Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 luglio 2001
28-Lug-01
carissima Aduc,
sono un precario della CCIAA di Bologna, dove mi occupo dello Sportello sicurezza prodotto. Purtroppo, un nome cosi' impegnativo in realta' e' poco piu' di una scrivania, la mia, in un ufficio. Dico questo per la grossa amarezza che ho maturato durante la mia esperienza (che tra l'altro e' ancora in corso). In un anno ho avuto modo di studiare il sistema della certificazione, della marcatura CE e molti altri temi connessi alla sicurezza... e adesso so perche' la gente continua a morire di lavoro (e non solo).
Non e' vero che le norme non esistono, la verita' e' che esiste una grossa confusione su chi deve fare i controlli e sul merito di questi controlli(questa e' un'interpretazione indulgente perche' non mette in dubbio la buona fede di nessun attore coinvolto nel sistema, ma non e' un'interpretazione che mi convince). L'ufficio ispettivo della CCIAA, l'ufficio nel quale fisicamente e' collocata la mia scrivania, si limita a verificare che sui prodotti sia stata apposta la marcatura CE, e non si capisce chi, e su quali basi (i dispositivi di legge parlano genericamente del "ministero dell'industria e delle altre amministrazioni dello stato"), dovrebbe andare a verificare la rispondenza alle norme sulla sicurezza di macchine, apparecchi elettrici e su tutta la sarabanda di prodotti ricompresi nelle direttive di nuovo approccio. Lo stesso ufficio ispettivo dovrebbe inoltre verificare il possesso dei requisiti da parte degli organismi di certificazione, organismi dai quali dipende grossa parte dell'effettivo rispetto delle norme di sicurezza. E anche qui ci sarebbe un bel po' da dire.
Ma vengo al punto: mi piacerebbe lavorare con voi e per questo motivo vi invio il mio CV in allegato.
Mi piacerebbe lavorare per un'associazione di tutela dei consumatori (e se qualcuno di voi puo' segnalarmene qualcuna che non sia finanziata da una federazione di produttori mi sarebbe di grande aiuto) perche' sono convinto che solo da questo tipo di organizzazioni possa veramente controllare la qualita' e la sicurezza di un sistema produttivo del tutto privo di regole etiche.
Tornero' a Bologna, citta' in cui attualmente vivo, tra la fine di agosto ed i primi di settembre, spero, per quella data di ricevere una vostra risposta. Non lasciatemi in balia delle agenzie interinali!
Vi auguro una buona estate (dopo Genova ci vuole).
carissima Aduc,
sono un precario della CCIAA di Bologna, dove mi occupo dello Sportello sicurezza prodotto. Purtroppo, un nome cosi' impegnativo in realta' e' poco piu' di una scrivania, la mia, in un ufficio. Dico questo per la grossa amarezza che ho maturato durante la mia esperienza (che tra l'altro e' ancora in corso). In un anno ho avuto modo di studiare il sistema della certificazione, della marcatura CE e molti altri temi connessi alla sicurezza... e adesso so perche' la gente continua a morire di lavoro (e non solo).
Non e' vero che le norme non esistono, la verita' e' che esiste una grossa confusione su chi deve fare i controlli e sul merito di questi controlli(questa e' un'interpretazione indulgente perche' non mette in dubbio la buona fede di nessun attore coinvolto nel sistema, ma non e' un'interpretazione che mi convince). L'ufficio ispettivo della CCIAA, l'ufficio nel quale fisicamente e' collocata la mia scrivania, si limita a verificare che sui prodotti sia stata apposta la marcatura CE, e non si capisce chi, e su quali basi (i dispositivi di legge parlano genericamente del "ministero dell'industria e delle altre amministrazioni dello stato"), dovrebbe andare a verificare la rispondenza alle norme sulla sicurezza di macchine, apparecchi elettrici e su tutta la sarabanda di prodotti ricompresi nelle direttive di nuovo approccio. Lo stesso ufficio ispettivo dovrebbe inoltre verificare il possesso dei requisiti da parte degli organismi di certificazione, organismi dai quali dipende grossa parte dell'effettivo rispetto delle norme di sicurezza. E anche qui ci sarebbe un bel po' da dire.
Ma vengo al punto: mi piacerebbe lavorare con voi e per questo motivo vi invio il mio CV in allegato.
Mi piacerebbe lavorare per un'associazione di tutela dei consumatori (e se qualcuno di voi puo' segnalarmene qualcuna che non sia finanziata da una federazione di produttori mi sarebbe di grande aiuto) perche' sono convinto che solo da questo tipo di organizzazioni possa veramente controllare la qualita' e la sicurezza di un sistema produttivo del tutto privo di regole etiche.
Tornero' a Bologna, citta' in cui attualmente vivo, tra la fine di agosto ed i primi di settembre, spero, per quella data di ricevere una vostra risposta. Non lasciatemi in balia delle agenzie interinali!
Vi auguro una buona estate (dopo Genova ci vuole).
Risposta ADUC
Sappiamo che manca questo controllo, o meglio che esiste ma solo in maniera formale, mentre in realta' non e' neppure chiaro a quali principi occorra rifarsi e di chi sia il compito di decidere di effettuare verifiche pratiche -anche solo a campione.
Cio' che conta in concreto, e' la formalita' del marchio: che di per se' non vuol dire molto, basandosi su presupposizioni.
Per quanto attiene la proposta, la ringraziamo per la disponibilita' prestataci: ci pare che valga la pena di tenerla presente.
Se -a titolo informativo- ci vuol dire che cosa gradirebbe fare, almeno ci faremmo un'idea, in caso in futuro ritenessimo di poterci avvalere di ulteriori elementi.
Cio' che conta in concreto, e' la formalita' del marchio: che di per se' non vuol dire molto, basandosi su presupposizioni.
Per quanto attiene la proposta, la ringraziamo per la disponibilita' prestataci: ci pare che valga la pena di tenerla presente.
Se -a titolo informativo- ci vuol dire che cosa gradirebbe fare, almeno ci faremmo un'idea, in caso in futuro ritenessimo di poterci avvalere di ulteriori elementi.
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