Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 luglio 2001
14.05.01 h 19 (ca) Acquisto orologio (Lit. 2.700.000) ed un paio di polsini (Lit. 280.000) da regalare a mio cognato
c/o la ditta *** - c.so Italia, 75 C*** da parte di R*** G*** nata a P*** il 7.3.57 regolato con a/b di Lit.2.980.000 (duemilioninovecentottantamila) tratto sul conto n.*** CREDEM di C*** - Via Crispi
Viene rilasciato scontrino fiscale per l'importo complessivo.
Mia moglie si era fatta accompagnare in gioielleria dalle sig.re A*** ed E****** e *** ***.
Al rientro a casa, la stessa sera, riscontro che mia moglie, pur avendo richiesto un orologio Marca ZENITH Tipo Elite con cinturino d'acciaio e fondo in cristallo aveva accettato di comprare un orologio che rispondeva alle caratteristiche sopra descritte ma con fondo d'acciaio (di minor pregio).
15.05.01 Tutto cio' premesso, la mattina del giorno dopo (15.05) si e' badato a restituire al *** l'orologio e lo scontrino fiscale evidenziando che lo stesso non era di mio gradimento per le difformita' (rif. Fondo in acciaio anziche' in cristallo). Chiedevo altresi' la restituzione della somma (Lit. 2.700.000) che il *** si rifiutava di eseguire con l'impegno di prodigarsi nell'arco di qualche giorno a richiederlo a ZENITH Milano.
18.05.01 Il *** mi comunicava telefonicamente che l'orologio rispondente alle caratteristiche da me richieste non era riuscito a trovarlo ne' c/o Zenith Milano, ne' c/o Zenith Zurigo.
Avvertivo il *** che non potendo attendere oltre, in virtu' dell'imminente compleanno di mio cognato, avrei provveduto all'acquisto c/o altra gioielleria di Siracusa che aveva l'orologio de quo.
Alla mia conseguente richiesta riguardante la restituzione della somma, il *** rispondeva che non era assolutamente d'accordo alla restituzione del denaro ma bensi', avrei dovuto fare acquisti d'altri oggetti
fino all a concorrenza di Lit. 2.700.000 c/o il suo negozio.
Allo stato attuale, il *** quindi ha trattenuto sia l'orologio sia l'importo di Lit. 2.700.000 e relativo scontrino fiscale di Lit. 2.980.000
10.07.01 Ricevo risposta dal legale del Sig. *** ad una richiesta scritta dal mio legale che con la quale il gioelliere in pratica si rifiuta, tra l'altro, di restituire la somma incassata e chiede che qualcuno vada a riprendersi l'orologio c/o la sua gioelleria.
A questo punto non so come comportarmi e vi chiedo un parere:
- devo avviare una causa legale (ma e' poi il caso?)
- ho torto e devo prenderne atto conseguentemente?
Grazie per l'attenzione e spero in un riscontro da parte vostra riguardante questo problema.
c/o la ditta *** - c.so Italia, 75 C*** da parte di R*** G*** nata a P*** il 7.3.57 regolato con a/b di Lit.2.980.000 (duemilioninovecentottantamila) tratto sul conto n.*** CREDEM di C*** - Via Crispi
Viene rilasciato scontrino fiscale per l'importo complessivo.
Mia moglie si era fatta accompagnare in gioielleria dalle sig.re A*** ed E****** e *** ***.
Al rientro a casa, la stessa sera, riscontro che mia moglie, pur avendo richiesto un orologio Marca ZENITH Tipo Elite con cinturino d'acciaio e fondo in cristallo aveva accettato di comprare un orologio che rispondeva alle caratteristiche sopra descritte ma con fondo d'acciaio (di minor pregio).
15.05.01 Tutto cio' premesso, la mattina del giorno dopo (15.05) si e' badato a restituire al *** l'orologio e lo scontrino fiscale evidenziando che lo stesso non era di mio gradimento per le difformita' (rif. Fondo in acciaio anziche' in cristallo). Chiedevo altresi' la restituzione della somma (Lit. 2.700.000) che il *** si rifiutava di eseguire con l'impegno di prodigarsi nell'arco di qualche giorno a richiederlo a ZENITH Milano.
18.05.01 Il *** mi comunicava telefonicamente che l'orologio rispondente alle caratteristiche da me richieste non era riuscito a trovarlo ne' c/o Zenith Milano, ne' c/o Zenith Zurigo.
Avvertivo il *** che non potendo attendere oltre, in virtu' dell'imminente compleanno di mio cognato, avrei provveduto all'acquisto c/o altra gioielleria di Siracusa che aveva l'orologio de quo.
Alla mia conseguente richiesta riguardante la restituzione della somma, il *** rispondeva che non era assolutamente d'accordo alla restituzione del denaro ma bensi', avrei dovuto fare acquisti d'altri oggetti
fino all a concorrenza di Lit. 2.700.000 c/o il suo negozio.
Allo stato attuale, il *** quindi ha trattenuto sia l'orologio sia l'importo di Lit. 2.700.000 e relativo scontrino fiscale di Lit. 2.980.000
10.07.01 Ricevo risposta dal legale del Sig. *** ad una richiesta scritta dal mio legale che con la quale il gioelliere in pratica si rifiuta, tra l'altro, di restituire la somma incassata e chiede che qualcuno vada a riprendersi l'orologio c/o la sua gioelleria.
A questo punto non so come comportarmi e vi chiedo un parere:
- devo avviare una causa legale (ma e' poi il caso?)
- ho torto e devo prenderne atto conseguentemente?
Grazie per l'attenzione e spero in un riscontro da parte vostra riguardante questo problema.
Risposta ADUC
Ha un legale, e' gia' adeguatamente tutelato. Se vuole la nostra opinione, se sua moglie ha volontariamente accettato il cambio, non avete diritto di chiedere ne' il rimborso ne' un buono.
Potendo invece dimostrare con i testimoni presenti di essere stati indotti in errore, ricevendo un oggetto la cui diversita' non sia in realta' stata accettata, ma che erroneamente non sia stata rilevata (se cioe' i testimoni possano confermare che le e' stato venduto l'orologio sostenendo fosse in cristallo), allora ha titolo per contestare e chiedere il rimborso.
Potendo invece dimostrare con i testimoni presenti di essere stati indotti in errore, ricevendo un oggetto la cui diversita' non sia in realta' stata accettata, ma che erroneamente non sia stata rilevata (se cioe' i testimoni possano confermare che le e' stato venduto l'orologio sostenendo fosse in cristallo), allora ha titolo per contestare e chiedere il rimborso.
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