruttrici di suddetti attrezzi, ce ne fosse una che dota la sua motosega di una marmitta catalitica o che costruisse il motore con una tecnologia tale da produrre un basso numero di inquinanti, nessuna o quasi fa cio', ma quello che e' peggio molte ignorano addirittura questo problema, a dimostrazione di questa tesi vi posso raccontare un'esperienza personale. Nella cooperativa dove lavoro si utilizzano dei decespugliatori italiani di marca Active, ebbene questi decespugliatori a zaino hanno il tubo di scarico che espelle i gas verso l'operatore, cosi' che un mio collega, mancino, e' arrivato ha bruciato lo schienale del decespugliatore e successivamente si e' ustionato anche il fondo schiena!!! Questo non e' un episodio sporadico, molti, forse piu' di meta' dei decespugliatori a zaino attualmente in circolazione hanno il tubo di scarico della marmitta posto in posizione scorretta o non utilizzabile dai mancini, se non incorrendo ad inconvenienti simili a quelli capitati al mio collega. Visto questo stato di cose mi domando se sia possibile che non ci sia nessun ente o istituzione che controlli se i mezzi che vengono utilizzati nel lavoro sono a norma, come e' possibile che simili decespugliatori ricevano il marchio CE?
Sicuro di una vostre risposta vi porgo i miei piu' distinti saluti.
ps. vorrei spedire personalmente questa lettere anche ha enti istituzionali che potrebbero occuparsi di questo problema, mi potreste fornire qualche indirizzo?
Gentile associazione,
sono un giardiniere di professione, alcuni giorni addietro sono stato chiamato dal servizio di medicina del lavoro della mia citta' per partecipare a un aggiornamento sui rischi da inquinamento acustico che la mia attivita' comporta. Che ci sia un'opera di sensibilizzazione da parte degli enti preposti riguardo questo problema non mi puo' che fare piacere, ma pensare che gli unici rischi o i rischi piu' gravi in cui incorre chi svolge un'attivita' come la mia siano legati a danni da rumore e' assolutamente errato. L'attivita' di giardiniere comporta numerosi altri rischi ma per quanto riguarda quelli prodotti dall'inquinamento mi vorrei soffermare su quelli prodotti dagli attrezzi che normalmente usiamo nel lavoro quotidiano e in particolare: decespugliatori, tosasiepi e motoseghe, mi limito a questi attrezzi perche' sono quelli che, ha mio avviso, sono i piu' dannosi sotto il punto di vista dell'inquinamento. Detti attrezzi vengono usati dagli operatori a poche decine di centimetri dalla bocca e e' ovvio che durante la respirazione, sempre abbastanza affannata quando si utilizzano suddetti mezzi, parte dei gas di scarico vengano inalati dall'operatore. Se qualcuno avesse il coraggio di analizzare il livello di inquinanti vicino alle narici dell'operatore sicuramente scoprirebbe quello che gia' tutti sanno, e cioe' che il livello di inquinanti da idrocarburi e metalli pesanti e' molto supera alla soglia di valori che le autorita' anno stabilito per legge......... Di questo stato di cose quello che piu' mi fa piu' arrabbiare e' che tutti fanno finta che questo problema non esista! In primo luogo le case costruttrici di suddetti attrezzi, ce ne fosse una che dota la sua motosega di una marmitta catalitica o che costruisse il motore con una tecnologia tale da produrre un basso numero di inquinanti, nessuna o quasi fa cio', ma quello che e' peggio molte ignorano addirittura questo problema, a dimostrazione di questa tesi vi posso raccontare un'esperienza personale. Nella cooperativa dove lavoro si utilizzano dei decespugliatori italiani di marca Active, ebbene questi decespugliatori a zaino hanno il tubo di scarico che espelle i gas verso l'operatore, cosi' che un mio collega, mancino, e' arrivato ha bruciato lo schienale del decespugliatore e successivamente si e' ustionato anche il fondo schiena!!! Questo non e' un episodio sporadico, molti, forse piu' di meta' dei decespugliatori a zaino attualmente in circolazione hanno il tubo di scarico della marmitta posto in posizione scorretta o non utilizzabile dai mancini, se non incorrendo ad inconvenienti simili a quelli capitati al mio collega. Visto questo stato di cose mi domando se sia possibile che non ci sia nessun ente o istituzione che controlli se i mezzi che vengono utilizzati nel lavoro sono a norma, come e' possibile che simili decespugliatori ricevano il marchio CE?
Sicuro di una vostre risposta vi porgo i miei piu' distinti saluti.
ps. vorrei spedire personalmente questa lettere anche ha enti istituzionali che potrebbero occuparsi di questo problema, mi potreste fornire qualche indirizzo?
Risposta ADUC
In teoria, Ministeri (dei lavori pubblici) - http://www.governo.it- e Camere di Commercio varie - http://www.camcom.it- dovrebbero provvedere (a seconda del caso): in realta', e' probabile che i controlli siano solo pro-forma.
Nel caso in cui ci sia un caso specifico in cui il vizio e' rilevabile e comprovato, consigliamo di valutare, con la cooperativa per cui lavora, l'opportunita' di effettuare una perizia ed intentare causa per danni: riteniamo che l'azione diretta sia l'unico modo per una risoluzione del problema.
Nel caso in cui ci sia un caso specifico in cui il vizio e' rilevabile e comprovato, consigliamo di valutare, con la cooperativa per cui lavora, l'opportunita' di effettuare una perizia ed intentare causa per danni: riteniamo che l'azione diretta sia l'unico modo per una risoluzione del problema.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti