Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 luglio 2001
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Sono un possessore di un motociclo Honda ancora in garanzia, tuttavia la Honda Italia non vuole riconoscere le proprie responsabilita’, accusandomi di aver provocato il danno io stesso per incuria. Sono stato accusato di avere introdotto nel motore una quantita’ di olio eccessiva dopo l'ultimo tagliando effettuato presso la rete di assistenza ufficiale. Poiche’ le accuse sono infondate, cosa posso fare per difendermi ed ottenere cio’ che mi spetta per diritto?
Ogni tentativo amichevole di conciliazione non e’ servito a nulla, l'unica possibilita’ rimasta sembra essere una causa civile.
Grazie
RICHIESTA.............Sono un possessore di un motociclo Honda ancora in garanzia, tuttavia la Honda Italia non vuole riconoscere le proprie responsabilita’, accusandomi di aver provocato il danno io stesso per incuria. Sono stato accusato di avere introdotto nel motore una quantita’ di olio eccessiva dopo l'ultimo tagliando effettuato presso la rete di assistenza ufficiale. Poiche’ le accuse sono infondate, cosa posso fare per difendermi ed ottenere cio’ che mi spetta per diritto?
Ogni tentativo amichevole di conciliazione non e’ servito a nulla, l'unica possibilita’ rimasta sembra essere una causa civile.
Grazie
Risposta ADUC
Le occorre una perizia tecnica che evidenzi la natura originaria del vizio, dimostrando come il difetto non derivi in alcun modo da un intervento esterno.
Ottenuta la perizia, le sara' possibile contestare e chiedere l'intervento gratuito in assistenza, indicando -per raccomandata A/R- un termine entro cui adempiere ed avvisando che in difetto adira' le vie legali (rivolgendosi al giudice di pace). Altrimenti puo', allo stato, tentare una conciliazione presso la commissione di conciliazione della Camera di Commercio.
Ottenuta la perizia, le sara' possibile contestare e chiedere l'intervento gratuito in assistenza, indicando -per raccomandata A/R- un termine entro cui adempiere ed avvisando che in difetto adira' le vie legali (rivolgendosi al giudice di pace). Altrimenti puo', allo stato, tentare una conciliazione presso la commissione di conciliazione della Camera di Commercio.
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