Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 agosto 2001
Subject: R: consiglio Aduc
Egregi signori,
chiedo scusa per l'inconveniente: effettivamente ero convinto di avervi spedito una descrizione del caso in allegato, ma temo di aver commesso un errore di 'distrazione'. Poco male, rimedio subito. Ecco la situazione, per sommi capi (resto chiaramente a disposizione per eventuali utili dettagli): nella primavera di due anni fa, dopo la morte di mio nonno, mia madre e le sue 4 sorelle decisero di vendere la casa che avevano ereditato, in quanto nessuna era interessata a trasferirvicisi; si fecero avanti molti compratori, ed anche alcune agenzie (a nessuna delle quali fu mai conferito un incarico); mia madre, incaricata dalle altre sorelle, teneva i contatti con i compratori, ed alla fine si accordo' con uno di essi. La trattativa fu portata avanti in privato (il preliminare si fece qui a casa mia), fino a che non ci si servi' di un notaio per definirla. Qualche tempo dopo, una agenzia immobiliare contatto' mia madre, dicendo che poiche' l'acuirente li aveva incaricati di cercare per lui delle case, e poiche' loro gli avevano segnalato la casa in questione, avevano diritto alla percentuale; percentuale che, nella propria parte, era stata gia' versata dall'acquirente. Mia madre ed un mio zio fecero notare che non c'era stato alcun accordo con tale agenzia, e che tale agenzia nulla aveva fatto per la parte dei venditori; tuttavia, l'agenzia ha insistito, facendo mandare anche lettere ultimative da un avvocato, ed infine citando in giudizio mia madre e le sue sorelle per ottenere quanto richiesto. Vorremmo sapere quali sono le possibilita' che tale causa vada a buon fine per le 5 eredi, dato che abbiamo sentito voci che dicono che, se l'acquirente ha versato una somma all'agenzia, riconoscendone de facto un servizio, cosi' sarebbero costrette a fare anche loro.
Cordiali saluti.
Egregi signori,
chiedo scusa per l'inconveniente: effettivamente ero convinto di avervi spedito una descrizione del caso in allegato, ma temo di aver commesso un errore di 'distrazione'. Poco male, rimedio subito. Ecco la situazione, per sommi capi (resto chiaramente a disposizione per eventuali utili dettagli): nella primavera di due anni fa, dopo la morte di mio nonno, mia madre e le sue 4 sorelle decisero di vendere la casa che avevano ereditato, in quanto nessuna era interessata a trasferirvicisi; si fecero avanti molti compratori, ed anche alcune agenzie (a nessuna delle quali fu mai conferito un incarico); mia madre, incaricata dalle altre sorelle, teneva i contatti con i compratori, ed alla fine si accordo' con uno di essi. La trattativa fu portata avanti in privato (il preliminare si fece qui a casa mia), fino a che non ci si servi' di un notaio per definirla. Qualche tempo dopo, una agenzia immobiliare contatto' mia madre, dicendo che poiche' l'acuirente li aveva incaricati di cercare per lui delle case, e poiche' loro gli avevano segnalato la casa in questione, avevano diritto alla percentuale; percentuale che, nella propria parte, era stata gia' versata dall'acquirente. Mia madre ed un mio zio fecero notare che non c'era stato alcun accordo con tale agenzia, e che tale agenzia nulla aveva fatto per la parte dei venditori; tuttavia, l'agenzia ha insistito, facendo mandare anche lettere ultimative da un avvocato, ed infine citando in giudizio mia madre e le sue sorelle per ottenere quanto richiesto. Vorremmo sapere quali sono le possibilita' che tale causa vada a buon fine per le 5 eredi, dato che abbiamo sentito voci che dicono che, se l'acquirente ha versato una somma all'agenzia, riconoscendone de facto un servizio, cosi' sarebbero costrette a fare anche loro.
Cordiali saluti.
Risposta ADUC
avete lasciato passare un po' troppo tempo, senza fare opposizione prima. Ma non e' detto che ora non si possa fare niente: occorre che, in giudizio, vi facciate assistere da un avvocato.
Sul risultato non sappiamo dirle, anche perche' e' importante sapere che prove addurra' l'agenzia a sostegno della sua pretesa, infatti quelle che lei ci riferisce non sembrano avere fondamento: i contratti si fanno in due, e il riconoscimento de facto (nel suo caso unilaterale) di cio' che una parte decide senza consultare l'altra, ci sembra giuridicamente infondato.
Sul risultato non sappiamo dirle, anche perche' e' importante sapere che prove addurra' l'agenzia a sostegno della sua pretesa, infatti quelle che lei ci riferisce non sembrano avere fondamento: i contratti si fanno in due, e il riconoscimento de facto (nel suo caso unilaterale) di cio' che una parte decide senza consultare l'altra, ci sembra giuridicamente infondato.
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