Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 luglio 2001
Cara ADUC
ho sottoscritto nel 1999 un abbonamento "sempre" con tin.it per l'accesso ad Internet.
Non ricordo se le clausole da me sottoscritte all'epoca includessero anche il tacito accordo di rinnovo (che comunque non viene menzionato o compare in alcun modo nella documentazione originariamente allegata al pacco di fornitura e da me conservata).
Alla prima scadenza (nel 2000) ho ricevuto una telefonata da un operatore tin.it che mi chiedeva se volevo ulteriormente rinnovare il contratto.
Ho risposto negativamente, precisando che nel frattempo altre societa' offrivano lo stesso servizio a costi zero, e che quindi non ero interessato al rinnovo.
L'operatore non richiede disdetta scritta e mi si da' assicurazione che la pratica verra' chiusa.
Nel 2001 ricevo una fattura e un successivo sollecito per mancato pagamento per il rinnovo relativo all'anno 2000.
Contatto quindi telefonicamente SEAT PG (che nel frattempo si e' sostituita a tin.it) chiedendo spiegazioni; un operatore di contabilita' mi informa che avendo io sottoscritto via internet la clausola del tacito rinnovo e non avendo disdetto l'abbonamento a mezzo raccomandata sono tenuto al pagamento.
Alla mia obiezione di legalita' di un addebito per un servizio non utilizzato, con un contratto che non ho mai materialmente sottoscritto ne' ho mai ricevuto in copia , rispondono che avendo io fornito in sede di prima attivazione un numero di documento e un codice fiscale avrei con cio' attestato anche legalmente l'accettazione delle clausole.
A questo punto ho richiesto loro di precisarmi il numero fornito ma non sono stati in grado di rispondere alla mia richiesta a causa di "un blocco del sistema informativo".
Poiche' non voglio pagare un servizio che non ho utilizzato e poiche' ritengo il comportamento SEAT PG al limite della truffa, cosa posso fare ora?
ho sottoscritto nel 1999 un abbonamento "sempre" con tin.it per l'accesso ad Internet.
Non ricordo se le clausole da me sottoscritte all'epoca includessero anche il tacito accordo di rinnovo (che comunque non viene menzionato o compare in alcun modo nella documentazione originariamente allegata al pacco di fornitura e da me conservata).
Alla prima scadenza (nel 2000) ho ricevuto una telefonata da un operatore tin.it che mi chiedeva se volevo ulteriormente rinnovare il contratto.
Ho risposto negativamente, precisando che nel frattempo altre societa' offrivano lo stesso servizio a costi zero, e che quindi non ero interessato al rinnovo.
L'operatore non richiede disdetta scritta e mi si da' assicurazione che la pratica verra' chiusa.
Nel 2001 ricevo una fattura e un successivo sollecito per mancato pagamento per il rinnovo relativo all'anno 2000.
Contatto quindi telefonicamente SEAT PG (che nel frattempo si e' sostituita a tin.it) chiedendo spiegazioni; un operatore di contabilita' mi informa che avendo io sottoscritto via internet la clausola del tacito rinnovo e non avendo disdetto l'abbonamento a mezzo raccomandata sono tenuto al pagamento.
Alla mia obiezione di legalita' di un addebito per un servizio non utilizzato, con un contratto che non ho mai materialmente sottoscritto ne' ho mai ricevuto in copia , rispondono che avendo io fornito in sede di prima attivazione un numero di documento e un codice fiscale avrei con cio' attestato anche legalmente l'accettazione delle clausole.
A questo punto ho richiesto loro di precisarmi il numero fornito ma non sono stati in grado di rispondere alla mia richiesta a causa di "un blocco del sistema informativo".
Poiche' non voglio pagare un servizio che non ho utilizzato e poiche' ritengo il comportamento SEAT PG al limite della truffa, cosa posso fare ora?
Risposta ADUC
Il rinnovo tacito e' previsto, anche se la validita' varia a seconda del contesto. La questione sta in questi termini:
non avendo effettuato il recesso nella giusta maniera, dovrebbe pagare, ma se non ha sottoscritto materialmente il contratto, non ha approvato specificamente la clausola onerosa che prevede il rinnovo automatico, e dunque ha una possibilita'. Deve dimostrare che non ha mai utilizzato il servizio oltre il termine di scadenza. Se cosi' fosse, invii copia tramite raccomandata A/R della sua contestazione, specificando di non aver sottoscritto materialmente il contratto -senza dunque approvare specificamente la clausola onerosa di rinnovo- ne' di aver piu' utilizzato questo servizio oltre la scadenza, e quindi di non essere tenuto al pagamento; chieda una liberatoria, specificando che in caso contrario adira' vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di Pace, inizialmente per una conciliazione.
non avendo effettuato il recesso nella giusta maniera, dovrebbe pagare, ma se non ha sottoscritto materialmente il contratto, non ha approvato specificamente la clausola onerosa che prevede il rinnovo automatico, e dunque ha una possibilita'. Deve dimostrare che non ha mai utilizzato il servizio oltre il termine di scadenza. Se cosi' fosse, invii copia tramite raccomandata A/R della sua contestazione, specificando di non aver sottoscritto materialmente il contratto -senza dunque approvare specificamente la clausola onerosa di rinnovo- ne' di aver piu' utilizzato questo servizio oltre la scadenza, e quindi di non essere tenuto al pagamento; chieda una liberatoria, specificando che in caso contrario adira' vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di Pace, inizialmente per una conciliazione.
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