Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 agosto 2001
Domanda 7 agosto 2001
Subject: Odissea banco-posta
Gentile Aduc,
mi rivolgo a voi che gia' altre volte avete pazientemente letto e risposto ai miei problemi. Comunque, a mio avviso, ritengo che la vicenda sia meritevole di attenzione, se non altro per mettere sull'avviso altri vostri lettori.
Antefatto: nel mese di marzo u.s., durante l'annuale assemblea condominiale dell'immobile ove abito, sono stato eletto (forse per mia disgrazia!) amministratore del condominio. Fra le altre cose da fare e' stato deciso di aprire un conto corrente postale intestato al condominio, sia per correttezza verso gli altri proprietari (per ragioni che certo comprederete, non ritengo giusto tenere i fondi del condominio sul mio c/c personale), che per facilitare il versamento delle quote ad alcuni proprietari residenti fuori citta'. Verso fine giugno mi sono recato all'ufficio postale vicino casa e, dopo una breve trafila, sono stato ricevuto dal direttore al quale ho esposto la necessita' di aprire un conto corrente postale a nome del condominio da me rappresentato. Mi sono state date tutte le spiegazioni del caso (per la verita' alcune anche superflue), mi sono state fatte firmare innumerevoli carte, hanno fatto la fotocopia della mia carta d'identita' ed infine hanno fatto la fotocopia del verbale di assemblea da cui risulta la mia elezione ad aministratore, fotocopia che il direttore ha autenticato in mia presenza. Dopodiche' mi e' stato detto che nell'arco di circa quindici giorni mi avrebbero telefonato e che avrei potuto iniziare ad usare il conto.
Situazione attuale: dopo oltre un mese di attesa senza notizie, stamani 6 agosto, mi ha telefonato il direttore dicendo che un non ben identificato ufficio centrale gli aveva scritto che c'erano ostative a concedere l'apertura del conto a mio nome poiche', forse per un caso di omonomia, il mio nominativo non risultava affidabile. Unico modo, a loro dire, per risolvere la questione quello di andare in comune e farmi rilasciare un certificato di residenza storico dal 1996! Essendo una persona malgrado tutto abbastanza paziente, mi sono recato all'anagrafe di quartiere dove l'impiegato, dopo una coda di oltre mezz'ora, mi ha detto che per evere tale certificato occorrevano quindici giorni di tempo e una spesa di 30.000 lire. Consiglio dello stesso impiegato, saputo il motivo della richiesta: lasciar perdere. Ora al di la' della spesa, tutto sommato modesta, e del tempo ulteriore che l'operazione avrebbe richiesto, mi sono sentito preso in giro e ho deciso di non aprire piu' il conto. Mi sono recato all'ufficio postale e ho comunicato la mia decisione al direttore, chiedendogli la restituzione di tutti i documenti da me firmati e in loro possesso. Il direttore si e' detto assai dispiaciuto per l'accaduto, ma ha tenuto a precisare che la colpa non era sua (gli credo), bensi' dell'ufficio competente e mi ha mostrato una lettera della quale vi allego l'immagine scandita, perche' ritengo sia una vera chicca! In essa sostanzialmente si dice che nel loro data-base (quale? Mistero!) sul mio nominativo sono emersi dati pregiudizievoli, si prosegue dicendo che tali dati "potrebbero riferirsi comunque ad omonomia", troppo buoni, ma non hanno gli estremi del mio documento d'identita' con luogo, data di nascita, ecc.? Fra l'altro, come ho detto fin dall'inizio al direttore dell'ufficio postale, sono pensionato di una banca fiorentina dove ho prestato onorato servizio per ben 26 anni. Arrivati a questo punto il direttore mi ha pregato personalmente di aspettare a rinunciare all'apertura del conto dicendomi che si interessera' personalmente per superare l'ostacolo. Mi ha fatto pena e mi sono lasciato convincere. Scusate il lungo scritto, ma con qualcuno dovevo pur sfogarmi, e' mai possibile che in questo paese gli onesti debbano sempre provare la loro integrita' mentre ai farabutti e' concessa qualsiasi attenuante. Un'ultima cosa, penso che scrivero' personalmente al firmatario della lettera che vi ho allegato facendo le mie rimostranze per un comportamento che ritengo oltremodo scorretto: poteva inviare tale comunicazione a me chiedendomi quantomeno spiegazioni. Se il direttore non me l'avesse fatta vedere e fotocopiare potrei anche non aver mai saputo il motivo di tante difficolta' ad ottenere quanto richiesto. Lo ritenete opportuno, e, in caso affermativo, in quali termini dovrei scriverla? Grazie ancora per la vostra attenzione, cerchero' nei limiti delle mie possibilita' di sostenervi poiche' ritengo la vostra opera indispensabile.

Risposta ADUC
Per cio' che concerne l'indirizzo di posta, le chiederemmo il favore di inviarci un Remove indicando il vecchio account da decurtare.
In relazione al caso che le interessa, premettendo di non aver letto l'allegato in quanto a rischio virus (ne siamo invasi e non possiamo permetterci di rischiare), essendo lei un impiegato di banca presupponiamo che sappia come stanno le cose.
L'iscrizione presso la Centrale rischi in tal caso puo' effettivamente dare adito ad inconvenienti, ma e' possibile dimostrare agevolmente di non essere la persona indicata (e la prova spetta a lei, se e' interessato ad ottenere il servizio, a fronte di un rifiuto che la banca potrebbe opporle a qualsiasi titolo -fermo restando che, mentre un rigetto aprioristico non potrebbe essere contestabile, un rigetto supportato da un'accusa infamante e falsa potrebbe far loro rischiare una denuncia) fornendo alla banca la documentazione che interessa per consentire l'apertura del conto. Si ricordi che aprire un conto non e' un diritto, ma una possibilita': e dunque, se l'accusano di cose false, puo' contestare in quanto la starebbero diffamando, ma finche' si limitano ad ipotizzare omonimie (tra l'altro su una lettera non diretta a lei e per solo uso interno degli interessati), consentendole di dimostrare di non avere alcun rapporto con la persona indicata, ci pare che il comportamento sia disponibile e corretto.
Forse, il modo migliore e' l'ottenga lei dalla centrale rischi (e se vuole, alla Camera di Commercio, un estratto anche del bollettino protesti), verificando che non ci sia niente a suo nome e fornendo questa documentazione alla banca.
L'indirizzo della Centrale Rischi, c/o Bankitalia e' V. Nazionale 187, 00100 Rm.
Per cio' che concerne il condominio, sicuramente non e' legittimo utilizzare il suo conto personale, ma intestarlo a lei come amministratore o comunque al condominio medesimo.
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