Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 agosto 2001
Domanda 2 agosto 2001
Subject: PUBBLICITA' MENZOGNERA E DISSERVIZI POSTE ITALIANE
Alle Associazioni:
ACU - ADICONSUM -ADOC - ARCO - ASSOCONSUMATORI - ASSOUTENTI - ALTROCONSUMO - FEDERCONSUMATORI - MOVIMENTO CONSUMATORI - MOVIMENTO DIFESA CITTADINO - U.N.C. - ADUC - ADUSBEF - CODACONS
Alle Poste Italiane
All'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato per la Pubblicita' Ingannevole.
Segnalo alle Associazioni in indirizzo che la Carta Qualita' delle Poste Italiane e' solo un mero veicolo pubblicitario senza nessun contenuto reale.
Descrivo sommariamente quanto successo a mia suocera lasciando a voi le azioni che riterrete opportune mettere in atto a tutela di tutti gli utenti delle Poste Italiane.
4 giugno 2001 - Invio dall'ufficio postale di Pignataro Maggiore di un Pacco Posta Celere (PI 7494 4106 4 IT) con destinazione Agordo (Belluno). Costo spedizione lire 32000.
6 giugno 2001 - Da una verifica presso il destinatario il pacco non risulta arrivato. Scopro da una controllo sul sito delle poste che il pacco PI 7494 4106 4 IT non risulta rintracciabile nel sistema.
8 giugno 2001 - Nessuna notizia del pacco. Chiamo il 160 per protestare e chiedo il rimborso previsto per la mancata consegna come da Carta Servizi e didascalia riportata dietro il bollettino di invio. L'operatore apre il caso n° 793892 per 'sollecitare e avere informazioni'. Sembra (!) che il pacco sia fermo a Belluno.
13 giugno 2001 - In destinatario riceve una chiamata telefonica dalle Poste di Agordo che chiedono se vuole che il pacco sia consegnato poiche' e' arrivato completamente deteriorato e aperto. Risposta affermativa.
15 giugno 2001 - Finalmente dopo 11 giorni il pacco che era previsto arrivare dopo un giorno viene consegnato al destinatario aperto e manomesso.
20 giugno 2001 - Chiamo il 160 per avere notizie del reclamo n° 793892 inteso ad ottenere il rimborso e scopro che era necessario aprire un nuovo caso poiche' l'operatore precedente non aveva citato nel reclamo la richiesta di rimborso. Si apre il caso n° 811543.
2 luglio 2001 - Chiamo il 160 - Mezz'ora di telefono per spiegare il caso. Risposta:solleciteremo il dipartimento.
10 luglio 2001 - Chiamo il 160 - Mezz'ora di telefono per spiegare il caso. Risposta: solleciteremo il dipartimento.
19 luglio 2001 - Chiamo il 160 non avendo avuta nessuna notizia in merito al reclamo. Evidenzio che stante la tracciatura elettronica della consegna risulta facile verificare che i termini del contratto di consegna non sono stati rispettati e quindi le Poste devono rimborsare il costo della spedizione £32000 e le £50000 previste dalla loro carta servizi. Risposta: solleciteremo il dipartimento.
30 luglio 2001 - Chiamo il 160 - Operatore scorbutico e ineducato (tale Camillo).Chiedo di parlare con il responsabile del servizio..mi si chiude il telefono in faccia. Richiamo il 160 - Una gentile signora si fa ripetere tutto (mezz'ora di telefono) e promette di richiamarmi. Lo fa in serata per dirmi che era stato sollecitato il caso 793892 ovvero era stata sollecitata la consegna del pacco!!!!
Non credo ci sia bisogno di commenti ulteriori. Che fare per rompere il muro di gomma che le Poste Italiane hanno costruito utilizzando la 'pseudo' Carta Servizi e il 160? Spero riuscirete voi a farlo.
Cordiali saluti. 

Risposta ADUC
Consigliamo di inviare una richiesta scritta, tramite una raccomandata A/R all'ufficio Postale dove e' avvenuta la spedizione, in cui chiede che nel termine di 15 giorni provvedano al rimborso di quanto dovuto, specificando che in difetto lo considerera' inadempiente e si vedra' costretto ad adire le vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di pace, inizialmente per una conciliazione.
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