Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 luglio 2001
Domanda 24 luglio 2001
Spett.le ADUC
approfitto nuovamente della Vostra cortesia e competenza, prometto che provvedero' al piu' presto ad associarmi (credetemi, se non l'ho fatto e' solo per trascuratezza):
Il problema che, questa volta, porto alla vostra attenzione riguarda la palazzina dove nel 1996 ho acquistato un appartamento.
Nella palazzina di cui sopra, realizzata circa 5 anni fa ad ogni pioggia copiosa si verifica una forte infiltrazione d'acqua nel locale, ricavato nel seminterrato (insieme all'androne di ingresso ed ai vari garage) adibito contemporaneamente a sede: a) dei contatori dell'acqua, b) dell'autoclave, c) dei contatori elettrici, d) della centralina di diramazione telefonica; mentre nel locale attiguo (separata solo da una porta non stagna) vi risiede anche un trasformatore elettrico e l'elettropompa dell'ascensore.
L'i'nfiltrazione e' di entita' cospicua e l'acqua si infiltra nel punto di ingresso del cavo telefonico (precisamente dalla conduttura sotterranea dove e' inserito il cavo telefonico): il costruttore infatti ha predisposto una conduttura sotterranea nella quale la Telecom ha introdotto il cavo apposito.
L'ingresso del cavo, e quindi il punto da dove entra l'acqua piovana, e' proprio sopra i contatori elettrici quindi ogni inverno in piu' occasioni tutto l'impianto elettrico va in cortocircuito e spesso alcune apparecchiature elettriche risultano rovinate; inoltre l'acqua affluisce nell'androne dell'ingresso rendendolo temporaneamente impraticabile.
Questa, in sintesi, la situazione.
Noi condomini abbiamo prima sollecitato varie volte il costruttore, sia tramite l'amministratore sia anche personalmente, ad adottare una soluzione risolutiva al problema; quindi, non ottenendo una risposta valida, l'anno scorso abbiamo deciso di far ricorso ad un legale; ma anche cosi' il costruttore non si e' mosso anzi cerca di mistificare: pretende di dare la colpa alla Telecom.
Le domande che Vi pongo sono le seguenti:
1) innanzitutto qual e' la strada migliore per costringere il costruttore a risolvere il problema nel piu' breve tempo posssibile.
(Visti gli elementi di pericolo oltre che di disagio causati dall'infiltrazione)
2) Inoltre ci si chiedeva (da incompetenti) se e' possibile sistemare nello stesso locale macchinari elettrici, aucoclave ecc... e nel caso tale evenienza non fosse ammessa dalla legge chi e' l'ente preposto al controllo e di chi e' la responsabilita' di un collaudo e di una abitabilita' concessa nonostante tale sconcia sistemazione dei macchinari di servizio.
3) per finire se esiste un riferimento normativo che detti delle prescrizioni di sicurezza a riguardo?
Vi ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta e mi complimento nuovamente per l'operato che portate avanti.

Risposta ADUC
Avendo voi un legale, riterremmo superflua la nostra consulenza.
Da accertare e' che non siano mai decorsi piu' di 12 mesi tra una contestazione e (se fosse dimostrabile la illecita conoscenza del vizio o comunque una tale gravita' da essere riconducibile ad illecito, il termine sarebbe di 5 anni: ma non e' detto che cio' sia dimostrabile e dunque e' meglio non rischiare).
In secondo luogo, non riteniamo che il costruttore debba ammettere niente (sarebbe piu' semplice ma e' inutile sperarlo): e' indispensabile che vi forniate di una perizia tecnica (tanto vale che richiediate direttamente una Ctu ad un perito del Tribunale, con richiesta al giudice) che consentira' di rilevare il vizio effettivo e di indicare i lavori da eseguire: su tale base, potrete intimare di provvedervi entro un termine dato, avvisando che in difetto adirete le vie legali.
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