Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 luglio 2001
Domanda 27 luglio 2001
27-Lug-01
Subject: Messaggio per il Segretario Primo Mastrantoni
Gentile Segretario,
nel ringraziarla per l'attivita' svolta in molte situazioni a tutela dei consumatori, mi permetta di dissentire, e non solo nel merito, sulle dichiarazioni da lei rilasciate in occasione della proposta del ministro Lunardi oggi sui giornali.
Aldila' di essere o meno d'accordo con la proposta del Ministro, ed io sono fra i consumatori che condividono la proposta, non credo spetti ad una associazione dei consumatori commentare questa che peraltro e' solo una proposta. Io percorro 40.000 Km l'anno in autostrada e le posso assicurare che nella stragrande maggioranza di casi l'incidente ha origine da tre situazioni:
1) l'incredibile arroganza dei mezzi pesanti, che costringono a manovre difficili anche (e soprattutto) coloro che in seconda corsia viaggiano a velocita' ridotta;
2) dall'eccessiva velocita' di coloro che anche con condizioni di tempo avverse (pioggia e nebbia) non adeguano la velocita', soprattutto in relazione al tipo di autoveicolo che guidano (come fanno le Smart o le Panda ad andare a 130 in autostrada?)
3) dall'inesistenza di controlli di polizia nei tratti autostradali a maggior rischio.
Piuttosto potrebbe ad esempio intervenire nel proporre di non pagare il pedaggio autostradale laddove si formassero code significative per lavori o incidenti; addirittura in quest'ultimo caso, il danno dovrebbe essere risarcito a livello individuale da colui che ha provocato l'incidente.
Le auguro buon lavoro, sulla moltitudine di situazioni che riguardano la tutela dei consumatori e che nulla hanno a che fare con la velocita'.
Con i migliori saluti

Risposta ADUC
Su una cosa non possiamo concordare: ci pare invece che fare commenti sia nostro dovere e che sia l'unica possibilita' di poter in qualche modo influenzare (o perlomeno far presente l'esistenza di talune posizioni) le decisioni parlamentari, nell'interesse delle parti tutelate.
E quando dovremmo agire, quando i dadi sono tratti e non e' piu' possibile cambiare nulla?
Puo' darsi che le nostre opinioni non siano condivisibili: questo ci pare umano ed accettabile, in quanto e' dalla comparazione di posizioni diverse che ci si puo' avvicinare a qualcosa di equo e di mediato.
Non deve pero' -neanche lei- cadere nell'errore di ritenere che la sua posizione sia per forza quella giusta: non siamo di fronte a casi per i quali non siano possibili anche opinioni diverse, in quanto non avvertiamo quest'assolutezza e ci parrebbe, invece, che le valutazioni (non necessariamente tutte sbagliate) siano piuttosto soggettive.
Le facciamo comunque presente che in realta' la critica non verteva sull'aumento o sull'abolizione del limite in se': era solo un'occasione per ribadire come sia assolutamente inutile porre dei limiti di velocita' (piu' alti o piu' bassi che siano) quando il problema e' altrove, poiche' non ci sono strutture ed uomini adeguati per far rispettare le norme. Che non e' utile tanto alzare od abbassare il limite, se le forze a disposizione rimangono quelle attuali, in quanto cambiera' poco comunque. Secondo l'opinione espressa, inoltre, e' piu' utile un buono spot di un limite di velocita'.
E' sicuro che cio' sia in contrasto con la sua opinione?
Ad ogni modo, se tutto sommato la nostra posizione non si discostasse tanto dalla sua, cio' non la legittimerebbe di piu' solo per questo. Rimane, semplicemente, la nostra posizione, con le sue incertezze, i suoi errori e le sue umane imprecisioni.
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