Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 luglio 2001
Domanda 10 luglio 2001
Un abbonato RAI ha sempre il posto in prima fila...
Alassio, 9 luglio 2001
Cara ADUC,
Ricevo dalla RAI - APA una lettera che definisco quantomeno minatoria. In questa lettera mi viene contestato il fatto che il mio nominativo non risulta presente negli elenchi degli abbonati alla televisione.
Premetto che usufruisco gia' di un "abbonamento", cosi' come piace chiamarlo a loro, in quanto mio padre convivente paga il canone alla nostra residenza di Torino.
In questa minacciosa lettera la RAI, per conto dell'amministrazione finanziaria SAT, mi "obbliga" al pagamento del canone tramite bollettino di c/c postale per la somma di lire 124.330, riguardante il periodo maggio-dicembre.
A questo punto le domande che sorgono sono due.
Come ha fatto la RAI (SAT, APA o cosa sia) a procurarsi il mio nominativo - indirizzo? Infatti, non sono iscritto all'anagrafe della popolazione residente di Alassio, non sono titolare di utenze elettriche, telefoniche, acqua, gas, nettezza urbana, tutte intestate a miei famigliari. Forse l'ha fatto in violazione della famosa Legge 675? E' possibile ottenere la cancellazione del mio nominativo dai loro elenchi, cosi' come dovrebbe essere previsto dall'art.13 della suddetta Legge?
La seconda questione riguarda la tariffa: il canone RAI ammonta, in misura annuale, a Lit. 164.420. Con un rapido calcolo dei giorni, il periodo da loro considerato, maggio-dicembre, ammonta a 245 giorni. Il rateo corrispondente al canone, anche qualora io dovessi pagarlo e fosse giustificata la richiesta, risulterebbe essere, grazie a un semplicissimo calcolo, di lire 110.364. Come risulta giustificabile la loro richiesta di Lit. 124.330? forse applicano gia' gli interessi misteriosamente maturati chissa' per quale motivo e chissa' da quando? A chi andrebbero queste 14.000 lire?
Inoltre, il tono della lettera e della allegata comunicazione relativa alla Legge 675 e' quantomeno vessatorio. Io ho ovviamente spedito l'allegata (incompleta) cartolina, in busta chiusa, ma una persona anziana, magari un po' "semplice", si lascia sicuramente impressionare dal tono burocratico - minatorio della comunicazione. Quanti di loro, per evitarsi una spiacevole visita della Guardia di Finanza, cosi' come ventilato dalla lettera, finirebbero per pagare, e di conseguenza dare il via a un'infinita richiesta da parte della S.A.T. di canoni non dovuti?
Preciso che l'abitazione di Alassio e' da me e dalla mia famiglia utilizzata come casa per le vacanze. Allora, a questo punto, si pone un ulteriore interrogativo: se avessi il tv, dovrei pagare, pur essendo residente altrove e pagando di gia' un canone? E ancora, visto che il canone ormai e' diventato una "tassa di possesso" sul televisore, se io avessi due o piu' apparecchi televisivi?
Ringraziandovi per l'attenzione dedicatami, Vi saluto con viva cordialita'.
Uno che del posto in prima fila non sa piu' che farsene.

Risposta ADUC
Il canone puo' essere contestato in quanto tale, ma assunto il fatto che si e' di fronte ad una tassa, non si possono applicare considerazioni privatistiche.
Per la possibilita' di reperire i nominativi, possono essere utilizzate verifiche svariate: possono essere presi direttamente all'anagrafe, essere forniti dai negozianti da cui si acquista l'apparecchio televisivo o reperiti tra i servizi attivati.
La privacy non c'entra, in quanto il canone e' una tassa, anche se a nostro parere ingiusta, ma di fatto va pagata.
Nel suo caso, un po' anomalo, non avendo un nucleo familiare a se', potrebbero averle inviato questa lettera (raccomandata?) andando un po' a tentativi.
Se fosse una lettera semplice, puo' al momento ignorarla. Oppure potrebbe rispondere, come se fosse una raccomandata.
Ma se fosse una raccomandata A/R, dovrebbe rispondere, con altrettanta raccomandata A/R, in cui fa presente che il canone e' gia' pagato da altro parente convivente, e fornira' il numero di abbonamento, e copia del libretto con gli importi pagati.
E' sufficiente un canone unico, valido per piu' apparecchi ed in tutte le abitazioni di proprieta'.
Nel suo caso, le consigliamo di fare attenzione se questo parente convivente costituisca nucleo a se'. Se cosi' fosse, in teoria dovrebbe ripagare un suo canone. Ma se c'e' un solo apparecchio in casa, si presuppone che sia del nucleo familiare che gia' paga la tassa.
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