Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 luglio 2001
Domanda 23 luglio 2001
Il 14 luglio 2000 mi e' stato consegnato l'appartamento nel quale abito: parlo di un appartameto di circa 100mq fatto costruire in una costruzione (villa) plurifamiliare: gli altri due appartamenti sono abitati da mio/a padre-madre e mio fratello.
Per la costruzione dei tre appartamenti/villa, mio padre ha firmato degli atti con una azienda, la Euroscac srl con sede in Milano, via A. Buschi 12 (tel. 02-90962744), cedendogli parte del terreno di sua proprieta' come contropartita per il pagamento parziale dei nostri locali; sul menzionato terreno la ditta Euroscac srl ha edificato una palazzina con nove appartamenti che e' rimasta parte integrante del cantiere (sono stati costruiti insieme la palazzina e la nostra villa).
La ditta Euroscac srl ha commissionato i lavori alla ditta ****Costruzioni srl, con sede in via delle Betulle 25, c.a.p. 24048 Treviolo (Bg).
Nell'aprile del 1999 i miei genitori, proprietari dei terreni sui quali si stava edificando, hanno "donato" gli stessi ai loro figli: attraverso atti notarili siamo subentrati noi fratelli in tutti gli atti che riguardavano la costruzione degli edifici (anche voltura della concessione edilizia).
I lavori sono iniziati nei primi mesi dell'anno 1999 (concessione edilizia rilasciata il 05-12-1998), con i soliti alti e bassi che possono esserci tra le parti durante i lavori; a peggiorare i rapporti sono stati dei piccoli dettagli che in fin dei conti a noi (fratelli e genitori) son costati quasi 100 milioni in piu' del prezzo pattuito: la societa' edificatrice (****Costruzioni srl) si nascondeva dietro la scusa che loro rispettavano solo le richieste (capitolato) del contratto che avevano con Euroscac srl, che praticamente non corrispondeva con quello che noi avevamo con Euroscac.
C'e' da precisare che tutti gli importi che ci sono stati richiesti sono stati pagati prima della consegna dei tre appartamenti, pena la mancata consegna degli stessi.
Ora, il problema non sono tanto quegli onerosi dettagli sui quali non mi sono soffermato (ci vorrebbero diverse pagine per riportarli tutti), ma la qualita' dei lavori fatti e dei materiali utilizzati; mi spiego:
Nel mio appartamento ho fatto modificare l'impianto di riscaldamento, sostituendolo con uno di riscaldamento / raffrescamento (il costo di questa uscita dal capitolato e' una dei dettagli onerosi); alla consegna dei locali ho fatto riportare nel verbale che l'impianto non era ancora stato completato: mancavano la caldaia ed i fan-coils, che mi sono stati consegnati la mattina successiva; per vederli installati ho dovuto attendere una settimana, un'altra l'ho dovuta attendere perche' l'impianto elettrico per far funzionare il tutto non era completo, ed una terza perche' la parte esterna di raffreddamento aveva l'impianto idraulico collegato al contrario. Tutto questo e' stato "farcito" con numerose telefonate e qualche lettera, delle quali posso fornirvi copia.
Risultato finale: dall'agosto del 2000 ho il mio impianto di riscaldamento/raffrescamento montato ma di li' a poco ecco la sorpresa: i fan coils montati a soffitto gocciolano acqua sulle cose sottostanti, il che mi obbliga a non poter utilizzare l'impianto per non allagare la casa; contatto le imprese coinvolte (idraulico e ****Costruzioni srl) che non sono in grado di arginare le perdite: contatto allora un tecnico/installatore DeLonghi, che interviene e sostituisce le guarnizioni che collegano le apparecchiature all'impianto, in quanto non idonnee alle temperature dell'impianto di raffrescamento; pago ovviamente l'intervento al professionista (nel vero senso della parola) e ricollaudo l'impianto: nuova sorpresa: l'impianto gocciola ancora acqua, non abbondantemente come prima, ma comunque in modo molto evidente. segnalo la cosa alla ****Costruzioni srl (chiedendo anche il rimborso delle spese sostenute) che fa intervenire di nuovo i propri idraulici che si dichiarano incapaci di risolvere il problema.
Un lampo di genio e mi metto a leggere il manuale tecnico di installazione: nel giro di pochi minuti capisco da cosa nasce il problema e lo segnalo con fax alla ****Costruzioni srl; di li' a pochi giorni abbiamo un incontro al quale presenziano l'Architetto **** ****, il sig. **** (figlio del titolare della ****Costruzioni srl), gli idraulici responsabili dell'impianto ed un rappresentante di zona della DeLonghi che assume il ruolo del colpevole e ribadisce che mi rimborsera' le vive spese sostenute fino a quel momento (il rappresentante dichiara che non aveva fornito agli idraulici la documentazione corretta per l'installazione): tutti sono concordi che il problema nasce dal fatto che i fan-coils a soffitto sono installati senza l'inclinazione necessaria per lo scarico della condensa e che il raccordo a muro per lo scarico della condensa e' allo stesso livello della vasca di raccolta: l'acqua travasa prima di poter essere scaricata. Ci lasciamo con la mia richiesta di vedere su carta le promesse fattemi: "nella primavera del 2001, spento l'impianto di riscaldamento (che come tale non generava condensa e tantomeno perdite) e prima di dover utilizzare quello di raffrescamento, provvederemo alla sistemazione dell'impianto".
Ad oggi il problema persiste e non sono ancora stato contattato da nessuno, anzi sollecito continuamente l'architetto **** che si era reso disponibile a seguire le vicende relative agli appartamenti.
Mio fratello possiede l'appartamento al piano superiore che dispone di un terrazzo di circa 30 mq.: per questo ha dovuto pagare una differenza dal capitolato in quanto l'architetto aveva previsto un isolamento non idoneo, per il costruttore; a meno di un anno dalla consegna sono visibili i segni di sgretolamento dei bordi dello stesso anche per terra.
Sempre nell'appartamento di mio fratello non sono state effettuate le rifiniture sia sui balconi, sia sugli impianti idraulici: cio' e' riportato anche nel verbale di consegna del suo appartamento.
Vorrei sottolineare che mio fratello non abita ancora il suo appartamento in quanto incompleto: ha preferito "sacrificarsi" per affrontare quei piccoli imprevisti che hanno fatto lievitare il costo dei fuori capitolato.
Sia la nostra abitazione che la palazzina sono perimetrate con uno zoccolo in pietra: nella palazzina il tutto e' rifinito nella parte superiore con la chiusura dello zoccolo con materiale isolante, nella nostra abitazione no.
All'interno degli appartamenti in uso ci sono perdite/infiltrazioni nei raccordi dell'impianto idraulico; non solo: nel mio appartamento (e' cosa di pochi giorni fa') ho dovuto var intervenire una ditta di spurghi perche' l'impianto di scarico delle acque del lavabo in cucina, che si raccorda con quello della lavastoviglie, si e' otturato; anche qui, il personale intervenuto per risolvere il problema e' concorde con cio' che sostenevo e che e' ben visibile: il tubo di scarico delle acque, che e' fissato a soffitto del corsello di accesso ai box non ha pendenza verso il pozzetto esterno; a loro dire il detersivo utilizzato nella lavastoviglie provoca dei "rimasugli" che solidificano in quanto non correttamente evaquati dalle tubature.
Ci sarebbero ancora altre cose e se lo riterrete necessario posso approfondire il discorso.
Ho la necessita' che mi consigliate quale strada intraprendere: insisto nel contattare le ditte coinvolte (parlo di Euroscac srl e ****Costruzioni srl), oppure taglio i rapporti con loro, faccio eseguire i lavori che ritengo pertinenti alla "norma di conformita' dell'impianto a regola d'arte" e faccio causa alle aziende Euroscac srl e ****Costruzioni srl, chiedendo il rimborso dei relativi costi+ danni?
Vi segnalo altresi' che le mie disponibilita' economiche sono allo stremo e non sono in grado di sostenere costi se non di importi modesti.

Risposta ADUC
Tutto cio' che esula dal capitolato comporta una spesa aggiuntiva al richiedente, mentre per le modifiche in corso d'opera effettuate dalla ditta devono essere sottoposte al commissionante e sono scusate solo in caso non derivino da una preventiva superficialita' nel momento in cui il capitolato e' stato redatto (se fossero ipotizzabili e siano state volontariamente omesse).
Per quanto concerne i lavori non eseguiti a regola d'arte, serve una perizia: che evidenzi tutti i vizi e gli errori effettuati.
Su tali basi, e' possibile ottenerne la riparazione (ed a fronte di una mancata e pronta esecuzione e' possibile formulare la richiesta indicando la commissione a terzi con conseguente addebito a loro stessi, pur se sarebbe meglio evitarlo) e la formula deve essere la seguente: raccomandata A/R da cui si rileva il vizio, con intimazione ad eseguire il lavoro a regola d'arte entro 15gg. dal ricevimento (od altro termine piu' lungo a seconda del caso) avvisando che in difetto li si riterra' inadempienti, adendo le vie legali -o si commissionera' a terzi rimettendo loro le spese, dovendo anche in questo caso fare poi causa.
Se i procedimenti non superano -anche separandoli- 5 milioni, e' possibile rivolgersi velocemente al giudice di pace.
Un informale tentativo di conciliazione in Camera di Commercio e' sempre possibile e opportuno.
Nel suo caso ci si divide tra lavori non eseguiti a regola d'arte (contestabili come sopra) e lavori fuori capitolato (per i quali va appurato se si tratti di extra o di errori: in quest'ultimo caso e' possibile contestare per avere quantomeno un rimborso per il danno causato nell'impedire di avere una giusta visuale dell'intervento necessario, se cio' fosse rilevabile).
Non e' chiaro con chi abbiate il rapporto: da quanto detto, ci pare che comunque non abbiate -fuorche' forse per gli extra- con l'Eurosac.
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