Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 agosto 2001
Domanda 7 agosto 2001
Subject: Avvertenze online
I / PIRATERIA ELETTRONICA
Le antenne paraboliche sono circa tre milioni, ma gli abbonati a Stream e Tele+ sono solo 2 milioni e 200 mila; gli altri sono pirati dell'etere, gente che si guarda i programmi a sbafo. Gli italiani si avviano a diventare un popolo di pirati informatici. La pirateria musicale e' al 25%, piu' del doppio rispetto alla media europea. Molto diffusi anche i videogiochi clonati e le videocassette pirata. Si da il caso che con un impianto satellite analogico e/o digitale, si possano ricevere centinaia di canali in chiaro (cioe' gratuiti), non e' concepibile che i possessori di tale impianto, che non siano abbonati ad una delle due concessionarie, siano accusati di pirateria. Tale presa di posizione non e' certo a difesa dei consumatori:
1) perche' un film acquistato via satellite costa apprezzabilmente di piu' dello stesso noleggiato in DVD o Videocassetta, nonostante che per essere abilitati alla ppv sia indispensabile essere gia' abbonati?
2) considerato che un decoder digitale seca senza la smart card non funziona, quindi la stessa dovrebbe far parte integrante della dotazione a corredo (altrimenti ci si porta a casa un prezzolato soprammobile), perche' all'atto dell'acquisto il cliente si trova di fronte al ricatto della smart card D+ che obbliga all'esborso supplementare di 90.000 lire a titolo di obolo a rimborso delle presunte perdite causate dalle card pirata, inteso successivamente come acconto per un eventuale abbonamento ai sevizi D+ (anche se il cliente non vuole sottoscrivere alcun abbonamento)?
3) perche' i proprietari dei decoder devono subire le modifiche software imposte da D+ (inviate attraverso il segnale ricevuto dal satellite) senza chiedere consenso?
4) perche' la visione del singolo evento sportivo costa come il biglietto per poterlo vedere dal vivo?
5) perche' quando ci sono le grandi manifestazioni sportive lo spazio per i films (per non parlare degli eventi culturali) viene ridotto al minimo?
Per quanto riguarda il resto, visto che le perdite causate dalla pirateria sono impossibili da calcolare in quanto le variabili implicate sono enormi (qualsiasi cifra venga "sparata" non potra' mai essere smentita purche' solamente presunta), se i presunti danneggiati, avvicinassero il prezzo degli articoli soggetti a clonazione, al costo della copia, probabilmente si venderebbe solo materiale originale.
La paura e' sempre una: quella di non arricchirsi abbastanza.

Risposta ADUC
Ha tratto il brano dalla rassegna stampa: di altro non si tratta. Non ci puo' essere consentito modificare il tenore dell'articolo, ma solo riportarlo pari pari, altrimenti non sarebbe una rassegna ma un commento: i commenti sono invece quelli reperibili nei comunicati stampa. Le notizie, vengono riportate pedissequamente, indipendentemente dalla nostra personale opinione in merito, sia quelle condivise che quelle contestate.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →