Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 luglio 2001
Domanda 25 luglio 2001
25-Lug-01
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Milano li' 24-07-2001
Buonasera gentile associazione,mi chiamo Giovanni e vorrei porVi una domanda.
Il giorno 18.07.2001 acquistavo un paio di occhiali ed al momento del pagamento chiedevo alla persona alla cassa se sara' possibile, qualora fosse necessario, effettuare un cambio visto che si tratta di un regalo; la signorina mi risponde che e' possibile farlo ma entro sette giorni dalla data di acquisto a patto di conservare lo scontrino di acquisto.
Tre giorni dopo mi presento presso l'esercizio per la sostituzione con un prodotto analogo che ovviamente costa come il precedente, ecco la loro risposta :"il prodotto e' esaurito e non possiamo ordinarne un altro perche' sta finendo la stagione e comunque possiamo effettuare sostituzioni SOLO con la merce esposta". Chiedo di poter avere un bonus per un futuro acquisto ma mi viene negato, a questo punto giunto ormai al sesto giorno spedisco loro una raccomandata con ricevuta di ritorno chiedendo di esercitare il mio diritto di recesso in quanto non e' stato possibile effettuare la sostituzione dell'oggetto per loro causa. Preciso che da nessuna parte all'interno dell'esercizio Vi era un qualsiasi avviso menzionante la sostituzione salvo esaurimento scorte. Sento carpita la mia buona fede. A questo punto Vi chiedo se e' possibile che ripetano le somme precedentemente da me versate!?
Resto in attesa di una Vs. risposta e ringrazio anticipatamente.
Immensamente grazie e cordiali saluti.

Risposta ADUC
Nella tipologia del suo acquisto, non e' previsto il diritto di recesso entro i 7 giorni, che e' previsto invece in caso di acquisti fuori dei locali commerciali.
Il suo caso e' diverso: si e' specificamente accordato per la sostituzione. Poiche', tuttavia, non ci sono delle vere e proprie indicazioni circa la natura dell'accordo e non sussistendo un diritto di legge, la proposta del negoziante -sostituzione solo con merce esposta- ci pare accettabile e non tale da fornire elementi di contestazione.
Non ci pare che possa ipotizzarsi alcun attentato alla sua buona fede.
Ad ogni modo, se ritiene che la commessa non sia stata chiara e l'abbia illuso -potrebbe dimostrarlo con testimoni?- potrebbe rivolgersi in commissione di conciliazione della Camera di Commercio.
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