Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 luglio 2001
Domanda 12 luglio 2001
Cara ADUC,
ho appena scoperto il vostro servizio on-line e ne approfitto subito per esporvi un mio problema. Abito in provincia di Sondrio, per la precisione Chiavenna, una cittadina di 7000 abitanti. Lavorando a Milano, ho preso in affitto un appartamento e ogni fine settimana torno a casa utilizzando il treno. La stazione di Chiavenna ha una biglietteria: durante la settimana e' aperta al pubblico soltanto poche ore al giorno, la domenica e' chiusa. Per andare a Milano prendo il treno la domenica sera. Fino al 10 Dicembre 2000 era possibile la domenica salire sul treno sprovisti di biglietto e regolarizzare il viaggio durante il tragitto. Dalla domenica successiva (quindi dal 17 Dicembre 2000), senza alcun preavviso, fare il biglietto sul treno comportava una "sovrattassa" (ma io la chiamo multa) di £10.000. Quella domenica io sono salito sul treno convinto di poter fare il biglietto normalmente, come avevo sempre fatto. Premetto che ero seduto nella prima carrozza e quindi sono stato uno dei primi che il controllore ha verificato (per la precisione il terzo). La prima persona era munita di biglietto, la seconda ha pagato la multa ed io invece mi sono dichiarato contrario cioe', avrei pagato volentieri il prezzo del biglietto, come era mio dovere fare, ma non di piu'. E' importante sottolineare che, quando il controllore (molto sgarbato devo dire) mi ha detto che se mi rifiutavo di pagare il biglietto + la multa mi avrebbe fatto il verbale, ho chiesto alle altre persone presenti nella carrozza (alcune delle quali conosco) cosa loro avrebbero fatto (anche loro erano sprovviste di biglietto). Tutte hannno risposto che non avrebbero pagato (ed il controllore era li ed ha sentito). A questo punto, dato che l'unione fa la forza, mi sono ancora rifiutato di fare il biglietto. Il controllore mi ha allora fatto il verbale. A questo punto, il controllore se ne e' tornato nella sua cabina e NON HA CONTROLLATO IL BIGLIETTO PIU' A NESSUNO, cioe' tutte le altre persone presenti sul treno non hanno ricevuto il verbale ed HANNO VIAGGIATO GRATIS. Quindi oltre il danno anche la beffa.
Ora, a 6 mesi di distanza, mi e' arrivato il verbale e devo pagare £77.000  alle ferrovie dello stato. Vi sembra giusto? A me no! Innanzitutto perche' ero impossibilitato afare il biglietto: la biglietteria era chiusa!!! Questo e' un disservizio delle FS, non deve essere il cliente a pagarne le conseguenze. Inoltre il comportamento del controllore e' stato ingiusto ed inqualificabile. Ancora adesso, a 6 mesi di distanza, la situazione non e' cambiata e per non pagare la multa faccio sempre il biglietto di andata e ritorno con partenza da Milano. Ma costa cosi' tanto mettere un distributore di biglietti alla stazione di Chiavenna, o tenere la biglietteria aperta almeno 15 minuti prima che parta il treno (di ferrovieri ce ne sono sempre tanti li in stazione ma alcuni li vedo sempre con le mani in tasca). Oppure continuare a fare il biglietto normalmente sul treno, finche'non si trova una soluzione migliore.
A questo punto vi chiedo: cosa posso fare? Sono costretto a pagare le £77.000? Potete indicarmi un ufficio a cui posso rivolgermi?
Grazie.

Risposta ADUC
L'unica possibilita' e' contestare la disposizione contrattuale (effettivamente prevista dal regolamento) che prevede a carico dell'utente un indebito danno non direttamente imputabile (pur se va riconosciuto che e' vero che si possono acquistare nelle tabaccherie i biglietti chilometrici), consistente nell'addebitare un onere al cliente a causa di una mancanza della gestione medesima, non adeguatamente sopperita dall'esistenza dei biglietti a fascia.
Non siamo certi dell'esito, in quanto dipende da come il giudice valutera' la questione "aleatorieta' dei biglietti a fascia-stazione chiusa per decisione gestionale".
A noi, pare che il quesito sia sensato.
La definizione in un senso o nell'altro e' tuttavia personale dell'organo giudicante.
Il ricorso deve essere presentato entro 30gg. davanti al giudice di pace del luogo, chiedendo sospensione ed annullamento (dovra' portare di persona l'atto e presenziare alle udienze).
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