Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 luglio 2001
Domanda 14 luglio 2001
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA_TELECOM.............Gentile ADUC,
ho sottoscritto nell'aprile '98 un abbonamento Tin e Lode a pagamento, approfittando della mia condizione agevolata di studente. Ho attivato il contratto interamente on-line, inserendo i miei dati da casa, senza quindi compilare un contratto scritto. A marzo 99, 11 mesi dopo, parto militare di leva nell'Arma, e pertanto passo 12 mesi lontano da casa. L'abbonamento a pagamento viene da Tin rinnovato alla scadenza (aprile '99) senza che ne abbia fatta richiesta, in forza, secondo Tin, della clausola vessatoria inerente al "tacito consenso" inclusa nel contratto, clausola di cui non ho memoria, forse truffaldinamente mimetizzata all'interno del contratto.
Dopo la scadenza, NON HO MAI UTILIZZATO il servizio, essendomi iscritto gratuitamente ad un altro provider (Infostrada). L'anno successivo ecco arrivare un'altra fattura, inerente all'ennesimo rinnovo dell'abbonamento per l'anno 2000-2001, sempre con la formula Tin e Lode.
Anno 2001, stesso copione: ad aprile arriva la fattura per l'abbonamento 2001-2002, ma questa volta e' stato cambiato il contratto: da Tin e Lode si e' passati a Tin Pstn Sempre, senza che ne sia stata data comunicazione da parte di Tin in alcuna maniera, tramite lettera semplice o raccomandata.
Scrivo a Tin via mail per avere chiarimenti, e vengo semplicemente invitato a pagare le 3 fatture inviatemi. Faccio presente che oltre a non aver espressamente richiesto il rinnovo, non esiste alcun contratto scritto con la mia firma, ma da Tin rispondono che per la validita' contrattuale basta "...un click nell'apposito campo (!) delle condizioni di adesione". Chiedo di visionare una copia del contratto stipulato nell'aprile 1998, e mi viene inviato via mail un link al contratto ATTUALMENTE in vigore.
Pochi giorni fa ricevo un sollecito per le prime due fatture (£.405600) a mezzo raccomandata A/R, con l'avviso che passati 20 giorni, si rivolgeranno ad una societa' di riscossione crediti. Dovrei sentirmi intimidito? Domando a voi:
1) Nei contratti on-line di questo tipo, sono lecite le clausole vessatorie? A quanto mi risulta, occorrono due firme in calce da parte dello stipulante: una per il contratto ed una specifica per la clausola in questione.
2) Dopo la scadenza, non ho mai piu' usufruito del servizio: come faccio a provarlo? Richiedo i tabulati a Tin? Non dovrebbero essere loro eventualmente a provare il contrario?
3) Il contratto Tin e Lode, rinnovatomi per "tacito consenso", e' esclusivo per colore che rientrano nella categoria di "studenti": dal momento che alla scadenza dello stesso il mio status era di militare, anche se inscritto all'universita', il contratto non e' da considerarsi nullo?
4) Dopo la terza fattura ho disdetto on-line in contratto con Tin: facendo cio', ho forse legittimato gli abbonamenti presenti e passati?
Vi ringrazio anticipatamente.

Risposta ADUC
Tutto sommato, truffaldina non e' la definizione giusta, in quanto il contratto doveva -a parte tutto- essere letto.
La disdetta rischiava di legittimare gli anni precedenti, ma -in quanto on-line- e' possibile non tenerne particolare conto. Per il fatto che l'abbonamento fosse per studenti, non puo' addebitare a Tin un fatto di cui non e' stata messa a conoscenza: non e' un motivo per considerare non valido il contratto. Il mancato uso del servizio puo' essere dimostrato in qualsiasi modo: per il momento, e' sufficiente sostenerlo: saranno loro a dover dimostrare l'uso, che poi lei potra' confutare.
Non avendo effettuato il recesso nella giusta maniera, dovrebbe pagare, ma c'e' da far presente un particolare:
se non ha mai sottoscritto materialmente il contratto, non ha approvato specificamente la clausola onerosa che prevede il rinnovo automatico, e dunque ha una possibilita'. Il punto e' riuscire a dimostrare che non ha mai utilizzato il servizio oltre il termine di scadenza. Se cosi' fosse, invii copia tramite raccomandata A/R della sua contestazione, specificando di non aver sottoscritto materialmente il contratto -senza dunque approvare specificamente la clausola onerosa di rinnovo- ne' di aver piu' utilizzato questo servizio oltre la scadenza, e quindi di non essere tenuto al pagamento; chieda una liberatoria, specificando che in caso contrario adira' vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di Pace, inizialmente per una conciliazione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →